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Tutela dell'interdetto

del 17/05/2012
CHE COS'È?

Tutela dell'interdetto: definizione

La tutela dell’interdetto è lo strumento previsto per la protezione di tale soggetto.
L’articolo 424 codice civile prevede che alla tutela dell’interdetto si applichino le disposizioni sulla tutela dei minori (343 e seguenti codice civile).
Tali disposizioni regolamentano la figura del tutore e le relative funzioni che consistono principalmente nella cura, nella rappresentanza negli atti civili e nell’amministrazione dei beni del tutelato.
Il tutore sostituisce la persona tutelata nel compimento degli atti civili ad eccezione di quelli cosiddetti personalissimi (ad esempio matrimonio, testamento, riconoscimento di figlio naturale).


COME SI FA
Il tutore viene nominato dal Giudice Tutelare del luogo di residenza o domicilio dell’interdetto ed è scelto preferibilmente nell’ambito del nucleo familiare dello stesso tutelato (coniuge, persona stabilmente convivente, madre, padre, fratello o sorella, parente entro il 4° grado).
Le funzioni vengono assunte dal tutore dopo aver prestato innanzi al Giudice Tutelare il giuramento di esercitare l’ufficio, peraltro gratuito, con fedeltà e diligenza. Il tutore nei dieci giorni successivi deve procedere alla formazione dell’inventario dei beni dell’interdetto.
Inoltre il tutore deve tenere regolare contabilità nonché ogni anno deve presentare al Giudice Tutelare il rendiconto relativo all’amministrazione del patrimonio del tutelato.
Il tutore può eseguire gli atti di ordinaria amministrazione senza alcuna autorizzazione; per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione si richiede o l’autorizzazione del Giudice Tutelare (per gli atti di cui all’articolo 374 codice civile) o l’autorizzazione del Tribunale, sentito il parere del Giudice Tutelare (per gli atti di cui all’articolo 375 codice civile).

CHI
L’avvocato civilista, soprattutto se specializzato nel diritto di famiglia, può attivarsi per richiedere la tutela dell’interdetto nonché per sollecitare, eventualmente, l’attività di controllo e intervento del Giudice Tutelare sull’operato dello stesso tutore.

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