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Permesso di soggiorno per lavoro autonomo

del 09/03/2016
CHE COS'È?

Permesso di soggiorno per lavoro autonomo: definizione

Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo viene rilasciato dal consolato italiano o dall'ambasciata con l'indicazione del lavoro che la persona sta per svolgere: con lavoro autonomo si fa riferimento a un'attività professionale, a un'attività industriale, a un'attività commerciale o a un'attività artigianale, includendo anche l'assunzione di cariche societarie e la costituzione di società di persone o società di capitali. Il permesso di soggiorno deve essere rilasciato entro i quattro mesi successivi alla data in cui la domanda è stata presentata, e va utilizzato entro i 180 giorni seguenti la data in cui è stato rilasciato.



COME SI FA

Come si richiede il permesso di soggiorno per lavoro autonomo?

La richiesta del permesso di soggiorno deve essere presentata entro otto giorni dalla data di arrivo in Italia: è necessario dimostrare di poter contare su una sistemazione abitativa adeguata e fornire una fotocopia del passaporto o di un altro documento di viaggio. Oltre alla domanda debitamente compilata e firmata dalla persona interessata è necessario presentare anche la documentazione che attesti la disponibilità di adeguate risorse per l'esercizio dell'attività che si è intenzionati a intraprendere e l'eventuale iscrizione a registri o albi. Inoltre, occorre l'attestazione dell'autorità competente che provi che non esistono motivi ostativi per la concessione di licenze o di autorizzazioni, e dimostrare di possedere un reddito annuo non inferiore alla soglia minima che la legge prevede per l'esenzione alla spesa sanitaria; in alternativa al reddito, può essere sufficiente una garanzia fornita da cittadini o enti, sia italiani che stranieri, che soggiornino o abbiano sede in Italia.


CHI

La questura.


FAQ

1. Chi viene considerato lavoratore autonomo?

Il permesso di soggiorno per lavoro autonomo può essere concesso unicamente ai cittadini stranieri che sono impegnati in un'attività lavorativa senza vincoli di dipendenza da un datore di lavoro, ovviamente nelle modalità che la legge impone. Prima di richiedere il permesso di soggiorno vero e proprio, è indispensabile presentare alla questura che ha competenza territoriale la richiesta di un nulla osta provvisorio per l'ingresso; la richiesta può essere effettuata anche con il tramite di un procuratore, e deve essere accompagnata dall'attestazione di un organo competente, come per esempio la Camera di Commercio, dei parametri finanziari, e da una copia della domanda presentata per il conseguimento della dichiarazione preventiva attraverso la quale viene indicato che non ci sono motivi per cui il rilascio del titolo dovrebbe essere impedito. La questura, a cui deve essere fatta pervenire anche la documentazione che è stata fornita per il rilascio della dichiarazione preventiva, rilascia il nulla osta provvisorio entro venti giorni dalla richiesta: a quel punto ci si può rivolgere alla rappresentanza consolare o diplomatica italiana nel proprio Paese per richiedere il visto di ingresso.

2. Di cosa c'è bisogno?

Servono 30 euro per la spedizione della raccomandata a Poste Italiana e 16 euro per il contrassegno telematico che deve essere applicato sul modulo compilato; c'è bisogno, inoltre, del certificato di iscrizione al Registro degli Esercenti il Commercio in originale e in due fotocopie (tale iscrizione non è richiesta nel caso in cui si gestisca un'attività di commercio all'ingrosso o al minuto). Ancora, sono necessarie quattro foto in formato tessera e la documentazione che riguarda il domicilio; nel caso in cui si disponga di una dichiarazione di ospitalità, questa va accompagnata con le copie del rogito dell'immobile intestato al titolare (o con le copie del contratto di affitto). 
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