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Versamenti contributivi

del 04/08/2011
CHE COS'È?

Versamenti contributivi: definizione

Il sistema sociale italiano ha la peculiarità di garantire servizi di assistenza e di previdenza sociale.
Per disposizione costituzionale lo Stato si impegna:
  • a garantire ai cittadini l’esercizio dei diritti civili anche nel caso ci si trovi di fronte a disabilità, vecchiaia, povertà (ASSISTENZA SOCIALE);
  • ad assistere i lavoratori nel caso di malattia, infortunio, gravidanza, puerperio, inabilità professionale (SISTEMA PREVIDENZIALE).
Questa distinzione ha effetti sulle modalità di finanziamento dei due sistemi: il sistema di assistenza sociale è finanziato dalla tassazione, mentre il sistema di previdenza sociale è finanziato tramite il prelievo di contributi previdenziali.
Le prestazioni fornite dagli istituti previdenziali ed assistenziali sono realizzate tramite l’imposizione, in genere in percentuale, di specifici contributi sulla retribuzione corrisposta al lavoratore. Questi versamenti possono avere natura obbligatoria o facoltativa a seconda dell’istituto a cui sono destinati e del fatto che esista o meno un obbligo assicurativo.
L’obbligo assicurativo sorge nei confronti dell’istituto (assicurante) nel momento in cui le prestazioni di un lavoratore (assicurato) vengono utilizzate, nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato, da un altro soggetto che assume la qualifica giuridica di datore di lavoro (assicurante).
L’onere contributivo grava sia sul lavoratore, al quale verrà effettuata una trattenuta in busta paga sulla retribuzione lorda, sia sul datore di lavoro. L’obbligo di versamento grava invece sul datore di lavoro che lo effettuerà tramite modello F24.
E’ pur vero che ogni attività aziendale non ha un obbligo contributivo solo nei confronti dell’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale), ma nella maggior parte dei casi, anche nei confronti dell’INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni) per il pagamento dei premi sul rischio infortuni.


COME SI FA
Il regime contributivo applicabile è strettamente correlato al tipo di inquadramento previdenziale, cioè al settore economico e merceologico a cui viene assegnata l’azienda, in seguito alla presentazione della denuncia di inizio attività.
Il sistema previdenziale generale fa capo all’INPS, mentre per gestioni particolari legate ad alcune tipologie di lavoratori vi si affiancano o vi si sostituiscono altri sistemi previdenziali o casse (a titolo esemplificativo: INPGI – Istituto Nazionale Giornalisti Italiani – ENPALS – Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo – ENASARCO – Ente Nazionale di  Assistenza per gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio – PREVINDAI – Previdenza Integrativa a capitalizzazione per i Dirigenti di Aziende industriali).
I contributi dovuti agli enti previdenziali ed assistenziali devono essere calcolati sulla retribuzione imponibile e comunque su valori non inferiori a determinati minimali.
Le aliquote vengono suddivise tra i diversi istituti contributivi che andranno a finanziare (fondo pensione, cassa integrazione, malattia, maternità, cuaf, disoccupazione, mobilità, fondo garanzia tfr, eccetera).
E’ interessante la possibilità data ai datori di lavoro di aderire a dei fondi paritetici interprofessionali di formazione continua, che prevedono il trasferimento dello 0,30% dei contributi, versati dall’azienda, al fondo per promuovere piani formativi aziendali.
Il vecchio modello di denuncia mensile dei contributi previdenziali DM10 è stato sostituito dall’UNIEMENS che non si limita più a riepilogare i crediti e i debiti del datore di lavoro nei confronti dell’INPS, ma che riporta tutte le informazioni circa le posizioni personali di ogni lavoratore (malattie, maternità, contributi figurativi, settimane coperte, eccetera).
Relativamente al conteggio dei premi sul rischio infortuni, la denuncia e il relativo versamento contributivo avviene una volta l’anno in sede di autoliquidazione.
Mantenere la regolarità contributiva degli obblighi previdenziali rende possibile ottenere il rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) dai diversi istituti, rendendo pertanto fattibile la fruizione di benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e di legislazione sociale, oltre alla possibilità di accedere alle procedure di appalti pubblici e di lavori privati nell’edilizia.

CHI
Ad occuparsi dell’inquadramento previdenziale, da cui nasce l’obbligo assicurativo e il relativo obbligo contributivo, è in genere il Consulente del Lavoro che a monte elabora le buste paga, predispone ed invia le diverse denunce sia in fase di apertura che nel corso della vita dell’azienda.
Particolarmente rilevante è il ruolo del Consulente del lavoro per individuare la migliore soluzione possibile, anche a livello contributivo, nel momento in cui in azienda arriva un nuovo lavoratore che può dare accesso a benefici ed aliquote contributive agevolate: lavoratori iscritti in lista di mobilità, disoccupati di lungo periodo, apprendisti, assunzioni in sostituzione di maternità, eccetera.

FAQ

Se inserisco nel mio organico un lavoratore che già percepisce una pensione sono obbligato a versare i contributi INPS per lui?

Sì, l’obbligo contributivo riguarda anche coloro che pur essendo pensionati continuano a svolgere attività lavorativa.

Se inserisco nel mio organico un lavoratore che già presta attività presso un altro datore di lavoro posso versare i contributi in misura ridotta?

Qualora il lavoratore svolga la sua attività lavorativa per due o più datori di lavoro, ciascuno di essi sarà obbligato ad assicurare il lavoratore per la propria parte di competenza.

Che cosa sono i contributi figurativi?

Per alcuni periodi di assenza dal lavoro è riconosciuto al lavoratore il diritto alla contribuzione figurativa ai fini della determinazione del diritto e della misura delle prestazioni pensionistiche. Fanno maturare il diritto alla contribuzione figurativa assenze quali: Malattia Maternità/paternità CIGServizio militare Servizio civileAspettative per cariche pubblicheAspettative per cariche sindacali TBC Disoccupazione Mobilità Congedi parentali.

Cosa accade se un’azienda non paga i contributi previdenziali?

Le sanzioni possono essere sia di natura civile, determinate in percentuale sul debito, sia di natura penale. La legge prevede sanzioni minori nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie (omissione); le sanzioni sono più pesanti nell’ipotesi di evasione connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero pensate con l’intenzione specifica di non versare i contributi o i premi e quindi di mantenere occulti rapporti di lavoro.
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