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Piano energetico comunale

del 23/05/2017
CHE COS'È?

Piano energetico comunale: definizione

Il piano energetico comunale è uno strumento di pianificazione obbligatorio in Italia per tutti i Comuni con più di 50mila abitanti. Si tratta di un piano specifico che riguarda l'impiego delle fonti di energia rinnovabile e che è disciplinato dal comma 5 dell'articolo 5 della legge 10/91, secondo cui i piani regolatori generali dei Comuni con più di 50mila abitanti sono tenuti a predisporre tale strumento di programmazione: esso ha a che fare con la misura dei consumi di energia di tutta la città, i quali sono distinti in base ai settori. I dati vengono analizzati al fine di identificare quali interventi è possibile praticare per il risparmio del metano, del carbone, delle benzine e del petrolio, che corrispondono ai combustibili tradizionali. Lo scopo di un piano energetico comunale è quello di incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, con il miglioramento della qualità ambientale della città e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.


COME SI FA

Quali sono gli aspetti che devono essere tenuti in considerazione nella stesura di un piano energetico comunale?

Questo strumento di programmazione intende coniugare le azioni di sviluppo sostenibile e le strategie di pianificazione locale, dal momento che concretizza gli indirizzi dell'amministrazione e li traduce dal punto di vista operativo nell'ambito della sensibilizzazione dei cittadini a un consumo di energia più razionale. Le politiche di risparmio suggerite possono riguardare il ciclo ambientale dei rifiuti, l'illuminazione, la mobilità, il settore produttivo, il settore residenziale e, in generale, una corretta informazione dei cittadini. Ogni piano energetico comunale distingue le aree in funzione della differente pressione energetica, in modo tale che possa essere presa in considerazione ogni specificità di ciascuna area. L'integrazione tra le energie rinnovabili e le tecnologie tradizionali permette di pianificare la trasformazione e lo sviluppo della città in un'ottica più sostenibile.

Come è composto un piano energetico comunale?

Un piano energetico comunale è costituito da una parte conoscitiva, da una parte propositiva e da una parte attuativa. Con la parte conoscitiva, l'analisi di efficienza energetica degli edifici permette di definire la domanda e l'offerta di energia (quello che viene definito come il bilancio energetico comunale). Affinché la domanda di energia possa essere valutata in maniera corretta, il territorio viene suddiviso in aree di domanda. Con la parte propositiva, vengono stabiliti gli obiettivi del piano energetico comunale, sia per la protezione ambientale che per i rifiuti. Con la parte attuativa, infine, vengono normate le prescrizioni da rispettare per gli impianti di illuminazione, per gli impianti di climatizzazione e per gli impianti di riscaldamento.


CHI
Le amministrazioni comunali delle città con più di 50mila abitanti.

FAQ

1. Cosa prevede la legge 10/91?

La legge 10/91 riguarda le "norme in materia di uso razionale dell'energia", concentrando l'attenzione anche sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico. L'obiettivo della pianificazione urbanistica è duplice: da un lato conseguire la compatibilità ambientale, e dall'altro lato stendere un bilancio energetico. Ecco perché il compito di un'amministrazione comunale è quello di identificare le risorse energetiche a disposizione nel territorio, anche per capire quali risorse possano essere ritenute fruibili dal punto di vista economico. Il piano energetico comunale può essere inteso come lo strumento tecnico del risparmio energetico: con il bilancio energetico comunale il fabbisogno di energia viene posto a confronto con la reperibilità dell'energia stessa; dopodiché si procede al reperimento di fonti energetiche, siano essere innovative o tradizionali.
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