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Progettazione impianti rilevazione fumi

del 22/06/2016
CHE COS'È?

Progettazione impianti rilevazione fumi: definizione

La progettazione degli impianti di rilevazione fumi include la messa a punto dei componenti degli impianti di allarme incendio che hanno lo scopo di rilevare la presenza di un incendio in un edificio e di segnalarla. La presenza di fumi viene, in genere, rilevata insieme con le variazioni di calore.


COME SI FA

Qual è la normativa di riferimento in materia?

La normativa di riferimento in materia è la UNI 9795-2013, il cui scopo è quello di agevolare l'attivazione dei piani di intervento, un rapido esodo delle persone e la messa in atto dei sistemi di protezione contro gli incendi. Affinché un fenomeno in grado di rappresentare potenzialmente una fonte di pericolo possa essere individuato, è necessario identificare tre variabili fondamentali: il fumo è una di queste, mentre le altre sono le fiamme e la temperatura. Per la rilevazione del fumo, si fa affidamento a dei rivelatori ottici. Nelle sale quadri e negli altri locali che sono caratterizzati da una elevata circolazione d'aria, è necessario aumentare la quantità di rivelatori allo scopo di equilibrare la diluizione del fumo stesso, dovuta proprio alla circolazione dell'aria. Inoltre, è necessario controllare gli spazi nei sottopavimenti e nei controsoffitti in presenza di supporti o di cavi elettrici che siano forieri di rischi di incendio. Ovviamente, i rivelatori devono essere installati rispettando le indicazioni previste in fase di progettazione, in modo tale che possano essere protetti dalle correnti d'aria.


CHI

A occuparsi della progettazione sono ingegneri specializzati.


FAQ

1. Dove devono essere collocati gli impianti di rilevazione dei fumi?

Gli impianti sono fondamentali per individuare eventuali principi di incendio: quasi sempre sono dispositivi elettronici che comunicano con la centralina di allarme incendi, e devono essere posizionati nei locali da proteggere in alto, in corrispondenza del soffitto o comunque nella parte più alta, poiché il fumo si muove verso l'alto. 

2. Cosa sono i rilevatori di fumo puntiformi?

Tra gli impianti di rilevazione dei fumi, i rilevatori puntifomi sono apprezzati per la loro efficacia: vengono definiti in questo modo perché, dopo essere stati installati, costituiscono dei punti di rilevamento. Di solito sono applicati in corrispondenza dei soffitti dei locali, soprattutto negli edifici che hanno un carico di incendio non basso: negli archivi cartacei, per esempio, ma anche nei magazzini che contengono prodotti infiammabili, nei luoghi in cui sono presenti combustibili, negli stabilimenti produttivi, negli edifici artistici e storici, e così via. Si tratta di dispositivi di rilevamento molto frequenti e diffusi, anche perché il fumo è una costante in caso di incendi. 

3. Cosa sono i rilevatori di fumo a ionizzazione?

La progettazione degli impianti di rilevazione dei fumi può riguardare i rilevatori a ionizzazione, che sono adatti all'individuazione dei fumi che vengono prodotti dalle combustioni, inclusi i fumi invisibili come quelli che derivano dall'alcol etilico. Al loro interno si trovano due elettrodi ai quali è applicata una differenza di potenziale: essi si trovano nei pressi di una sorgente radioattiva (l'americio), che ionizza l'aria che le sta intorno così che vi sia una corrente elettrica costante - per quanto debole - tra gli elettrodi. Se c'è del fumo, le particelle alfa vengono assorbite dal fumo stesso e la corrente elettrica cala: l'elettronica rileva questa diminuzione e avvia l'allarme. La presenza di un elemento radioattivo, in ogni caso, non è particolarmente pratica: questi rilevatori, infatti, vengono gestiti con una certa difficoltà, ed è complicato anche il loro smaltimento. 
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