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Tassazione del tfr / trattamento di fine rapporto

del 01/12/2015
CHE COS'È?

Tassazione del tfr / trattamento di fine rapporto: definizione

Il Tfr, cioè il trattamento di fine rapporto, è assoggettato alla cosiddetta tassazione separata. Il Tfr è una categoria di reddito che include tutte le somme a formazione pluriennale e tutte le indennità al momento della cessazione del rapporto di lavoro, la cui entità varia a seconda della durata del rapporto di lavoro stesso. La retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr include tutti gli elementi retributivi, vale a dire le provvigioni, gli scatti di anzianità, i premi e le partecipazioni, le indennità per disagiata sede, i premi presenza e tutte le altre somme corrisposte a titolo non occasionale.


COME SI FA

A cosa corrisponde la tassazione separata del Tfr?

Per calcolare il Tfr dovuto nel momento in cui si conclude il rapporto di lavoro, è necessario sapere che la quota spettante equivale, in genere, a una mensilità all'anno; in particolare, bisogna dividere per 13.5 la retribuzione lorda, per poi sottrarre nella misura dello 0.5% la contribuzione che si deve all'Inps. L'importo che ne deriva, però, è lordo, nel senso che comprende anche le tasse dovute. Come detto, entra in gioco la tassazione separata, e il carico tributario è maggiore o minore in funzione degli anni di anzianità di servizio. Le quote di Tfr maturate dall'1 gennaio 2001 in poi, secondo le normative attuali, sono imponibili unicamente per la quota capitale, senza tenere conto le rivalutazioni annuali. Di solito, per il datore di lavoro l'obbligo di eseguire la ritenuta a fini fiscali avviene quando il Tfr viene erogato al dipendente (e lo stesso vale per l'indennità di buonuscita e le indennità equipollenti). Il discrimine è rappresentato, comunque, dalla data del 1 gennaio: infatti, la tassazione è interamente a carico del datore di lavoro per le quote che sono maturate fino al 31 dicembre del 2000, mentre la tassazione è parzialmente a carico del datore di lavoro per le quote che sono maturate dopo il 1 gennaio del 2001, per le quali il corretto calcolo delle imposte dovute è eseguito dall'amministrazione finanziaria.


CHI

Un commercialista.


FAQ

1. Come si determina l'aliquota media?

L'aliquota media da applicare alla base imponibile complessiva del Tfr è importante in quanto l'imposta calcolata non è a titolo definitivo: infatti, in seguito viene riliquidata dall'Agenzia delle Entrate, in funzione dell'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti all'anno in cui il diritto al versamento del Tfr è stato maturato.

2. Esistono delle condizioni particolari per la tassazione del Tfr?

Sì: nello specifico, sono previste detrazioni specifiche per i rapporti di lavoro che hanno avuto una durata minore di due anni, così come per i trattamenti di fine rapporto per redditi di riferimento inferiori ai 30.000 euro. Sulla base del Decreto Ministeriale del 20 marzo 2008 in attuazione della legge numero 244 del 2007, poi, sono previste riduzioni di 70 euro a partire dall'indennità per i redditi di riferimento inferiori ai 7.500 euro. Nel caso in cui il reddito di riferimento sia compreso tra i 7.500 e i 28.000 euro, invece, occorre eseguire un calcolo abbastanza elaborato, sottraendo il reddito di riferimento da 28.000 euro, moltiplicando il risultato per 20, dividendolo per 20.400 e sommandolo a 50: la cifra che si ottiene corrisponde alla riduzione a cui si ha diritto. Nel caso in cui, infine, il reddito di riferimento sia compreso tra i 28.00 euro e i 30.000 euro, occorre sottrarre il reddito di riferimento da 30.000 euro, moltiplicando il risultato per 50 e dividendolo per 20.500. Gli uffici dell'Agenzia delle Entrate, come detto, provvederanno a riliquidare l'imposta dovuta a seconda dell'aliquota media; se la somma dovuta è più alta, sarà il Fisco a chiedere direttamente al lavoratore che ha ricevuto il trattamento di fine rapporto di versare il saldo dell'imposta in più. 
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