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Lavoro a turni

del 04/01/2012
CHE COS'È?

Lavoro a turni: definizione

Si definisce lavoro a turni un qualsiasi metodo di organizzazione del lavoro secondo il quale diversi lavoratori sono occupati successivamente negli stessi posti di lavoro, seguendo un determinato ritmo.
Per essere definito lavoratore a turni, l’orario di lavoro del dipendente deve essere inserito nel quadro lavoro a turni.

Dott.ssa Giorgia Signaroldi
Consulente del Lavoro
Studio Signaroldi Dott.ssa Giorgia

COME SI FA
Esistono diversi tipi di lavoro a turni:
  1. turno unico: il meccanismo permette l’utilizzo degli impianti per 6 giorni lavorativi, mantenendo gli orari di lavoro entro il massimo previsto. Tale sistema prevede 4 lavoratori che si avvicendano su 3 posti, prevedendo un riposo ogni 3 giorni;
  2. a squadre: viene considerato lavoro a squadre l’organizzazione per cui i lavoratori si avvicendano nella stessa postazione nel corso della giornata. Possono essere previsti 2 o 3 turni, nell’ultimo caso il 3° turno è considerato lavoro di notte (normalmente dalle 22 alle 6). Il datore di lavoro ha potere di decidere sia le turnazioni, sia i riposi, sia la composizione delle squadre, entro i limiti dei contratti collettivi e prevedendo eventualmente una maggiorazione per compensare i disagi;
  3. ciclo continuo: viene adottato quando sussiste la necessità di funzionamento degli impianti aziendali 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. Il numero dei lavoratori è calcolato dividendo le ore della settimana per l’orario settimanale adottato.
I turnisti hanno diritto a pause e riposi al pari degli altri lavoratori con le seguenti peculiarità: i riposi giornalieri decorrono dalla sostituzione di ciascuna squadra e turnista uscente, mentre il lavoro domenicale prevede il riposo compensativo in aggiunta alla maggiorazione economica.
Quasi tutti i contratti collettivi prevedono una riduzione annua dell’orario di lavoro di 40 ore o più, che può essere utilizzato concretamente:
  • in modo individuale: le ore ridotte si trasformano in permessi retribuiti da godere in gruppi di 8 ore;
  • in modo collettivo: effettiva riduzione dell’orario di lavoro.
Nei settori in cui si presentano variazioni cicliche di esigenze produttive, il datore di lavoro può ricorrere allo strumento della flessibilità, oppure effettuare assunzioni a termine, oppure ricorrere al lavoro straordinario.
Lo strumento della flessibilità prevede l’adozione di un orario multiperiodale che consente all’azienda di superare l’orario normale di lavoro in determinati periodi per ridurlo nei periodi successivi, senza che l’incremento sia considerato straordinario.


CHI
I soggetti coinvolti nella procedura sono:
  • datore di lavoro
  • turnisti
  • sindacati.

FAQ

Nel caso in cui il turnista subentrante sia assente il lavoratore uscente è obbligato a proseguire il turno?

No, non sussiste alcuna causa di forza maggiore che lo obblighi a protrarre il normale orario di lavoro.

E' legittimo il ricorso agli straordinari?

Sì, ma è subordinato al rispetto della contrattazione collettiva e alla consultazione sindacale. Inoltre la maggiorazione dovuta per gli straordinari viene calcolata sulla paga base e in aggiunta su: contingenza, scatti di anzianità, maggiorazione per lavoro a turni, ratei, mensilità aggiuntive e premio di produzione.

Il regime orario degli autotrasportatori rientra in quello dei turnisti?

No, è previsto un regime speciale per il settore degli autotrasporti che segue la direttiva comunitaria CE 2002/15.
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