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Visto di ingresso

del 21/04/2017
CHE COS'È?

Visto di ingresso: definizione

Il visto d'ingresso è l'atto con cui uno Stato concede il permesso a un cittadino straniero di entrare nel proprio territorio, definendone il periodo e gli scopi della visita. Il visto può essere fornito su un foglio apposito, con timbri e firme dell'ambasciata del Paese in cui il richiedente si vuole recare, oppure può essere stampato o applicato direttamente sul passaporto, vidimato dai preposti uffici dell'ufficio consolare.

L'atto non è sempre necessario, ma dipende dagli accordi tra gli Stati e dal numero di giorni di permanenza all'interno del Paese. Per entrare in alcuni Stati è sufficiente mostrare la carta d'identità valida per l'espatrio o il passaporto. All'interno dell'Unione Europea, ad esempio, si può circolare senza bisogno di alcun visto d'ingresso e neppure nell'area Schengen. A disciplinare le modalità d'ingresso sono i ministeri degli Esteri dei differenti Stati. Visitando i siti internet delle ambasciate e dei consolati stranieri in Italia si possono conoscere le regole e quindi quali siano i documenti necessari.

COME SI FA
La richiesta del visto d'ingresso
Ottenere il visto d'ingresso significa presentare una richiesta all'ufficio consolare del Paese straniero in cui si vuole andare. Ogni Stato ha regole, moduli e costi differenti. Visitando il sito internet delle rappresentanze diplomatiche straniere in Italia si possono conoscere i dettagli, tuttavia ci sono iter burocratici generali applicabili per tutti i visti d'ingresso, a cui aggiungere le singole specifiche. Se si prenota un viaggio presso un'agenzia turistica solitamente è l'addetto a fornire notizie e a occuparsi direttamente dell'istanza, inviando i documenti dei clienti all'ambasciata o consolato competente e riconsegnando all'acquirente il passaporto con il visto, se non vi sono elementi ostativi da prevedere il rifiuto. 

Il primo passo è individuare il tipo di visto d'ingresso di cui si ha bisogno, scegliendo tra: turistico, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per cure mediche, per evento sportivo, per studio, per missione, diplomatico, per volontariato, per vacanze-lavoro, per trasporto, di transito, di transito aeroportuale, per ricerca, di residenza elettiva, di reingresso, per motivi religiosi, per invito e per affari. Queste tipologie comprendono le diverse opzioni messe a disposizione dai vari Paesi. 

I passi da seguire:
- reperimento del modulo previsto, solitamente scaricabile dalla pagina web della rappresentanza diplomatica o eventualmente richiedendolo direttamente all'ambasciata o al consolato;
- compilazione del modulo fornito in ogni parte, apponendo la firma in calce;
- allegare la propria fotografia in formato tessera;
- allegare un documento di viaggio valido, generalmente si tratta del passaporto su cui è possibile apporre il visto;
- allegare, se richiesta, la documentazione giustificativa del viaggio.

Il cittadino straniero deve indicare:
- la finalità del viaggio;
- il mezzo di trasporto usato per accedere al Paese e per fare ritorno in patria;
- i mezzi di sostentamento per il viaggio e per il soggiorno;
- le condizioni di alloggio.

Il tempo per l'ottenimento di un visto d'ingresso dipende dalla tipologia richiesta e dall'eventuale urgenza, per cui si paga di più, e va dai 15 giorni ai 120 giorni. La procedura normalmente prevede l'invio della documentazione via posta, così come viene ricevuto il visto. È possibile recarsi agli uffici di persona per consegnare e ritirare la documentazione. Il pagamento relativo all'importo dovuto per il rilascio del permesso va effettuato con assegni circolari o versamenti su conti correnti forniti dalla rappresentanza diplomatica.

CHI
Istanza e rilascio del visto
A richiedere il visto sono i cittadini stranieri per cui è previsto l'accesso tramite l'accettazione da parte della rappresentanza diplomatica. Diventa necessario verificare gli accordi tra gli Stati per sapere se serve il visto d'ingresso e quali siano le condizioni. Infatti può succedere che un viaggio turistico si possa intraprendere con il solo passaporto, mentre l'accesso per motivi di lavoro nello stesso posto si debba richiedere l'autorizzazione.

FAQ

1. Può essere rifiutato un visto d'ingresso?

Il diniego del visto d'ingresso può avvenire se il richiedente non è in possesso dei requisiti previsti dalla legge del Paese che si intende visitare. L'ufficio consolare nel caso non conceda il visto lo comunica all'interessato indicando le eventuali modalità di impugnazione. Solitamente il rifiuto si riceve con l'esistenza di condanne penali per determinati reati come quelli aventi a che fare con stupefacenti, libertà sessuale e immigrazione clandestina. Se il richiedente viene identificato come una minaccia per l'ordine pubblico del Paese oppure per quello di uno Stato con cui sono stati sottoscritti accordi in tal senso non potrà ottenere il visto. Il provvedimento di diniego viene espresso in una lingua comprensibile al presentatore dell'istanza e consegnato a mani proprie dell'interessato.

2. Si può ottenere la proroga del visto d'ingresso?

Se si ha un visto per un soggiorno breve non si può prorogare la durata del visto d'ingresso, mentre per le altre tipologie di visti ci sono determinate procedure da seguire. Se servono alcune ore in più per la cancellazione di un volo usualmente provvede la polizia, negli altri casi va presentata istanza agli uffici preposti, considerando che i visti esauriscono la loro validità e si deve richiedere un permesso di soggiorno.
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