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Diritto di soggiorno dei cittadini comunitari fino a tre mesi

del 13/01/2017
CHE COS'È?

Diritto di soggiorno dei cittadini comunitari fino a tre mesi: definizione

Il diritto di soggiorno per i cittadini comunitari fino a tre mesi è disciplinato dall'articolo 6 del Decreto Legislativo 30/07, che stabilisce che un cittadino dell'Unione Europea abbia il diritto di soggiornare in Italia insieme con i suoi familiari - a patto che anche loro abbiano la cittadinanza di un Paese dell'Unione Europea - per un periodo di non più di tre mesi senza particolari formalità da rispettare o vincoli: la sola condizione è rappresentata dal possesso di un documento di identità valido per l'espatrio, sulla base della legislazione in vigore nel Paese da cui il cittadino proviene. Per quel che riguarda i cittadini non comunitari, invece, è richiesto il possesso del passaporto, a condizione che siano state rispettate tutte le norme che riguardano le modalità di ingresso.


COME SI FA

Quali sono le procedure da adottare per vedersi riconosciuto il diritto di soggiorno?

Per un soggiorno di un periodo inferiore ai tre mesi non ci sono procedure specifiche da seguire, proprio perché la sola condizione da rispettare è costituita dal possesso di un documento di identità valido.

Quali sono i familiari a cui può essere riconosciuto il diritto di soggiorno?

Per il riconoscimento dei diritti di ingresso e di soggiorno, vengono ritenuti familiari di un cittadino comunitario i suoi figli a carico e quelli con meno di 21 anni, il coniuge, gli ascendenti diretti a suo carico, gli ascendenti diretti a carico del coniuge e i figli del coniuge. Inoltre, rientrano tra i familiari anche i partner che hanno contratto un'unione registrata differente dal matrimonio ma equiparata a un matrimonio dalla legge italiana. L'ingresso di familiari e parenti che non fanno parte di una di queste categorie deve, comunque, essere agevolato nel caso in cui si tratti di persone a carico del cittadino comunitario o conviventi. Non solo: deve essere agevolato anche il soggiorno del partner con il quale sia dimostrabile da parte del cittadino comunitario una relazione stabile, per esempio attraverso una certificazione ad hoc fornita nel Paese di provenienza.


CHI

Qualsiasi cittadino di un Paese dell'Unione Europea.


FAQ

1. Come avviene l'ingresso nel territorio nazionale di un cittadino comunitario?

Per poter entrare in Italia rispettando la legge, il cittadino comunitario e i suoi familiari devono possedere un documento di identità che sia valido ai fini dell'espatrio (a differenza dei cittadini extra-comunitari, a cui è richiesto il possesso di un passaporto e/o di un visto di ingresso). Se il cittadino comunitario non è dotato dei documenti necessari ha la possibilità di far pervenire gli stessi entro 24 ore; trascorso questo lasso di tempo, lo Stato italiano ha la facoltà di disporre il suo respingimento.

2. Cosa prevede la legge per il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari per più di tre mesi?

Nel caso in cui un cittadino dell'Unione Europea, da solo o con i suoi familiari, abbia intenzione di soggiornare in Italia per più di tre mesi è necessario che richieda la residenza, in modo da stabilire la propria dimora abituale nel nostro Paese, producendo tutta la documentazione del caso con la quale si certifichi la ragione del soggiorno, in funzione di ciò che stabilisce l'articolo 9 del Decreto Legislativo 30/07. Il diritto di soggiorno in questi casi può essere riconosciuto agli studenti iscritti a una scuola o a un'università pubblica, ai lavoratori autonomi e subordinati e a coloro che dispongono di risorse economiche sufficienti per vivere.
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