Campionamenti ambientali: definizione
I campionamenti ambientali possono essere eseguiti in vari
modi: sotto forma di caratterizzazione, di prelievo di terreno, e così via. Lo
scopo per cui vengono effettuati è quello di procedere al monitoraggio
ambientale, grazie al quale si ha la possibilità di valutare i rischi per la
salute e l'esposizione a sostanze nocive. I limiti considerati
sono diversi: per esempio il TWA è il valore limite di soglia con media
ponderata nel tempo, e può essere considerato come la concentrazione media
ponderata per cinque giorni in otto ore - una normale settimana lavorativa -
per cui si pensa che la maggior parte delle persone possa essere esposta senza
dover fare i conti con effetti negativi anche se si tratta di un'esposizione
ripetuta. Il valore limite di soglia Ceiling, invece, costituisce la
concentrazione che non può essere superata in nessun momento della giornata.
Come avvengono i campionamenti ambientali per l'amianto?
In questo caso i campionamenti possono essere di diverso tipo: personali per
la ricerca di fibre aerodisperse, ambientali indoor, ambientali outdoor e
materiali in massa. I campionamenti ambientali sono necessari per determinare
le fibre aerodisperse, e prevedono che nei luoghi oggetto di
analisi venga prelevata l'aria; le modalità operative prevedono una durata dei
prelievi compresa tra le quattro e le otto ore, l'uso di campionatori a flusso
costante e il ricorso a filtri di esteri di cellulosa e policarbonato.
1. Come si effettuano i campionamenti nel suolo e nel sottosuolo?
I campionamenti ambientali, in sostanza, non sono altro che operazioni che
hanno l'obiettivo di prelevare matrici ambientali in modo tale
che siano a disposizione per delle analisi di laboratorio. Le principali
matrici ambientali sono i gas del suolo, le acque superficiali, le acque sotterranee,
il suolo e il sottosuolo. Per quel che riguarda il suolo e il sottosuolo, è
necessario un piano di caratterizzazione in funzione del quale eseguire il
prelievo di campioni di terreno. La scelta dei punti di
campionamento è, ovviamente, molto importante: essi sono selezionati in
funzione del modello concettuale preliminare, vale a dire la raccolta
organizzata di informazioni che permettono di individuare e di localizzare le
zone di possibile pericolo. Nel caso in cui queste informazioni non bastino per
programmare uno specifico campionamento per un certo sito, i punti di
campionamento vengono distribuiti per coprire l'intera area di studio e
concentrare l'attenzione nelle zone in cui la presenza di aree contaminate
viene evidenziata dai risultati.
2. Qual è il riferimento normativo in materia?
Il riferimento normativo in materia è il d. lgs. 152/06,
che tuttavia non dà indicazioni a proposito del numero di sondaggi che possono
o devono essere eseguiti nel sito. Per questo motivo sono diversi i criteri
che possono essere adottati per la scelta preliminare dei punti dei
campionamenti ambientali. Secondo il criterio sistematico o a griglia, per
esempio, si procede alla creazione di un immaginario reticolo a maglia
triangolare o quadrata, per poi individuare i punti in corrispondenza dei
vertici, in maniera tale che risultino equispaziati, o dentro le celle. Nulla
vieta, poi, di applicare un criterio casuale, per cui i punti vengono
distribuiti nella zona che si desidera investigare in modo libero. Infine, è da
prendere in considerazione anche il criterio sistematico casuale, con le
singole celle in un reticolo che includono un punto la cui posizione, però,
cambia da una cella a un'altra.