Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Adozione dei minori

del 11/05/2012
CHE COS'È?

Adozione dei minori: definizione

L’adozione di minori è un istituto previsto per il minore in situazione di abbandono, perché privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi e volta a fornirgli una famiglia che sia idonea a educarlo, istruirlo e mantenerlo.
Con l'adozione si vuole quindi fornire un ambiente familiare al minore che ne è privo.
La materia è disciplinata dalla legge n. 184/83 (Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori), modificata nell’ambito dell’adozione di minori stranieri dalla legge n. 476/98 (Ratifica ed esecuzione della convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, stipulata a L’Aja il 29 maggio 1993), mentre nell’ambito dell’adozione di minori italiani dalla legge n. 149/01 (Modifiche alla legge n. 184/83 e al titolo 8 del libro primo del codice civile).
Possono essere adottati i minori precedentemente dichiarati in stato di adottabilità dal Tribunale per i minorenni. Lo stato di adottabilità di un minore è dichiarato nei casi in cui egli si trovi in situazione di abbandono morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, a meno che non si tratti di una situazione di forza maggiore di carattere transitorio.
La dichiarazione di stato di adottabilità può riguardare sia figli di genitori conosciuti, ossia dichiarati alla nascita ma poi abbandonati, sia figli di genitori sconosciuti.
Al minore straniero che viene trovato nel nostro Paese in situazione di abbandono vengono applicate la legge italiana in materia di adozione e affidamento, nonché i provvedimenti necessari in caso di urgenza.
Lo stato di adottabilità non è ancora adozione: i coniugi che intendono adottare, infatti, devono presentare domanda al Tribunale per i minorenni, specificando l'eventuale disponibilità ad adottare più fratelli.
Il Tribunale per i minorenni, accertati previamente i requisiti richiesti dalla legge, dispone l'esecuzione delle adeguate indagini riguardanti, in particolare, l'attitudine a educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi ultimi desiderano adottare il minore, e sceglie fra le coppie che hanno presentato domanda quella maggiormente in grado di corrispondere alle esigenze del minore.
Il Tribunale per i minorenni, in camera di consiglio, sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti degli adottanti ove esistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, omessa ogni altra formalità di procedura, dispone l'affidamento preadottivo e ne determina le modalità. Il minore che abbia compiuto gli anni dodici deve manifestare espresso consenso all'affidamento alla coppia prescelta.
Il Tribunale per i minorenni deve in ogni caso informare i richiedenti sui fatti rilevanti, relativi al minore, emersi dalle indagini, nonché deve comunicare il decreto al pubblico ministero e al tutore.
Il Tribunale per i minorenni vigila sul buon andamento dell'affidamento preadottivo direttamente o avvalendosi del Giudice tutelare e dei servizi psicosociali del luogo dove vive il bambino con la coppia (se necessario convocando affidatari e minore e disponendo interventi di sostegno psicosociale).
Decorso di norma un anno dall’affidamento, il Tribunale per i minorenni che ha dichiarato lo stato di adottabilità, sentiti i coniugi adottanti, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, il pubblico ministero, il tutore, il Giudice tutelare e i servizi locali, se incaricati della vigilanza, verifica che ricorrano tutti i requisiti richiesti per l’adozione e, senza altra formalità di procedura, provvede sull'adozione con decreto motivato in camera di consiglio, decidendo di fare luogo o di non fare luogo all'adozione.

