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Piano di edilizia economica e popolare

del 13/10/2016
CHE COS'È?

Piano di edilizia economica e popolare: definizione

Il piano di edilizia economica e popolare è uno strumento attuativo dei piani urbanistici generali che deve essere formato, oltre che da tutti i Comuni che sono capoluogo di provincia, dai Comuni che hanno una popolazione di più di 50mila abitanti. Avendo valore di piano particolareggiato, il piano di edilizia economica e popolare ha lo scopo di individuare le aree che devono essere destinate alla realizzazione degli alloggi popolari insieme con i servizi sociali e urbani complementari, incluse le zone a verde pubblico. Anche i Comuni con meno di 50mila abitanti e che non sono capoluogo di provincia hanno la possibilità di formare il piano in questione, a patto di manifestarne le ragioni nella delibera di adozione relativa. Inoltre, ogni Regione con un decreto può disporre che i Comuni non obbligati a formare il piano di edilizia economica e popolare lo facciano nel caso in cui abbiano una popolazione di più di 20mila abitanti, abbiano fatto registrare uno straordinario incremento demografico, siano riconosciuti come stazioni di turismo, soggiorno o cura, siano confinanti con un Comune obbligato, abbiano un indice di affollamento di più di 1.5 secondo i dati Istat o abbiano una percentuale di abitazioni malsane non inferiore all'8%. Le Regioni, inoltre, possono disporre la costituzione di consorzi obbligatori, su richiesta di un Comune interessato, così come Comuni limitrofi sono legittimati a dare vita a un consorzio con il fine di dar vita a un piano di zona consortile. 


COME SI FA

Quali sono gli elementi che devono essere contenuti nel piano di edilizia economica e popolare?

Nel piano di edilizia economica e popolare deve essere stabilita la suddivisione delle aree in lotti con la segnalazione della tipologia edilizia, della volumetria dei singoli edifici e della loro ubicazione. Devono essere riportate, inoltre, la delimitazione degli spazi destinati a impianti e opere di interesse pubblico e degli spazi riservati a edifici di culto ed edifici pubblici, tenendo conto dei dimensionamenti previsti dal D.M. 1444 del 1968. Oltre all'indicazione della rete stradale, vanno individuati anche gli spazi assegnati - se previsti - ai centri commerciali al dettaglio e a quelli all'ingrosso, inclusi i mercati rionali e i grandi esercizi di vendita con più di 1500 metri quadri di superficie.


CHI

I Comuni con più di 50mila abitanti e i Comuni che sono capoluogo di provincia. 


FAQ

1. Qual è l'iter procedurale da rispettare per l'adozione del piano di edilizia economica e popolare?

Il piano di edilizia economica e popolare è un atto amministrativo emanato dal Consiglio Comunale.

2. Cosa prevede la legge in materia?

I piani di edilizia economica e popolare sono stati introdotti nel nostro Paese con la legge n. 167 del 18 aprile del 1962, emanata con l'obiettivo di mettere a disposizione degli enti pubblici tutti gli strumenti necessari per una corretta programmazione degli interventi relativi alla casa e, al tempo stesso, per garantire il miglior assetto del territorio urbano. Attraverso la norma, tra l'altro, è stata resa utilizzabile per la prima volta l'espropriazione per pubblica utilità per i terreni destinati a residenza, oltre che per quelli destinati a interventi pubblici, con un'indennità di esproprio più bassa rispetto al valore di mercato. La filosofia della pianificazione pubblica dell'epoca era opera di Fiorentino Sullo, al tempo ministro dei Lavori Pubblici, ed è stata cambiata in seguito con la legge n. 865 del 22 ottobre del 1971.
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