Lavoro permessi per lutto: definizione
Un lavoratore con contratto da dipendente ha il diritto, nel caso di decesso di un familiare, di usufruire di un permesso retribuito, da usare entro i sette giorni successivi al decesso, per una durata massima di tre giorni. I giorni festivi, e in generale i giorni non lavorativi, non possono essere contati per i giorni di permesso. Occorre ricordare che in un anno il numero di giorni di cui è possibile usufruire per uno o più permessi per lutto è al massimo tre, anche nel caso in cui vi siano più decessi: questo vale, però, solo nel settore privato, mentre il pubblico impiego prevede una tutela maggiore.
Come si richiede un permesso per lutto?
Per usufruire dei giorni di permesso è necessario inviare una comunicazione preventiva al datore di lavoro.
I permessi per lutto possono essere utilizzati durante le ferie?
L'ipotesi di una sovrapposizione di cause sospensive del lavoro differenti, come il congedo per lutto e le ferie, non è disciplinata dalla normativa sui congedi parentali che è stata introdotta con la legge n. 53 del 2000. Ciò vuol dire che il lutto sospende il godimento delle ferie, come confermato in più di un'occasione dalla giurisprudenza della Cassazione, in quanto tale evento può essere paragonato alla circostanza in cui nel corso del periodo di ferie insorga una malattia. Il riferimento è al principio dell'effettività delle ferie.
Come ci si deve comportare in caso di part-time verticale?
In caso di part-time verticale, i permessi per lutto spettano per intero unicamente per i periodi che corrispondono a quelli lavorativi: ciò vuol dire che il periodo che può essere concesso non viene riproporzionato. In altre parole, i permessi non vengono assegnati in corrispondenza dei giorni di lavoro che ricadono nel periodo desiderato, ma in corrispondenza dei giorni di calendario.
Ogni lavoratore dipendente del settore pubblico o privato.