Effetti dell'adozione
L'adozione comporta una serie di conseguenze giuridiche:
  1. l'adottato italiano o straniero acquista lo stato di figlio legittimo degli adottanti;
  2. l’adottato assume e trasmette il cognome;
  3. cessano i rapporti verso la famiglia d'origine, salvo i divieti matrimoniali;
  4. qualora a essere adottato sia un minore straniero, esso assume anche la cittadinanza italiana.
Revoca dell’adozione
Nonostante l'adottato divenga in pratica un figlio legittimo degli adottanti, l'adozione può sempre essere revocata:
  • su domanda dell'adottante, quando l'adottato maggiore di quattordici anni abbia attentato alla vita di lui o del suo coniuge;
  • su domanda dell'adottato o del pubblico ministero, quando i fatti di cui sopra sono stati compiuti dall'adottante contro l'adottato, oppure contro il coniuge o i discendenti o gli ascendenti di lui;
  • su domanda del pubblico ministero in conseguenza della violazione dei doveri incombenti sugli adottanti.
Adozione nei casi particolari
In base all’articolo 44 della legge n. 184/83, i minori non dichiarati adottabili possono essere adottati quando ricorre una delle seguenti situazioni:
  • adozione dell’orfano da parte di parenti entro il sesto grado (lettera a);
  • adozione del figlio del coniuge (lettera b);
  • adozione del minore handicappato in base all’articolo 3, legge n. 104/92 e orfano di entrambi i genitori (lettera c);
  • adozione del minore nei casi di “constatata impossibilità di affidamento preadottivo” (lettera d).
Gli effetti dell’adozione in casi particolari sono più limitati rispetto a quelli dell’adozione legittimante, in quanto il minore conserva i diritti/doveri verso la famiglia di origine, antepone al proprio cognome quello della famiglia adottiva e non acquista alcun legame di parentela rispetto ai familiari dell’adottante che, a sua volta, assume la potestà genitoriale e l’obbligo del mantenimento, dell’istruzione e dell’educazione.

COME SI FA
I coniugi che intendono adottare un minore italiano devono presentare la domanda contenente la loro dichiarazione di disponibilità all’adozione presso il Tribunale per minorenni.
La domanda di adozione va presentata al Tribunale per i minorenni, senza l'osservanza di forme, in carta libera e senza il pagamento di alcun diritto, imposta o tassa, insieme a vari documenti che riguardano la situazione anagrafica, quella penale, le condizioni di salute, nonché la situazione reddituale.
Ogni Tribunale per i minorenni definisce le modalità di presentazione della domanda di adozione e l'elenco dei relativi documenti. È necessario quindi rivolgersi alla cancelleria del proprio Tribunale per sapere come procedere. In alcuni Tribunali, ad esempio, la maggior parte dei documenti suindicati (tranne quelli relativi alla salute) sono sostituiti da autocertificazioni, sulle quali il Tribunale effettua controlli a campione. In altri Fori, tenuto conto che per le adozioni internazionali nei paesi stranieri non è accettata l'autocertificazione e, poiché la massima parte degli adottanti propone domanda sia per l'adozione nazionale che per quella internazionale, si ritiene più pratico richiedere la stessa documentazione per entrambi i tipi di adozione.
La domanda può essere presentata anche presso più Tribunali per i minorenni e decade dopo tre anni dalla presentazione e può essere rinnovata (prima della legge 149/2001 la decadenza della domanda era fissata in due anni).
Inoltre, la legge 149/2001 ha introdotto un nuovo comma che prevede che "in ogni momento a coloro che intendono adottare devono essere fornite, se richieste, notizie sullo stato della procedura".
Qualora i coniugi intendano adottare un minore straniero, devono richiedere e ottenere dal Tribunale per i minorenni del distretto di corte di appello in cui hanno la residenza anche la dichiarazione di idoneità all’adozione.
Una coppia può indicare a più Tribunali per i minorenni la propria disponibilità all’adozione di un bambino italiano, attraverso la presentazione di più domande, anche successive, a diversi Tribunali per minorenni, purché in ogni caso se ne dia comunicazione a tutti i Tribunali precedentemente interpellati; mentre può rivolgere una sola domanda d’idoneità all’adozione internazionale, presso il Tribunale per i minorenni del luogo di residenza.

CHI
L'adozione è permessa ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, tra i quali non sussista separazione personale neppure di fatto.
Con le modifiche introdotte dalla legge n. 149/01, le coppie di aspiranti genitori possono essere sposate anche da un periodo di tempo inferiore, purché risultino unite in convivenza stabile e continuativa complessivamente da almeno tre anni (sommando il periodo antecedente e quello successivo al matrimonio).
La differenza di età tra gli adottanti e l’adottato deve essere di almeno diciotto anni, ma non superare i quarantacinque anni.
I coniugi devono essere, poi, affettivamente idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori che intendano adottare.
Competente a decidere sulla domanda di adozione è il Tribunale per i minorenni, che è presente in ognuno dei 29 distretti di Corte di Appello. Esso, in ambito civile, ha competenza nelle materie inerenti la condizione personale, la tutela e la protezione dei minori, con particolare riferimento all’esercizio della potestà dei genitori e dell’adozione di minorenni.

