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Amministratore di fatto

del 12/01/2016
CHE COS'È?

Amministratore di fatto: definizione

L'amministratore di fatto è un soggetto che nell'ambito dell'impresa collettiva attua condotte di gestione pur non essendo provvisto dell'investitura relativa da parte degli organi sociali competenti. In sostanza, è amministratore di fatto chi, non essendo investito della carica in via formale, si inserisce comunque nell'amministrazione, e quindi di fatto esercita e assume i poteri che riguardano la gestione della società. A volte la figura dell'amministratore di fatto coincide con il dominus, che ha incaricato ufficialmente dell'amministrazione soggetti che in realtà non dispongono del patrimonio necessario per affrontare le responsabilità che vengono chiamate in causa. La dottrina e la giurisprudenza fanno riferimento alla figura dell'amministratore di fatto allo scopo di fare emergere chi esercita realmente ed effettivamente le funzioni gestorie, così che l'amministratore di fatto, ai fini della responsabilità penale e della responsabilità civile, venga equiparato all'amministratore di diritto.


COME SI FA

Quali sono le condizioni per le quali si può parlare dell'esistenza di un amministratore di fatto?

In primo luogo, l'amministratore di fatto non è stato investito da alcuna assemblea; inoltre, esercita la propria attività non in modo occasionale ma in maniera continuativa; ancora, vanta una assoluta autonomia decisionale rispetto agli amministratori di diritto. Ciò non vuol dire che le sue decisioni valgano più di quelle degli amministratori di diritto, ma comunque valgono come quelle, e di certo non meno. Infine, l'ultimo presupposto necessario affinché si possa parlare di un amministratore di fatto è che a tale figura siano riservate le funzioni che spettano alla competenza degli amministratori di diritto. 


CHI
Potenzialmente, qualsiasi figura all'interno di una società.

FAQ

1. L'amministratore di fatto è un socio tiranno?

No, è bene operare una distinzione chiara e netta da questo punto di vista: la figura del socio tiranno e quella del socio occulto non hanno niente a che fare con quella dell'amministratore di fatto. I soci tiranni, infatti, esercitano una influenza preponderante sugli organi amministrativi e si occupano di stabilire le strategie delle società sulla base delle proprie preferenze, secondo una volontà che non può essere contrastata in alcun modo dalla minoranza dei componenti ai quali l'amministrazione della società è affidata. Spesso la presenza di un socio tiranno equivale a un utilizzo strumentale dell'ente societario, il quale viene sfruttato per raggiungere obiettivi che riguardano unicamente un interesse personale. Il socio tiranno tratta l'impresa come una società di comodo che è in tutto e per tutto asservita alle sue necessità e al suo volere, non di rado per scopi non leciti, o comunque non in linea con gli interessi sociali. Diverso, invece, è il discorso che riguarda gli amministratori di fatto, che nella maggior parte dei casi mirano al raggiungimento di scopi leciti e semplicemente detengono ed esercitano un potere economico di ingerenza. 

2. Il rapporto di amministrazione a quale disciplina legale può essere ricondotto?

La dottrina prevalente presuppone di ricondurre la natura del rapporto di amministrazione alla disciplina legale del contratto di mandato, visto che fa riferimento a un insieme di doveri e di poteri che non derivano dall'assemblea ma che sono connessi direttamente con la qualifica di amministratore. Ecco perché si riscontrano delle evidenti analogie tra i mandatari e gli amministratori, i quali in linea di massima svolgono il proprio compito avendo come fine ultimo l'esclusivo interesse della società. Per tale ragione viene ritenuta ammissibile l'applicazione analogica delle norme che riguardano i mandatari se nulla osta a che ciò accada.
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