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Incapacità di intendere e di volere

del 17/05/2012
CHE COS'È?

Incapacità di intendere e di volere: definizione

La capacità di intendere e di volere può essere definita come l’attitudine a rendersi conto della portata delle proprie azioni.
Essa ha rilevanza sia nel diritto civile, sia nel diritto penale.

Diritto civile
In materia civile il concetto in commento rileva, innanzitutto, in tema di invalidità degli atti negoziali.
L’articolo 428 codice civile, richiamato dall’articolo 1425 codice civile, stabilisce che gli atti compiuti da una persona incapace di intendere e di volere al momento del loro compimento possono essere annullati, qualora essi risultino gravemente pregiudizievoli per il suo autore.
Qualora l’incapace abbia concluso un contratto, è richiesta, ai fini dell’annullamento, anche la malafede dell’altro contraente.
L’azione di annullamento può essere esperita solo dall’incapace, dai suoi eredi o aventi causa e si prescrive in cinque anni dal compimento dell’atto.
Gli articoli 591 e 775 codice civile, dettati in materia di testamento e di donazione, non richiedono, invece, per l’annullabilità di questi atti il grave pregiudizio per l’incapace e la malafede dell’altro contraente. La capacità di intendere e volere rileva, altresì, in tema di atti illeciti.
Ai sensi dell’articolo 2046 codice civile è esonerato dalle conseguenze del fatto dannoso il soggetto che si trova in stato di incapacità di intendere e di volere, salvo che tale stato derivi da sua colpa.
In tali ipotesi, ai sensi dell’articolo 2047 codice civile, la responsabilità del danno prodotto dall’incapace ricade sulla persona tenuta alla sua sorveglianza, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
Nel caso in cui il danneggiato non abbia potuto ottenere il risarcimento da chi è tenuto alla sorveglianza, il Giudice, tenuto conto delle condizioni economiche delle parti, può condannare l’autore del danno ad un equo indennizzo (articolo 2047, comma 2, codice civile).

Diritto penale
In materia penale il concetto di capacità di intendere e volere è rilevante ai fini della punibilità del reo.
Ai sensi dell’articolo 85 codice penale, la punibilità è subordinata all’imputabilità, la quale viene definita come la capacità di intendere e di volere.
L’incapacità rileva ai fini dell’imputabilità, sempre che non derivi da colpa o sia preordinata (articoli 87, 92 e 93 codice penale).

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