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Zonizzazione acustica comunale

del 08/04/2014
CHE COS'È?

Zonizzazione acustica comunale: definizione

La zonizzazione acustica prende le mosse dalla necessità di tutelare l'ambiente esterno e quello interno a un edificio dall'inquinamento acustico, problema sempre più presente negli spazi che ci circondano anche se non sempre percepito come una vera e propria alterazione dell'ambiente.
La legge 447/1995, con le successive modifiche e integrazioni, rappresenta la normativa di riferimento per quanto riguarda proprio questo tipo di inquinamento.
Nel corpo della legge vi sono diversi articoli (specificatamente gli articoli 3 e 4) che prendono in considerazione le competenze di Stato e Regioni in materia ma è ai Comuni che compete la classificazione del proprio territorio in “zone” sulla base dell'applicazione dei valori di rumore da conseguire nel breve, medio e lungo periodo.

Arch. Francesca Villa
Ordine degli Architetti di Varese
B&B Professione Mediatore Sas

COME SI FA
A questo scopo sono individuate, sul territorio, sei macro categorie, classi omogenee sulla base dei principali usi urbanistici consentiti o in previsione:
  1. la I classe ricomprende quelle aree che risultano particolarmente protette, nelle quali la quiete rappresenta un elemento fondamentale per la loro utilizzazione (ad esempio si ricordano le aree ospedaliere, scolastiche, le zone destinate allo svago e al relax, i luoghi di particolare interesse urbanistico e, ovviamente, i parchi pubblici);
  2. la II classe, invece, interessa tutte quelle aree destinate all'uso residenziale. Caratteristiche identificative di questa condizione sono il traffico veicolare locale, la bassa densità di popolazione, una limitata presenza di attività commerciali e l'assenza di attività industriali e artigianali;
  3. nella III classe rientrano aree di tipo misto, porzioni urbane, cioè, interessate da un traffico veicolare locale ma anche di attraversamento caratterizzate da una media densità di popolazione con presenza di attività commerciali, uffici con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali. Rientrano in questa categoria anche quelle aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici;
  4. nella IV classe vengono ricomprese tutte quelle aree caratterizzate da un'intensa attività umana: intenso traffico veicolare, alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali e uffici, presenza di attività artigianali. Vengono così classificate anche le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie, zone portuali, le porzioni di territorio con limitata presenza di piccole industrie;
  5. la V classe è caratterizzata da aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni;
  6. la VI ed ultima classe si riferisce a quelle zone esclusivamente industriali, prive di insediamenti abitativi.
Ovviamente questa suddivisione corrisponde a una distinzione nei relativi valori limite assoluti di immissione sonora (a questo proposito il testo di riferimento è il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14/11/97 "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore") sia diurni che notturni.
Anche se, a prima vista, questa procedura può apparire assolutamente oggettiva va ricordato che i criteri sono definiti a livello regionale e, quindi, possono essere diseguali da regione a regione.
Ne consegue che la zonizzazione acustica “è fortemente dipendente dai criteri che vengono assunti per l’individuazione delle classi e conseguentemente anche i risultati ottenuti possono essere disomogenei.”
Un'altra cosa da porre in evidenza è come i limiti citati valgano ad esclusione delle infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie, aeroporti, eccetera) poiché per quest’ultimo tipo di sorgenti vengono fissate dalla normativa nazionale le cosiddette “fasce di pertinenza” all’interno delle quali vigono, per il solo rumore emesso dall’infrastruttura, limiti specifici, solitamente più permissivi di quelli che la zonizzazione impone alle altre sorgenti.
Per terminare bisogna ricordare come la zonizzazione acustica possa essere considerato, sotto molti aspetti, come un documento di governo del territorio poiché va a disciplinare l'uso del territorio e le modalità del suo sviluppo. Sarebbe, pertanto opportuno, che questo documento fosse strettamente correlato e coordinato con gli altri strumenti di pianificazione del territorio, in modo da poter creare una sinergia quanto più possibile proficua.
Per approfondire le tematiche relative a questo argomento si consiglia il testo pubblicato dall'Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT) dal titolo “Linee guida relative ai criteri per la classificazione acustica dei territori comunali” pubblicata nel 2007.


CHI
E' opportuno rivolgersi ad architetti, urbanisti, periti, amministrazioni comunali, cittadini.

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