Locazione commerciale processo ordinario: definizione
La tutela ordinaria della locazione commerciale, così come di tutta la materia locatizia, è sottoposta al cosiddetto rito ordinario, cioè il rito locatizio. Questa tutela processuale è diversa dal rito speciale, che è costituito dal procedimento di convalida di sfratto, e riguarda numerosi ambiti di applicazione: per esempio, l'esistenza di un contratto, la sua efficacia o la sua validità, ma anche la manutenzione di un immobile locato e la sua riparazione. Inoltre, rientrano nel processo ordinario anche gli accertamenti dei rapporti contrattuali (in relazione al canone e alla durata), l'invalidità dei contratti, la loro risoluzione per qualunque motivo, la loro nullità e la loro efficacia, senza dimenticare le prestazioni dovute in relazione al pagamento degli oneri accessori e l'adempimento delle più importanti obbligazioni che derivano dai contratti.
Quale disciplina si applica in un processo ordinario che coinvolge la locazione commerciale?
Il rito locatizio ordinario presuppone il ricorso alla disciplina del processo del lavoro. Ciò comporta che, in seguito al deposito degli atti introduttivi del giudizio non è possibile fornire nuovi mezzi di prova, anche se il comma III dell'articolo 447 bis del Codice di Procedura Civile stabilisce che il giudice ha la facoltà di ammettere qualunque mezzo di prova in qualunque momento. Per superare le preclusioni iniziali, ad ogni modo, il mezzo di prova deve essere rilevante; inoltre, non lo si può ammettere dopo che la discussione orale è cominciata, così che la controparte abbia l'opportunità di averne una cognizione adeguata.
Il giudice del luogo in cui è situato l'immobile locato.
