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Privacy del lavoratore

del 23/12/2016
CHE COS'È?

Privacy del lavoratore: definizione

La privacy del lavoratore è normata dalle Linee guida che il Garante della Privacy ha emanato il 23 novembre del 2006 allo scopo di fornire raccomandazioni e suggerimenti a proposito delle operazioni di trattamento di dati personali, siano essi sensibili o non sensibili. Tale trattamento può riguardare dati che permettano di conoscere il diritto di accesso, il credo religioso o lo stato di salute del lavoratore, i dati anagrafici, i dati sensibili e i dati biometrici. A questo proposito è opportuno ricordare che l'uso incontrollato e generalizzato dei dati biometrici non è consentito, ed è da considerarsi illecito. 


COME SI FA

Cosa prevedono le Linee guida del Garante per la privacy del lavoratore privato?

Le Linee guida impongono ai datori di lavoro privati di trattare i dipendenti nel rispetto dei principi di trasparenza, di liceità e di pertinenza. I dati possono essere diffusi unicamente per dare esecuzione ad obblighi di legge o ad obblighi che derivino dal contratto di lavoro: ciò vuol dire, per esempio, che deve essere ritenuta sproporzionata l'indicazione di dati identificativi sul cartellino nei rapporti con il pubblico. 

Cosa prevedono le Linee guida del Garante per la privacy del lavoratore pubblico?

Le Linee guida sono le stesse applicate per i lavoratori privati. Per ciò che concerne i certificati che riguardano visite mediche e assenze per malattia, è necessario consegnare all'amministrazione certificati medici che indichino unicamente la data di inizio dell'infermità e la sua durata, senza la diagnosi. Nel caso in cui il lavoratore fornisca una documentazione che comprenda la diagnosi, queste informazioni non possono essere usate in alcun modo dall'ufficio, che inoltre deve invitare i propri dipendenti a non produrre, in futuro, certificati del genere. Molta attenzione deve essere prestata nei casi di abilitazioni al porto d'armi, di denunce di infortuni all'Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro, di visite mediche legali e di abilitazioni alla guida. 


CHI

I datori di lavoro, sia pubblici che privati.


FAQ

1. Come ci si deve comportare in relazione alla diffusione dei dati sul web?

Per quanto riguarda i dati che vengono pubblicati su Internet, alle amministrazioni spetta il compito di garantire la loro pertinenza, il loro aggiornamento e la loro esattezza. Inoltre, deve essere assicurato il diritto all'oblio, che consiste in una tutela dinamica della riservatezza dei soggetti interessati in virtù della quale i nominativi, trascorso un determinato periodo di tempo dalla data di pubblicazione, dovrebbero essere trasferiti in una sezione dei siti che impedisca la possibilità di individuazione da parte dei motori di ricerca esterni. La diffusione di informazioni relative alla salute del lavoratore non è mai ammessa, mentre per la pubblicazione di graduatorie di selezioni o concorsi devono essere specificati unicamente i dati pertinenti: le liste di persone ammesse a prove successive e i nominativi accostati ai risultati possono essere pubblicati, ma non i codici fiscali o i recapiti telefonici delle persone.

2. L'uso dei dati biometrici è ammesso?

L'uso dei dati biometrici come l'iride e le impronte digitali (anche con archivi centralizzati) non è ammesso per il controllo degli accessi o delle presenze sul posto di lavoro. In ogni caso, l'attivazione di questi sistemi di rilevazione può essere autorizzata dal Garante a fronte di specifiche esigenze, per esempio nel caso in cui sia indispensabile conservare degli oggetti di valore molto elevato o in zone destinate alla sicurezza dello Stato, ma sempre dopo una preventiva verifica da parte dell'Autorità. 
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