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Radon in ambienti seminterrati

del 30/11/2016
CHE COS'È?

Radon in ambienti seminterrati: definizione

La presenza di radon in ambienti seminterrati può costituire un pericolo da cui è bene difendersi: si tratta di un gas radioattivo naturale, inodore e insapore (oltre che incolore), minaccioso proprio perché non ci si può accorgere della sua presenza. Questo gas estremamente volatile rappresenta la più importante fonte di radiazioni all’interno degli edifici, dal momento che può restare intrappolato negli ambienti seminterrati per colpa di pareti non traspiranti o di infissi o porte a tenuta stagna che, in un certo senso, sigillano i fabbricati. Attraverso la IARC, cioè l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato il radon addirittura come la prima causa di tumore ai polmoni tra le persone che non fumano e come la seconda causa tra le persone che fumano.


COME SI FA

Perché si forma il radon?

Il radon deriva dal decadimento nucleare dell’uranio che si trova – seppur in quantità differenti – nella maggior parte delle rocce, delle acque e dei terreni. In natura, insomma, questo gas – che determina una notevole emissione di particelle alfa – si trova pressoché dappertutto. Chimicamente inerte ed elettricamente neutro, il radon – proprio in virtù di queste due caratteristiche – si contraddistingue per una forte mobilità, grazie alla quale si può diffondere e muovere anche a grande distanza rispetto alla zona in cui è stato prodotto. È il terreno a controllare direttamente la sua migrazione e la sua distribuzione: in sostanza, la fuoriuscita dal sottosuolo è più veloce nel caso di terreni fratturati o di terreni permeabili.

Il radon è sempre pericoloso?

Il radon è pericoloso negli ambienti seminterrati, ma non all’aria aperta, dal momento che in tali condizioni si disperde in maniera veloce e molto di rado arriva a raggiungere dei valori che possono costituire un rischio. Insomma, è il cosiddetto radon indoor il problema, perché il contatto quotidiano con questo gas che si accumula negli edifici è in grado di far scaturire dei disturbi di salute. I rischi derivano dal fatto che di solito si arriva a trascorrere fino al 90% delle giornate in ambienti chiusi e isolati.


CHI

Per informazioni generali sulla localizzazione dei rischi connessi al radon, sui pericoli per la salute, sulle misurazioni o sulle eventuali bonifiche ci si deve rivolgere all’Arpa.


FAQ

1. Quali sono i danni alla salute che derivano dal radon?

Negli ultimi decenni, sono stati effettuati diversi studi epidemiologici che hanno messo in evidenza la correlazione tra l’esposizione ad alte concentrazioni di radon e il rischio di tumori polmonari. In particolare, sono i prodotti di decadimento del radon il vero problema: si tratta di sostanze che vivono per un periodo di tempo molto limitato – nell’ordine dei minuti o addirittura dei secondi – e che però, decadendo, emettono radiazioni sotto forma di particelle alfa, di particelle beta o di particelle gamma. Mentre il radon non è elettricamente e chimicamente reattivo, questi prodotti di decadimento lo sono: inoltre, possono entrare nell’organismo umano legandosi al vapore acqueo o al pulviscolo atmosferico. In questo modo, penetrano all’interno dell’apparato respiratorio e arrivano, quindi, ai polmoni, dove producono radiazioni pericolose per i tessuti.

2. L’esposizione a bassi livelli di radon per un periodo di tempo prolungato è più pericolosa rispetto all’esposizione ad alti livelli di radon per un periodo di tempo ridotto?

Sì, a parità di esposizioni cumulative, la prima condizione è più pericolosa rispetto alla seconda.
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