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Incapacità legale

del 17/05/2012
CHE COS'È?

Incapacità legale: definizione

Il codice civile contempla l’incapacità legale nella sua forma più grave - l’interdizione - e in quella più tenue - l’inabilitazione.
La legge 9.1.2004 n. 6 (sull’amministrazione di sostegno) ha incorporato l’inabilitazione che, in pratica, non è più applicata con l’intento di offrire protezione a quella fascia di persone che per età e/o malattia si trova in stato di grave vulnerabilità.
E’ un fatto incontestabile che la durata media della vita si sia allungata di molto e, di conseguenza, si siano sviluppate quella patologie (come la demenza senile e il morbo di Alzheimer) un tempo semplicemente catalogate come “arteriosclerosi”, che di per sé limitano fortemente quando non penalizzano la normale capacità della persona.
La famiglia, così come è composta oggi, non riesce a supportare l’anziano affetto dalle patologie sopra descritte ed è molto spesso costretta a farlo ricoverare in un'apposita struttura.
Capita spesso che gli anziani siano soli in quanto sono già scomparsi gli altri membri della famiglia e perciò occorre che qualcuno si occupi di loro e della gestione del loro patrimonio (da girare all’istituto). Patrimonio che spesso è esiguo e si limita alla pensione ma a volte è più consistente e riguarda la gestione di risparmi e beni immobili.
L’articolo 1 della legge sopra citata recita testualmente: ”La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”.

COME SI FA
Competente a nominare l’amministratore di sostegno è il Giudice Tutelare del luogo di residenza della persona incapace. In ogni Tribunale esiste un registro in cui le amministrazioni di sostegno vengono elencate.
I responsabili dei servizi sanitari e sociali, ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti proporre al Giudice Tutelare il ricorso per la nomina e o fornire comunque notizie al Pubblico Ministero.
L’amministratore di sostegno, una volta nominato, compirà tutti gli atti al cui compimento è stato autorizzato e, una volta all’anno, presenterà al Giudice Tutelare il rendiconto unitamente a brevi note circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario.
Per le questioni di straordinaria amministrazione (ad esempio iscrizione di pignoramenti e/o ipoteche, vendite immobiliari) l’amministratore di sostegno dovrà preventivamente essere autorizzato dal Giudice Tutelare, sentito il parere del Pubblico Ministero.
Poiché l’amministrazione di sostegno è contemplata anche come provvisoria, quando dovesse cessare l’incapacità del beneficiario, essa può essere revocata.

CHI
Competente a nominare l’amministratore di sostegno è il Giudice Tutelare del luogo di residenza della persona incapace

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