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Lavoro: permessi per lutto

del 26/01/2017
CHE COS'È?

Lavoro permessi per lutto: definizione

Un lavoratore con contratto da dipendente ha il diritto, nel caso di decesso di un familiare, di usufruire di un permesso retribuito, da usare entro i sette giorni successivi al decesso, per una durata massima di tre giorni. I giorni festivi, e in generale i giorni non lavorativi, non possono essere contati per i giorni di permesso. Occorre ricordare che in un anno il numero di giorni di cui è possibile usufruire per uno o più permessi per lutto è al massimo tre, anche nel caso in cui vi siano più decessi: questo vale, però, solo nel settore privato, mentre il pubblico impiego prevede una tutela maggiore.


COME SI FA

Come si richiede un permesso per lutto?

Per usufruire dei giorni di permesso è necessario inviare una comunicazione preventiva al datore di lavoro.

I permessi per lutto possono essere utilizzati durante le ferie?

L'ipotesi di una sovrapposizione di cause sospensive del lavoro differenti, come il congedo per lutto e le ferie, non è disciplinata dalla normativa sui congedi parentali che è stata introdotta con la legge n. 53 del 2000. Ciò vuol dire che il lutto sospende il godimento delle ferie, come confermato in più di un'occasione dalla giurisprudenza della Cassazione, in quanto tale evento può essere paragonato alla circostanza in cui nel corso del periodo di ferie insorga una malattia. Il riferimento è al principio dell'effettività delle ferie.

Come ci si deve comportare in caso di part-time verticale?

In caso di part-time verticale, i permessi per lutto spettano per intero unicamente per i periodi che corrispondono a quelli lavorativi: ciò vuol dire che il periodo che può essere concesso non viene riproporzionato. In altre parole, i permessi non vengono assegnati in corrispondenza dei giorni di lavoro che ricadono nel periodo desiderato, ma in corrispondenza dei giorni di calendario.


CHI

Ogni lavoratore dipendente del settore pubblico o privato.


FAQ

1. Quali sono i familiari per i quali si può richiedere un permesso per lutto?

Il permesso per lutto riguarda il decesso del coniuge, anche se si è legalmente separati, o di un parente entro il secondo grado, a prescindere dal fatto che si sia conviventi o meno: vale, quindi, per i fratelli, per le sorelle, per i nonni e per i nipoti (in quanto nonni e non in quanto zii). Non solo: il permesso può essere richiesto anche nel caso in cui l'evento luttuoso coinvolga un soggetto che fa parte della famiglia anagrafica del lavoratore. Sono esclusi, invece, gli affini, come per esempio i suoceri - che secondo l'articolo 78 del Codice Civile non sono parenti di primo grado ma affini di primo grado -. Bisogna ricordare che ogni CCNL di settore può modificare tali norme ed estendere il diritto anche nel caso di decesso di affini: per esempio, il CCNL dei dipendenti pubblici del comparto sanità, del comparto Regioni e autonomie locali e del comparto Ministeri prevede che i giorni di permesso possano essere richiesti anche per gli affini entro il primo grado, come i suoceri o i figli del coniuge.

2. Cosa si può fare nel caso di un lutto di un parente dal terzo grado in poi?

In tale circostanza, come si è visto, non è prevista la concessione di permessi retribuiti per lutto: il lavoratore, quindi, non può fare altro che richiedere uno o più giorni di ferie o, in alternativa, un permesso retribuito. 
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