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Requisiti acustici passivi in edilizia

del 19/09/2012
CHE COS'È?

Requisiti acustici passivi in edilizia: definizione

I Requisiti Acustici Passivi in edilizia sono i parametri fondamentali necessari alla valutazione delle prestazioni acustiche degli immobili. E’ ormai assodato e provato che una buona prestazione acustica dei materiali edili in opera migliorano la qualità della vita di coloro che vivono e/o lavorano stabilmente all’interno di locali o immobili. Migliorare il benessere è diventato l’obiettivo numero uno del sistema qualità del costruire e il controllo e mitigazione dell’inquinamento acustico accompagna ormai a braccetto quello del contenimento del consumo energetico.

Tuttavia mentre è possibile migliorare le prestazioni energetiche dell’involucro edilizio anche con interventi successivi al termine dell’immobile o addirittura a distanza di anni, ciò risulta molto più difficile quando si parla di inquinamento acustico. Un errore nella scelta dei materiali da costruzione o peggio nella posa in opera può rendere vano ogni buon presupposto in fatto di isolamento acustico.

Di solito si parla di inquinamento acustico in merito all’ambiente esterno, il cosidetto inquinamento acustico in campo aperto come rumore stradale, ferroviario, aereo, spesso affrontato e risolto per quanto possibile mediante l’apposizione di barriere antirumore opportunamente dimensionate per ridurre l’esposizione del ricettore alle alte pressioni sonore emesse da tali fonti di inquinamento, ma si perde di vista la qualità della vita in campo chiuso, ossia all’interno delle unità abitative sia come isolamento dagli agenti esterni ma soprattutto da quelli “interni”

Sono quindi definiti RAP quei contributi all’inquinamento acustico interno derivanti da:

- calpestio, rumore che giunge al ricettore mediante trasmissione del rumore attraverso il solaio;

- trasmissione tra unità immobiliari diverse

- isolamento acustico dei materiali in facciata

- rumore trasmesso dagli impianti continui e discontinui (ascensori, tubazioni, elettrodomestici)

Il DPCM  del 5 Dicembre 1997, in attuazione alla L 445/95, per la prima volta affronta la problematica dei RAP in edilizia definendo le modalità di rilevazione, valutazione, e lettura dei contributi sonori delle singole componenti al fine di definire dei limiti di tolleranza oltre i quali un locale non è abitabile ai fini della salute e del benessere senza che nel tempo possano essere arrecati danni permanenti alla persona. Nel decreto gli immobili vengono suddivisi in sei classi diverse ai quali vengono assegnati limiti diversi a seconda della loro destinazione d’uso e i valori assegnati vanno dai 45 dBA (livello di pressione sonora normalizzato) delle abitazioni, ai 63 dBA dei luoghi di lavoro in fabbricati produttivi. Il DPCM nonostante sia in vigore dal 1997 ancora oggi è spesso disatteso dalle amministrazioni comunali soprattutto in quelle regioni che ancora non hanno legiferato a livello locale i regolamenti specifici di contenimento dell’inquinamento acustico come invece è previsto dalla legge nazionale.

La norma UNI 11367 del 2010 introduce finalmente la cosidetta CLASSIFICAZIONE ACUSTICA che intende uniformare a livello europeo quelli che sono considerati i limiti di tolleranza di inquinamento acustico all’interno degli immobili e in particolare quelli abitativi. Mediante l’identificazione di 5 parametri di contributo sonoro (calpestio, trasmissione verticale, trasmissione strutturale, isolamento di facciata, impianti) è possibile attribuire ad una unità immobiliare un valore unico chiamato Classe Acustica (dalla I alla V) attraverso una precisa procedura di rilevazione e valutazione dei contributi sonori. La norma tuttavia in Italia è ancora in attesa di una legge attuativa che ne renda obbligatoria l’applicazione alle nuove costruzioni: la comunità europea a tal fine ha già piu volte richiamato i nostri legislatori all’adeguamento come previsto entro il 2012 e sanzionato il nostro paese per i ritardi accumulati, ma ancora oggi non è dato di sapere quando tale legge verrà emanata. La norma UNI 11367 di fatto impone un maggiore livello di qualità del costruire che oggi ancora manca nel nostro paese: tuttavia i costruttori che vogliono dare un valore aggiunto ai propri immobili in vendita sul mercato sono disponibili ad effettuare delle verifiche in campo e a rilasciare ai propri clienti il Certificato di Classificazione Acustica.


COME SI FA

La norma UNI 11367 descrive dettagliatamente anche mediante esempi pratici le modalità di rilevazione ed elaborazione dei valori di pressione acustica presenti all’interno delle unità immobiliari.

Il costruttore di un edificio o il proprietario di un’immobile devono rivolgersi ad un Tecnico Competente in Acustica Ambientale che è un professionista abilitato all’esercizio di tale professione in campo acustico ed iscritto all’elenco provinciale dei TCA, riconosciuto dalla regione di residenza e con abilitazione riconosciuta sul territorio nazionale.

Il TCA viene incaricato di effettuare le rilevazioni e di elaborare una perizia nella quale vengono indicate le modalità di rilevazione, i riferimenti normativi, i valori rilevati, i limiti normativi di riferimenti e i risultati ottenuti attribuendo infine una CLASSE ACUSTICA di riferimento per quella specifica unità immobiliare.

Se l’immobile non dovesse rientrare nei limiti normativi previsti è necessario intervenire con opere di mitigazione e/o risanamento acustico degli ambienti mediante l’apposizione sulle pareti di pannelli di materiale fonoassorbente e/o isolante (hanno funzioni diverse), mediante la sostituzione delle guarnizioni dei serramenti o l’isolamento delle fonti di inquinamento acustico da impianti. Molti di questi ‘accorgimenti’ sono già obbligatori nel controllo della posa in opera dei materiali (per esempio l’isolamento delle colonne di scarico dei bagni, così come la corretta posa delle guarnizioni dei serramenti, il distanziatore della posa degli zoccolini, il nastro isolante acustico sotto le murature a contatto con il solaio) ma molto altro è possibile fare per migliorare la prestazione acustica dei nostri immobili.


CHI

La figura professionale chiamata a rispondere alle problematiche in campo acustico e a poter certificare la Classe Acustica degli immobili è il Tecnico Competente in Acustica Ambientale.


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