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Locazione commerciale: processo ordinario

del 15/01/2016
CHE COS'È?

Locazione commerciale processo ordinario: definizione

La tutela ordinaria della locazione commerciale, così come di tutta la materia locatizia, è sottoposta al cosiddetto rito ordinario, cioè il rito locatizio. Questa tutela processuale è diversa dal rito speciale, che è costituito dal procedimento di convalida di sfratto, e riguarda numerosi ambiti di applicazione: per esempio, l'esistenza di un contratto, la sua efficacia o la sua validità, ma anche la manutenzione di un immobile locato e la sua riparazione. Inoltre, rientrano nel processo ordinario anche gli accertamenti dei rapporti contrattuali (in relazione al canone e alla durata), l'invalidità dei contratti, la loro risoluzione per qualunque motivo, la loro nullità e la loro efficacia, senza dimenticare le prestazioni dovute in relazione al pagamento degli oneri accessori e l'adempimento delle più importanti obbligazioni che derivano dai contratti. 


COME SI FA

Quale disciplina si applica in un processo ordinario che coinvolge la locazione commerciale?

Il rito locatizio ordinario presuppone il ricorso alla disciplina del processo del lavoro. Ciò comporta che, in seguito al deposito degli atti introduttivi del giudizio non è possibile fornire nuovi mezzi di prova, anche se il comma III dell'articolo 447 bis del Codice di Procedura Civile stabilisce che il giudice ha la facoltà di ammettere qualunque mezzo di prova in qualunque momento. Per superare le preclusioni iniziali, ad ogni modo, il mezzo di prova deve essere rilevante; inoltre, non lo si può ammettere dopo che la discussione orale è cominciata, così che la controparte abbia l'opportunità di averne una cognizione adeguata.


CHI

Il giudice del luogo in cui è situato l'immobile locato.


FAQ

1. Chi è competente in un processo ordinario per la locazione commerciale?

In materia locatizia la competenza spetta al tribunale in composizione monocratica, mentre dal punto di vista territoriale è del giudice del luogo in cui l'immobile locato è situato. Ciò vuol dire che per proporre una domanda è necessario presentare un ricorso al giudice competente. Poiché, come detto, a valere sono le norme del rito del lavoro, è necessario che nel ricorso introduttivo, così come nella memoria difensiva eventualmente proposta, vengano evidenziate tutte le difese e siano specificati i documenti e i mezzi di prova di cui le parti intendono usufruire. Inoltre, il processo ordinario è un rito che si contraddistingue per una cadenza temporale molto inferiore rispetto agli altri giudizi, e anche l'attività processuale ne risente risultandone contratta.  

2. Quali sono le procedure da rispettare nella presentazione del ricorso?

Nel ricorso devono essere esposti i fatti e tutti gli elementi di diritto a partire dai quali la domanda viene fondata, senza tralasciare le conclusioni relative. Se non vengono specificati i mezzi di prova a cui ci si riferisce, il ricorso decade in automatico. Dopo che il ricorso è stato depositato, in calce il giudice chiamato a trattare la causa redige entro cinque giorni dal deposito il decreto con cui l'udienza viene fissata. Tanto il decreto di fissazione dell'udienza quanto il ricorso devono essere notificati al convenuto entro i dieci giorni seguenti la data in cui il decreto è stato pronunciato. L'intervallo di tempo che deve trascorrere dalla notifica all'udienza di discussione deve essere almeno di trenta giorni. Lo svolgimento della causa - fermo restando che le parti sono tenute a comparire all'udienza di discussione personalmente - avviene secondo le cadenze tipiche del rito del lavoro. Il giudice, dopo avere portato a termine tutte le attività istruttorie del caso, legge il dispositivo della sentenza in udienza. 
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