Lavoro permessi per handicap: definizione
I permessi per handicap sul posto di
lavoro sono disciplinati dalla legge 104/92, che identifica le regole che
devono essere rispettate da chi intende usufruire dei permessi in questione. La
legge, in particolare, prevede che i permessi lavorativi possano essere
concessi, con modalità diverse, non solo al lavoratore, ma anche al familiare da
cui è assistito; perché ciò avvenga, è indispensabile che sia stato
riconosciuto ufficialmente un handicap grave. Non bisogna confondere i permessi
che sono garantiti ai lavoratori con handicap grave per permettere loro di
prendersi cura di sé stessi con i permessi che riguardano la cura di familiari
con handicap.
In cosa consistono i permessi per handicap sul posto
di lavoro?
In base a questi permessi, i lavoratori hanno il
diritto di assentarsi dal posto di lavoro per due ore al
giorno tutti i giorni o, in alternativa, per tre giorni al mese. Nel caso in
cui l'attività lavorativa sia di meno di sei ore, ci si può assentare dal
lavoro tutti i giorni per non più di un'ora.
A usufruire dei permessi per handicap sono
i lavoratori disabili che dispongono del certificato di
handicap con connotazione di gravità in base al comma 3 dell'articolo 3 della
legge 104. Questo certificato deve essere rilasciato dalla Commissione dell'Asl
di competenza, ed è il solo a cui si può fare riferimento per il conseguimento
del permesso: altri certificati di invalidità non sono consentiti. I permessi
non possono essere ottenuti da chi lavora presso il proprio domicilio o da chi
è impegnato in lavoro domestico.
1. Quali sono le modalità di fruizione dei permessi?
Per quel che riguarda il settore privato, l'Inps
permette di scegliere tra la fruizione oraria giornaliera e la fruizione a
giorni, anche all'interno dello stesso mese, ma per cambiare è necessario che
siano sopravvenute delle necessità impreviste che non potevano essere
ipotizzate nel momento in cui la richiesta dei permessi è stata inoltrata:
ovviamente, occorre che tali necessità siano documentate ad hoc. L'Inpdap, nel
settore pubblico, prevede - oltre alle 2 ore al giorno e ai 3 giorni al mese -
una modalità di fruizione ulteriore, che permette di assentarsi per 18 ore al
mese.
2. I permessi possono essere cumulati con quelli garantiti per assistere i familiari con handicap?
Sì, come precisato dalla circolare n. 37 del 1999
dell'Inps. I lavoratori, quindi, hanno la facoltà di beneficiare dei permessi
per assistere un familiare con handicap anche se il familiare in
questione a sua volta usufruisce dei permessi per sé stesso.
Tuttavia, ciò è ammesso solo se nel nucleo familiare non ci sono altri
familiari che non lavorano e che sono in grado di offrire assistenza e solo se
i permessi coincidono: in altre parole, il familiare disabile non deve lavorare
nel giorno in cui il familiare che lo assiste utilizza il permesso correlato.
Inoltre, per la cumulabilità dei permessi occorre che il lavoratore con
handicap abbia realmente bisogno di essere assistito da un familiare: questo
bisogno deve essere accertato da un medico Inps.
3. Qual è il trattamento economico previsto?
Sia le ore giornaliere che i giorni di permesso sono
retribuiti in misura totale e non incidono sulla maturazione delle ferie,
sull'anzianità di servizio, sulla pensione o sulla maturazione della
tredicesima mensilità. La retribuzione nel settore privato viene anticipata per
conto dell'Inps da parte del datore di lavoro.