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Esercizio abusivo di attività commerciale

del 12/04/2017
CHE COS'È?

Esercizio abusivo di attività commerciale: definizione

Definizione dell'esercizio abusivo di attività commerciale
L'abusivismo commerciale è l'esercizio del commercio in sede fissa o ambulante senza avere le autorizzazioni prescritte dalle normative e senza aver registrato l'impresa presso la Camera di Commercio e l'Inps. La posizione di chi svolge illegalmente l'attività è di netto vantaggio, in termine di guadagni, rispetto ai commercianti rispettosi delle leggi, perché chi opera abusivamente non paga le tasse, i contributi e neppure l'Iva. Con questa pratica è possibile vendere i prodotti a prezzi inferiori, attuando una vera e propria concorrenza sleale nei confronti di chi opera regolarmente secondo le norme.

Qualsiasi tipo di attività commerciale richiede il rispetto di procedure burocratiche per la registrazione dell'impresa e l'ottenimento delle autorizzazioni del caso, diverse a seconda dei prodotti e dei servizi offerti alla clientela. Chiunque avvii un'impresa senza averne il titolo viene punito secondo la normativa vigente. A stabilire le regole è l'articolo 234 della Legge Fallimentare. La regola prevede che si venga sanzionati con una multa non inferiore a 103 euro e alla reclusione fino a due anni. Si tratta quindi di un reato. Va precisato che le sanzioni pecuniarie riguardano diversi aspetti e sono pesanti e variabili a seconda del settore merceologico in cui si opera e al tipo di violazione. Ad esempio se si lavora nel commercio all'ingrosso e al dettaglio in sede fissa, l'attività svolta senza essere in possesso dei requisiti per l'accesso all'attività comporta il pagamento di una multa compresa tra i 2.582 euro ai 15.943 euro. La legislazione nazionale viene integrata da norme regionali che disciplinano le sanzioni e i provvedimenti da prendere nel caso si individui qualcuno che svolga un'attività commerciale in modo abusivo. In ogni caso variano gli importi delle multe comminate, ma restano invariate la chiusura e l'arresto.

COME SI FA

Cosa accade a chi esercita abusivamente l'attività commerciale

Una volta accertata la violazione delle leggi in materia di commercio le autorità, generalmente la polizia municipale o le forze dell'ordine, provvedono a fare un verbale comunicando all'interessato l'avvio del procedimento amministrativo. La notifica serve a consentire al soggetto di predisporre e presentare scritti e memorie in sua difesa, come prescritto dall'articolo 7 della legge numero 241 del 1990. La scrupolosa applicazione della legge da parte degli organi competenti impedisce che un eventuale ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale possa portare all'annullamento del provvedimento. Viene quindi emessa un'ordinanza di chiusura e successivamente si effettua un sopralluogo per verificare il suo rispetto. Se il titolare dell'esercizio ha ottemperato basta redigere un verbale in cui si certifica l'avvenuta chiusura, mentre se ciò non fosse avvenuto si prende atto, tramite verbale, del mancato adempimento diffidando il soggetto a chiudere l'attività entro 3 giorni. Inoltre, a norma dell'articolo 7 bis del Decreto Legislativo numero 267 del 2000 si applica una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra i 25 euro e i 500 euro. Un ulteriore sopralluogo decorsi i termini permette di accertare la definitiva chiusura dell'esercizio. Qualora ciò non fosse avvenuto vengono apposti i sigilli e si nomina un custode giudiziario del bene. La procedura è disciplinata dal comma 2 dell'articolo 612 del Codice di Procedura Civile e affida al giudice il compito di designare l'ufficiale giudiziario che deve occuparsi dell'esecuzione dei provvedimenti e le persone con il compito di sbrigare le operazioni necessarie per smantellare il commercio attivato senza titolo. Il sequestro riguarda i locali e la merce oppure solamente i prodotti in caso di attività su un'area pubblica. 

CHI

I soggetti attuatori dei provvedimenti

Le violazioni per esercizio abusivo di attività commerciale vengono accertate dagli organi di polizia e l'ordinanza di chiusura porta la firma del sindaco del Comune in cui ha sede l'attività commerciale abusiva. L'organo di polizia commina altresì le sanzioni pecuniarie. Successivamente per il sequestro e la liquidazione dell'attività la decisione deve essere presa dal giudice che dispone gli eventuali provvedimenti di arresto e la gestione dei beni sequestrati con la nomina di un curatore.

FAQ

1. Quali sono i divieti di esercizio del commercio sulle aree pubbliche?

Le violazioni previste dall'articolo 29 del Decreto Legislativo numero 114 del 1998 sono di tre tipi: - il commercio senza l'autorizzazione e fuori dal territorio indicato dall'autorizzazione; - commercio senza autorizzazione o permesso previsto dalla norma; - commercio effettuato in violazione ai limiti e ai divieti imposti dal Comune tramite apposita deliberazione.

2. Viene sospesa l'attività di vendita in caso di violazione?

Se viene rilevata una gravità elevata o un comportamento recidivo il sindaco provvede a sospendere l'attività di vendita per un periodo fino a un massimo di 20 giorni. Nel caso vi siano ulteriori violazioni e non si regolarizzi la posizione si avviano provvedimenti di chiusura definitiva attraverso un sequestro disposto dall'Autorità giudiziaria competente per territorio a cui viene segnalato l'esercizio abusivo dell'età commerciale. La confisca può avvenire solo con provvedimenti presi da un giudice, riguardando sia l'immobile usato sia la merce commerciata.
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