Compliance: definizione
Quando si parla di compliance si fa riferimento all'immagine aziendale per ciò che riguarda il rispetto delle norme e la correttezza delle procedure: lo scopo è quello di evitare di incappare in sanzioni che, oltre a rappresentare un danno dal punto di vista economico, avrebbero l'effetto di compromettere la reputazione dell'azienda rispetto ai vari portatori di interessi (i partner, i clienti, e così via). Ecco perché, per esempio, vi sono degli accordi sovranazionali che prevedono in maniera esplicita la messa in atto di una funzione di compliance.
Come si attua la compliance?
La compliance - che a volte viene indicata anche come compliance normativa - corrisponde alla conformità a standard specifici, a regole precise, a determinate norme: si tratta di rispettare le disposizioni previste dalle autorità del settore, ma anche dal legislatore o più semplicemente dai regolamenti interni delle società, senza dimenticare gli organismi di certificazione. Un esempio concreto può aiutare a chiarire meglio il concetto: con la funzione di compliance in un istituto di credito vengono controllate le procedure interne in modo tale che non si violino le norme di auto regolamentazione e di etero regolamentazione (le prime includono i codici etici e i codici di condotta, mentre le seconde riguardano regolamenti e leggi in generale). Una violazione delle norme, infatti, potrebbe determinare danni di reputazione o perdite finanziarie.
Un esperto di compliance che conosca e prevenga i rischi di natura reputazionale e legale che potrebbero derivare da comportamenti non corretti.
