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Lavoro: permessi studio

del 02/05/2013
CHE COS'È?

Lavoro permessi studio: definizione

Al fine di promuovere il diritto allo studio e la possibilità di conciliazione studio-lavoro, i lavoratori dipendenti possono assentarsi, usufruendo di permessi o periodi di aspettativa espressamente dedicati e regolati dalla legge (Art.10 L.300/70).

Rispetto a tali benefici, la contrattazione collettiva di settore può prevedere integrazioni e, in linea generale, essa stabilisce un numero di ore retribuite (mediamente 150) da spalmarsi in un certo arco temporale, ed il tetto massimo di fruitori di tale diritto entro una medesima struttura aziendale, al fine di garantire il normale svolgimento delle attività produttive.

I permessi studio sono indirizzati a tutti i lavoratori-studenti iscritti a regolari corsi di studio nonchè a coloro che frequentano corsi di formazione professionale.

Annesso a tale beneficio vi è la possibilità per il lavoratore di eseguire turni facilitanti le sue esigenze di studio – ma già previsti ed esistenti in azienda e senza che, tale flessibilità, si traduca in uno svantaggio per gli altri lavoratori. Un ulteriore diritto del soggetto consta nell'avvalersi di rifiutare di effettuare orari straordinari.


COME SI FA

Al fine di usufruire dei permessi studio in forma retribuita, il lavoratore interessato deve presentare una domanda scritta entro i tempi stabiliti a livello aziendale così come, dal canto suo, il datore di lavoro può richiedere di entrare in possesso della documentazione attestante l'effettiva frequenza ai corsi o la partecipazione ad un esame; senza di essa, il lavoratore perde il diritto al pagamento delle ore di permesso.

I permessi studio hanno anche la funzione di agevolare la preparazione e lo svolgimento degli esami (art.10 L300/70 e art.13 L845/78) e sono da concedersi anche se l'esame non rientra nell'orario lavorativo - un'eccezione a riguardo è il caso in cui si sostenga lo stesso esame più di due volte all'anno.

Al permesso retribuito, si somma il diritto alla fruizione di due giorni ulteriori precedenti l'esame, sempre retribuiti.

Per quanto riguarda i permessi non retribuiti, invece, i lavoratori-studenti hanno a disposizione 120 ore, il cui utilizzo deve essere programmato trimestralmente e tenendo in considerazione la ratio e le esigenze aziendali.


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Diritto del lavoro

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

stefano

20/04/2014 16:17:06

Salve volevo chiedere se il licenziamento intimato per aver usufruito di permessi studio costituisce licenziamento illegittimo che prevede la tutela legale

risposta del Professionista

23/04/2014 11:03:23

Buongiorno,
i permessi di studio sono stati normati al fine di consentire ai lavoratori percorsi di istruzione e formazione.
Lo statuto dei lavoratori inquadra tali percorsi in corsi di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, che rilascino titoli di studio legali, nonchè i corsi di formazione professionale.
Generalmente sono fissati in 150 ore per triennio.
Gli studenti ne possono usufruire per il giorno o i giorni in cui si svolgono le prove di esame (e non già per la preparazione - in tal caso si può richiedere congedo per studio) e hanno diritto a non effettuare lavoro straordinario e all'inserimento in turni che agevolino la frequenza ai corsi.
Per poterne usufruire il lavoratore deve presentare richiesta, il datore di lavoro potrà richiedere documentazione comprovante.
Il licenziamento a seguito richiesta permessi di studio è nullo.

Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati

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