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La Manovra Salva-Italia e l'aumento delle aliquote Iva

del 21/12/2011

La Manovra Salva-Italia e l'aumento delle aliquote Iva
Il decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011 ha modificato l’articolo 40 commi 1)ter e 1)quater del decreto legge 98/2011, sostituendo alla precedente previsione dei tagli lineari, giudicati iniqui e non efficaci perché troppo complessi, la previsione dell’aumento delle aliquote Iva, ordinaria e intermedia, a partire dal 1° ottobre 2012 di 2 punti percentuali.
Questo, sempre nell’eventualità che entro tale data non venga varata la tanto agognata riforma fiscale e previdenziale.
Nello specifico, il decreto prevede aumenti delle aliquote Iva nel caso in cui, entro il 30 settembre 2012, non venga approvata una riforma in materia fiscale e assistenziale in grado di determinare effetti positivi per l’indebitamento netto non inferiori a 13.119 milioni di euro per il 2013 e a 16.400 milioni di euro annui a decorrere dal 2014.
Le aliquote del 10 e del 21% rimarranno incrementate di 2 punti anche per tutto il 2013. Mentre, dal primo gennaio 2014 subiranno un ulteriormente incrementato di 0,5 punti.
Come si accennava pocanzi, la disposizione sostituisce i tagli lineari del 5% per il 2012 e del 20% a partire dal 2013 sui bonus fiscali a favore dei contribuenti.
Misura questa, introdotta dalla manovra di luglio e anticipata dalla manovra di Ferragosto, che avrebbe colpito anche le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di riqualificazione energetica.
Sarebbe auspicabile, vista la situazione di grave difficoltà del Paese, il varo di una riforma fiscale strutturale, che rilanciasse l’economia, e scongiurasse, tra l’altro, un ulteriore aumento dell’Iva; fatto questo che porterebbe verosimilmente, e nel breve periodo, maggiori entrate all’Erario, ma che avrebbe l’affetto, certo negativo e non voluto, di frenare ulteriormente i consumi.
Nella peggiore delle ipotesi, e cioè che tale aumento diventasse effettivo, se non altro, per la prima volta le aliquote non entrano in vigore immediatamente ma lasciano un po' di tempo per prepararsi alla novità.
Gli operatori economici perlomeno non dovranno correre contro il tempo per modificare i loro sistemi informatici di fatturazione e registrazione, ma potranno programmare la rilevazione delle operazioni a cavallo.
Rimarranno comunque i problemi di inquadramento, come accaduto con l'aumento dal 20 al 21% del 16 settembre, ma almeno si potranno ridurre le incertezze contabili e le difficoltà tecnico-procedurali.
Sono interessati dall’aumento la generalità delle operazioni imponibili, sia quelle che prevedono l’aliquota ordinaria che quelle che prevedono l’aliquota intermedia, queste ultime riguardano gli animali destinati all'alimentazione umana, alcune carni, alcuni prodotti alimentari, cibi, talune bevande, nonché i servizi del settore turistico (alberghi, bar, ristoranti), trasporti di persone.
Nell'aliquota ordinaria sono, tra gli altri, coinvolti alcuni consumi certamente popolari come: benzina, abbigliamento, vino e bevande, hi-fi, prodotti elettrici o elettronici, oreficeria e orologeria, parrucchieri, riparazioni, prestazioni professionali, telefonia.
I problemi legati all’inquadramento sono relativi principalmente all’individuazione sia di quali operazioni sono soggette all’aumento, e quindi, all’individuazione delle operazioni soggette all’aliquota ordinaria o a quella intermedia, sia all’individuazione del momento di effettuazione dell'operazione che, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, è stabilito dall'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72, mentre, per gli acquisti intracomunitari di beni, occorrerà far riferimento all'articolo 39 del decreto legge 331/93 e, per le importazioni, all'articolo 201 del Codice doganale comunitario.
In estrema sintesi, per individuare il momento di effettuazione dell’operazione, rileva il momento in cui la stessa viene posta in essere e si considera effettuata ai fini Iva; pertanto:

  • le cessioni di beni mobili si considerano effettuate all’atto della consegna o della spedizione (articolo 6 decreto del Presidente della Repubblica 633/72);
  • le cessioni di beni immobili si considerano effettuate all’atto della stipulazione del rogito notarile (articolo 6 decreto del Presidente della Repubblica 633/72);
  • le prestazioni di servizi si considerano effettuate con il pagamento del corrispettivo, indipendentemente dall’avvenuta esecuzione, in tutto o in parte, della prestazione.
Il soggetto Iva può, inoltre, ricorrere alla fatturazione differita al giorno 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni nel caso in cui i beni siano accompagnati dal Documento di Trasporto, di conseguenza si applicherà l’aliquota ad esempio ordinaria del 23%, se la consegna o spedizione dei beni avviene a partire dal 1° ottobre 2012.
Invece gli acconti pagati prima del 1° ottobre saranno soggetti all’Iva al 21%, mentre, al saldo pagato dopo, si applicherà l’aliquota del 23%.

Dott. Fabrizio Ferrari
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