FAQ

Quali minori sono interessati?

I minori (da 0 a 18 anni) in stato di adottabilità, perché privi di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti tenuti a provvedervi, purché la mancanza di assistenza non sia dovuta a causa di forza maggiore di carattere transitorio.

Chi può dichiarare la disponibilità dell'adozione?

I coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni, non separati neppure di fatto, con o senza figli e i coniugi che hanno convissuto in modo stabile e continuativo prima del matrimonio per almeno tre anni. Sono consentite più adozioni, anche con atti successivi.

Quali sono i limiti di età dei coniugi adottanti?

L'età degli adottanti deve superare di almeno 18 e di non più di 45 anni l'età dell'adottando. Sono previste inoltre ulteriori deroghe rispetto alla differenza di età tra gli adottanti e l'adottato.

A chi manifestare la disponibilità all'adozione?

Per l'adozione di minori italiani la domanda può essere presentata a uno o più Tribunali per i minorenni, per l'adozione di minori stranieri l'istanza può essere inoltrata esclusivamente al Tribunale per i minorenni del luogo di residenza degli adottanti.

Come assicurare al minore la famiglia adottiva più idonea?

Il Tribunale per i minorenni dispone l'esecuzione di adeguate indagini sui coniugi che hanno presentato domanda di adozione da parte dei servizi socio-assistenziali degli enti locali e delle aziende sanitarie e ospedaliere. Le indagini (che devono concludersi entro quattro mesi, ulteriormente prorogabili di altri quattro per l'adozione nazionale) riguardano l'attitudine a educare il minore, la situazione personale ed economica, la salute, l'ambiente familiare degli adottanti, i motivi per i quali questi desiderano adottare. Per l'adozione nazionale, il Tribunale per i minorenni sceglie fra le coppie disponibili quella in possesso delle caratteristiche atte a meglio rispondere alle esigenze specifiche dei minori che vengono dichiarati adottabili. Per l'adozione internazionale, il Tribunale per i minorenni, se ritiene idonei all'adozione gli aspiranti genitori adottivi, emette un decreto di idoneità. Se la coppia non è ritenuta idonea dal Tribunale, può presentare ricorso presso la Sezione per i minorenni della Corte d'Appello. Entro un anno dal rilascio del decreto deve conferire a uno degli enti autorizzati per l'adozione internazionale l'incarico di curare la propria procedura di adozione internazionale. Con l'entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione de l'Aja sull'adozione internazionale (legge n. 476/1998) è obbligatorio avvalersi degli Enti autorizzati che operano in stretto rapporto con la Commissione per le adozioni internazionali anche per le adozioni di minori provenienti da paesi che non hanno aderito alla Convenzione.
vota  

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

ADOZIONE : VOCI CORRELATE

Adozione: revoca per indegnità

di Avv. Filomena Chimenti del 10/12/2013

Ai sensi dell'art. 306 del Codice Civile, la revoca dell'adozione per indegnità dell'adottato può e..

Affidamento preadottivo

di Avv. Cristina Rastelli del 14/12/2011

Il cosiddetto affidamento preadottivo è quel “periodo di prova” che precede una pronuncia di adozion..

Adozione dei maggiori di età

di del 23/12/2015

L'adozione dei maggiori di età è il mezzo tramite il quale si intende tutelare, in primo luogo, l'in..

Affidamento dei minori

di Avv. Tarcisio Grechi del 05/12/2011

L'affidamento dei minori è un istituto disciplinato dalla legge 4 maggio 1983 n.184, così come modif..

Diritto dell'adottato di conoscere le proprie origini

di Avv. Elisabetta Zecca del 18/12/2013

L’istituto dell’adozione legittimante, concepita come “seconda nascita” per il minore, presupponeva..