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Piano d’area vasta

del 24/07/2017
CHE COS'È?

Piano d’area vasta: definizione

Il piano d'area vasta, noto anche come piano territoriale d'area vasta, è lo strumento che ha lo scopo di identificare e di sostenere le politiche territoriali intercomunali. Esso viene redatto dai Comuni coinvolti o a livello provinciale, e ha come riferimento territoriale fondamentale le Aree di coordinamento intercomunale. Una volta completato, diventa parte integrante del piano di governo del territorio. In linea di massima, vi si ricorre per concordare le decisioni da prendere a proposito delle scelte urbanistiche locali, delle funzioni di rilevanza sovracomunale e delle grandi infrastrutture. Si tratta di strumenti di pianificazione del territorio incentrate sullo sviluppo di aree che sono interessate da interventi o opere importanti. 


COME SI FA

Come si stila un piano d'area vasta?

Il piano che più si avvicina a quello di area vasta è il piano territoriale della provincia, ma in realtà l'area vasta è un territorio che non è definito per forza da un confine amministrativo. Il piano ha l'obiettivo di prendere in esame e di sviluppare gli indirizzi generali a proposito della divisione del territorio in destinazioni di uso. Inoltre, nel piano devono essere definite le aree soggette a una sub pianificazione e le linee di intervento per la sistemazione del territorio dal punto di vista forestale, idraulico, idrogeologico e idrico, con riferimento nello specifico alla regimazione delle acque. Occorre, infine, provvedere alla localizzazione delle infrastrutture territoriali, delle linee di comunicazione e delle strade tra i territori.


CHI

Comuni interessati e le Province.


FAQ

1. Che cos'è un'area vasta?

Un'area vasta, nell'ambito dell'ordinamento giuridico del nostro Paese, rappresenta il livello di pianificazione del territorio e di gestione dei rapporti tra gli enti locali che si trova tra la Regione e i Comuni. In altri termini, costituisce il livello amministrativo delle Città Metropolitane e delle Province. Tale concetto è stato introdotto con le "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" della legge n. 56 del 7 aprile del 2014.

2. Quali sono le caratteristiche strutturali di un piano territoriale di coordinamento?

La zonizzazione, le sistemazioni del territorio sotto il profilo idraulico e morfologico, la struttura delle vie di comunicazione e la possibilità di identificare delle zone in cui eseguire una pianificazione sub provinciale costituiscono i contenuti di un piano territoriale di coordinamento: esso, di conseguenza, diventa un piano quadro, un riferimento tra la scala comunale e quella regionale.

3. Come devono essere gestiti i contenuti del piano d'area vasta?

Dal momento che la pianificazione comunale viene indirizzata dalla pianificazione provinciale, è necessario verificare se un piano comunale che di per sé risulta impeccabile lo rimane nel momento in cui viene inserito in una più ampia organizzazione territoriale. I contenuti del piano d'area vasta, dunque, devono essere gestiti in maniera tale che la pianificazione provinciale sia in grado di coesistere con quella comunale. La fase attuativa rappresenta un momento fondamentale a livello di pianificazione: è essenziale fare in modo che non si concretizzi a macchia di leopardo ma che tenga in considerazione il contesto territoriale di riferimento. Tra la Provincia e i Comuni è in vigore il principio di sussidiarietà, in virtù del quale l'una e gli altri possono svolgere senza intoppi le rispettive funzioni per ciò che concerne la pianificazione urbanistica. Si tratta di definire il confine tra l'autonomia del Comune e il coordinamento della Provincia, la quale non può esimersi dal fornire degli indirizzi. 
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