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Figli adottati: diritti e doveri

del 26/11/2015
CHE COS'È?

Figli adottati diritti e doveri: definizione

L'adozione è un istituto giuridico particolare che dà la possibilità a un soggetto di trattare come figlio un altro soggetto che ne assume il cognome. I requisiti per l'adozione sono regolamentati dalla Legge numero 184 del 4 maggio del 1983, che prevede la facoltà di adottare un minore non solo in Italia - si parla, in questo caso, di adozione nazionale - ma anche in un Paese estero che aderisca alla Convenzione dell'Aja per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale o in un Paese che abbia stipulato con l'Italia in materia di adozione un patto bilaterale - si parla, in questo caso, di adozione internazionale -. 


COME SI FA

Quali sono i requisiti per un'adozione?

La legge prevede che gli adottanti siano sposati da almeno tre anni: tale periodo può essere raggiunto anche calcolando l'eventuale convivenza more uxorio prima del matrimonio. Non deve, inoltre, esserci alcuna separazione. I soggetti che intendono adottare devono essere ritenuti adatti a istruire ed educare i minori, oltre che a mantenerli dal punto di vista economico: a valutare la loro idoneità è il tribunale dei minori di competenza, attraverso i servizi sociali del Comune di riferimento. Inoltre, è indispensabile che tra i genitori adottivi e il soggetto da adottare vi sia una differenza di età non inferiore ai 18 anni e non superiore ai 45 anni; in realtà, uno dei due genitori può anche avere una differenza di età di più di 45 anni, ma comunque non deve superare i 55 anni. Questo limite può essere derogato nel caso in cui vengano adottati insieme due o più fratelli o in famiglia sia già presente un figlio minorenne.


CHI

Un avvocato che si occupi di adozioni.


FAQ

1. Quali sono i diritti dei genitori nel corso del procedimento di adozione?

Se i genitori sono lavoratori dipendenti, hanno diritto a una specifica forma di congedo di lavoro nel caso in cui, per la pratica dell'adozione, siano costretti a recarsi all'estero. La durata di congedo corrisponde al periodo di soggiorno nel Paese straniero, e possono usufruirne tutti e due i genitori, ai quali, però, non spetta alcuna retribuzione o indennità. La durata della permanenza fuori dall'Italia viene certificata dall'ente che ha il compito di controllare l'adozione. Inoltre, una madre lavoratrice ha anche il diritto di godere del congedo di maternità: si tratta di un periodo di astensione dal lavoro di cinque mesi e un giorno, a prescindere dall'età del figlio adottato. Tale congedo vale, per le adozioni internazionali, per i cinque mesi successivi alla data di ingresso dell'adottato in Italia, facendo riferimento alla data di autorizzazione dell'ingresso. Durante il congedo di maternità, alla madre lavoratrice viene assegnata un'indennità corrispondente all'80% della retribuzione media giornaliera ricevuta il mese precedente.

2. Quali sono i diritti e i doveri di una persona che viene adottata dopo avere compiuto i diciotto anni?

Il soggetto conserva tutti i doveri e tutti i diritti rispetto alla sua famiglia di origine, fermo restando che la procedura di adozione non determina alcun tipo di rapporto, sul piano civile, tra la famiglia originale dell'adottato e la famiglia che lo adotta; non ci sono, inoltre, rapporti civili tra l'adottato e i parenti della famiglia che lo adotta.

3. Cosa succede se un genitore adottivo perde la patria potestà?

Dopo avere perso la patria potestà, un genitore adottivo è comunque tenuto a mantenere dal punto di vista economico il proprio figlio, pagando la retta della casa famiglia cui il figlio stesso viene affidato. In seguito all'adozione, in sostanza, i genitori adottivi assumono tutti gli obblighi che caratterizzano il rapporto tra i genitori naturali e i propri figli. 
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