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Contratto di soggiorno per lavoro subordinato

del 10/02/2016
CHE COS'È?

Contratto di soggiorno per lavoro subordinato: definizione

Il contratto di soggiorno per lavoro subordinato rappresenta il presupposto essenziale per la concessione del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, e di conseguenza incide in maniera diretta sulla situazione giuridica amministrativa del soggetto che lo richiede. Perché possa rappresentare un titolo valido ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, il contratto deve includere l'impegno al pagamento delle spese di viaggio per il lavoratore che rientrerà nel Paese da cui proviene (impegno del datore di lavoro) e la garanzia (sempre fornita dal datore di lavoro) che il lavoratore può disporre di un alloggio che risponda ai requisiti minimi stabiliti dalle normative in vigore per quel che concerne gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.


COME SI FA

Quali sono le ipotesi che richiedono la stipula del contratto di soggiorno?

Dopo l'entrata in vigore del Decreto Legislativo numero 40 del 4 marzo del 2014 che ha comportato l'abrogazione del comma 7 dell'articolo 22 del Testo Unico sull'Immigrazione, è previsto che il contratto di soggiorno sia stipulato nel momento del primo ingresso del lavoratore straniero per lavoro subordinato. Quindi, le parti in causa lo formalizzano in modi differenti: il datore di lavoro viene convocato allo Sportello Unico per l'Immigrazione e lo firma in quell'occasione, mentre il lavoratore verrà convocato, sempre allo Sportello Unico, in seguito, e lo firmerà in quell'occasione alla presenza del datore di lavoro stesso. Ciò vuol dire che per il primo ingresso uno straniero può ottenere un permesso di soggiorno per lavoro subordinato unicamente dopo avere stipulato un contratto di soggiorno. Tale contratto deve essere stipulato entro gli otto giorni successivi alla data di ingresso dello straniero.


CHI

Lo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura della provincia in cui il datore di lavoro ha sede legale o risiede, o in cui sarà prestato il lavoro.


FAQ

1. Cosa succede se uno straniero intraprende un nuovo rapporto di lavoro?

Nel momento in cui viene instaurato un nuovo rapporto di lavoro da parte di un cittadino straniero, successivo a quello relativo al primo ingresso, non serve sottoscrivere un ulteriore contratto di soggiorno. Di conseguenza non è più necessario, per il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, che venga attestata da parte del datore di lavoro l'esistenza di un alloggio del lavoratore, così come non c'è più bisogno dell'impegno al pagamento delle spese per il suo rientro. Deve essere stipulato il contratto di soggiorno, invece, se viene richiesta la conversione del permesso di soggiorno che è stato concesso per un altro motivo in permesso di soggiorno per lavoro subordinato. 

2. Ci sono conseguenze per chi assume uno straniero senza permesso di soggiorno?

Le conseguenze per chi assume uno straniero senza permesso di soggiorno, o comunque con un permesso di soggiorno annullato, revocato o semplicemente scaduto, portano a un periodo di reclusione che va da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni, oltre a una sanzione pecuniaria di 5mila euro. La multa è proporzionale al numero di stranieri non in regola impiegati: 5mila euro per uno solo, 10mila euro per due, 15mila euro per tre, e così via. Per dimostrare che un lavoro extracomunitario è stato assunto in maniera regolare, rispettando la legge, è necessario presentare una copia del titolo al soggiorno valido, o in alternativa una copia del permesso scaduto a patto che non siano passati più di sessanta giorni dalla data di scadenza.
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