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Divorzio: affidamento dei figli

del 08/01/2018
CHE COS'È?

Divorzio affidamento dei figli: definizione

In caso di divorzio l'affidamento dei figli è disciplinato dalle norme che sono state introdotte con la legge numero 54 dell'8 febbraio del 2006, che sono le stesse che regolamentano l'affidamento anche in caso di separazione. Il principio essenziale è rappresentato dal diritto, per i figli che non hanno ancora compiuto 18 anni, di conservare un rapporto continuativo ed equilibrato con ognuno dei due genitori. I figli devono essere messi nelle condizioni di mantenere rapporti con i parenti e con gli ascendenti di tutti e due i rami genitoriali, ma anche di ricevere l'istruzione, l'educazione e la cura di cui hanno bisogno. Per questi motivi, a meno che i coniugi non giungano a un accordo di diverso tipo, in sede di divorzio il giudice è tenuto, prima di tutto, a valutare la possibilità dell'affidamento condiviso, in funzione del quale i figli sono affidati a tutti e due i genitori; se ciò non è possibile, compito del giudice è quello di decidere a quale dei due genitori devono essere affidati i figli, nell'ambito di quello che è noto come affidamento esclusivo. In qualsiasi caso, deve essere preso in considerazione unicamente l'interesse della prole.


COME SI FA

Come viene disciplinato l'affidamento dei figli in caso di divorzio?

Il giudice che si occupa dell'affidamento deve - tra l'altro - stabilire le modalità e i tempi della presenza presso ogni genitore dei figli; inoltre deve decidere in che modo e in che misura entrambi sono chiamati a contribuire all'educazione, all'istruzione, alla cura e al mantenimento della prole. Mentre al coniuge affidatario, nel caso di affidamento esclusivo, spettano la potestà sui figli, l'amministrazione dei loro beni e il loro usufrutto legale, il coniuge non affidatario ha comunque il diritto e il dovere di educare, di istruire e di mantenere i figli. A tale scopo è chiamato a versare una volta al mese un assegno di mantenimento, che deve essere affiancato a importi in denaro necessari per le spese straordinarie, come quelle per le vacanze, per le visite mediche, per la scuola, e così via. Secondo la legge, gli importi da versare sono rivalutati sulla base degli indici Istat una volta all'anno. Non è detto che l'assegno di mantenimento sia obbligatorio unicamente in presenza di figli minorenni: il giudice ha la possibilità di imporre un assegno anche per il mantenimento dei figli maggiorenni nel caso in cui essi non dispongano di redditi propri sufficienti. Secondo l'articolo 155 quater del codice civile, si deve tenere conto dell'interesse dei figli anche per decidere quale dei due coniugi ha diritto a godere della casa familiare.


CHI

Un avvocato matrimonialista.


FAQ

1. Quando si può optare per l'affidamento condiviso?

Il presupposto alla base della scelta dell'affidamento condiviso è rappresentato dall'assenza di conflittualità tra i genitori ritenute insanabili: tra moglie e marito, in sostanza, deve permanere una certa armonia. I figli devono poter continuare a ricevere da tutti e due i genitori la cura e l'istruzione che spettano loro. Il giudice, tramite i suoi provvedimenti, è chiamato a stabilire i modi e i tempi della presenza dei figli da ogni genitore; inoltre, egli è tenuto a prendere atto degli accordi che vengono eventualmente presi dai genitori, sempre a condizione che essi non vadano a ledere gli interessi della prole. Nel caso in cui tra i genitori ci sia disaccordo a proposito di argomenti specifici, tocca al giudice prendere una decisione in merito.
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