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Lavoro: procedure conciliative e arbitrali

del 26/10/2011
CHE COS'È?

Lavoro procedure conciliative e arbitrali: definizione

Colui che intende proporre in giudizio una domanda relativa ai rapporti previsti dall'articolo 409 codice procedura civile può promuovere, anche tramite l’associazione sindacale alla quale aderisce o conferisce mandato, un previo tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione individuata secondo i criteri di cui all'articolo 413 codice procedura civile.
In qualunque fase del tentativo di conciliazione, o al suo termine in caso di mancata riuscita, le parti possono indicare la soluzione, anche parziale, sulla quale concordano, riconoscendo, quando è possibile, il credito che spetta al lavoratore e possono accordarsi per la risoluzione della lite, affidando alla commissione di conciliazione il mandato a risolvere in via arbitrale la controversia.
Nel conferire il mandato per la risoluzione arbitrale della controversia, le parti devono indicare il termine per l’emanazione del lodo, le norme invocate dalle parti a sostegno delle loro pretese e l’eventuale richiesta di decidere secondo equità, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento e dei principi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari.
In materia di controversie individuali di lavoro, con l’entrata in vigore, il 24 novembre 2010, della legge n. 183/10 (cosiddetto Collegato Lavoro) il tentativo di conciliazione presso le Direzioni provinciali del lavoro, che precedentemente doveva essere esperito obbligatoriamente in caso di controversie individuali di lavoro, è divenuto facoltativo sia nel settore privato che in quello pubblico.

Prof. Avv. Nicola Soldati
Ordine degli Avvocati di Modena
Studio Legale Soldati

COME SI FA
La conciliazione può essere proposta anche tramite l’associazione sindacale alla quale l’interessato aderisce o conferisce mandato. La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i 20 giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza. Se la controparte intende accettare la procedura di conciliazione, deposita presso la commissione di conciliazione, entro 20 giorni dal ricevimento della copia della richiesta, una memoria contenente le difese e le eccezioni in fatto e in diritto, nonché le eventuali domande in via riconvenzionale. Se ciò non avviene, ciascuna delle parti è libera di adire l’autorità giudiziaria.
Se non si raggiunge l’accordo tra le parti, la commissione di conciliazione deve formulare una proposta per la bonaria definizione della controversia. Se la proposta non è accettata, i termini di essa sono riassunti nel verbale con indicazione delle valutazioni espresse dalle parti. Delle risultanze della proposta formulata dalla commissione e non accettata senza adeguata motivazione il Giudice tiene conto in sede di giudizio. Rimane obbligatorio il tentativo di conciliazione sui cosiddetti “lavori certificati” di cui all’articolo 80, comma 4, della cosiddetta legge Biagi (decreto legislativo n. 276 del 2003).
Per quanto attiene all’arbitrato, il lavoratore, all’atto dell’assunzione e comunque non prima della conclusione del periodo di prova (se la prova non è prevista, dopo 30 giorni dalla stipulazione del contratto di lavoro), può decidere se ricorrere all’arbitrato in caso di future controversie, con esclusione del licenziamento.
A tal fine, deve sottoscrivere una clausola compromissoria che, pertanto, sarà valida per ogni lite, escluso il licenziamento, per il quale resta obbligatorio ricorrere al Giudice ordinario. La scelta del lavoratore di tentare la composizione davanti a un arbitro invece che dal Giudice vale per tutte le liti nascenti dal rapporto di lavoro.

CHI
Lavoratore e datore di lavoro.

FAQ

Che effetti ha la domanda di conciliazione?

La comunicazione della richiesta di espletamento del tentativo di conciliazione interrompe la prescrizione e sospende, per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi alla sua conclusione, il decorso di ogni termine di decadenza.

Dove si svolgono le procedure conciliative e arbitrali?

La conciliazione e l’arbitrato, nelle materie di cui all'articolo 409 codice di procedura civile, possono essere svolti presso le sedi e con le modalità previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Quanto dura il procedimento arbitrale?

La procedura arbitrale deve concludersi con una pronuncia entro 60 giorni.

Che valore ha il lodo arbitrale?

Il lodo emanato a conclusione dell’arbitrato, sottoscritto dagli arbitri e autenticato, produce tra le parti gli effetti di cui all’articolo 1372 e all’articolo 2113, comma 4, codice procedura civile.

Il lodo arbitrale può essere impugnato?

Il lodo è impugnabile ai sensi dell'articolo 808-ter codice procedura civile.
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