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Piano territoriale coordinamento provinciale

del 21/07/2017
CHE COS'È?

Piano territoriale coordinamento provinciale: definizione

Il piano territoriale di coordinamento provinciale è uno strumento che ha lo scopo di definire gli obiettivi complessivi di pianificazione del territorio in ambito provinciale: ciò avviene con la segnalazione delle funzioni di interesse sovracomunale, delle infrastrutture di mobilità più importanti e dei criteri di sostenibilità ambientale che riguardano i sistemi insediativi locali. Vengono chiamate in causa, inoltre, le funzioni di difesa della rete ecologica, delle aree protette e del suolo, insieme con le funzioni di assetto idrogeologico. Una volta che il piano territoriale di coordinamento provinciale è entrato in vigore, i Comuni hanno la possibilità di approvare i piani di governo del territorio, non prima che la Provincia abbia verificato che i due strumenti di pianificazione siano compatibili.

COME SI FA

Quali sono gli adempimenti di cui ci si deve occupare nel piano territoriale di coordinamento provinciale?

Il piano territoriale di coordinamento provinciale deve prevedere la verifica della compatibilità dei piani attuativi di interesse sovracomunale e degli strumenti urbanistici dei Comuni e l'esercizio dei poteri sostitutivi in ambito edilizio e urbanistico. In questo contesto, devono sempre essere rispettati i principi di efficienza, di compensazione, di flessibilità, di collaborazione, di partecipazione, di sostenibilità, di adeguatezza e di sussidiarietà, in modo tale che possano essere delineati gli indirizzi strategici per le scelte e per le politiche di pianificazione di rilevanza sovracomunale sotto il profilo urbanistico, sotto il profilo territoriale, sotto il profilo ambientale e sotto il profilo paesaggistico.


CHI

Le Province.


FAQ

1. A che cosa serve il piano territoriale di coordinamento provinciale?

Si tratta di uno strumento di pianificazione che partecipa al governo del territorio, insieme con i piani comunali e con il piano regionale. Le funzioni di pianificazione territoriale sono state attribuite alle Province in seguito alla riforma delle Autonomie Locali, avvenuta con la legge n. 142 del 1990; in seguito il Testo Unico sugli Enti Locali, e cioè il d. lgs. n. 267 del 2000, ha confermato questi ruoli. La Provincia, in sostanza, attraverso questo piano è chiamata a definire gli obiettivi di tutela del territorio. Questo strumento di programmazione permette di definire i più importanti elementi dell'assetto del territorio di riferimento, tenendo conto non solo degli indirizzi previsti per lo sviluppo economico e sociale, ma anche delle caratteristiche dell'ambiente, del paesaggio e della morfologia del territorio stesso. Si tratta di una proposta complessiva che serve, in un certo senso, a mettere ordine, e che coinvolge in modo particolare la grande rete delle infrastrutture, individuando un sistema insediativo, riconoscendo le articolazioni del sistema ambientale e stabilendo gli indirizzi da seguire per lo sviluppo delle aree produttive e dei centri urbani. Il piano vuole anche promuovere la coesione e l'identità sociale con obiettivi strategici condivisi.

2. Quali provvedimenti devono essere adottati dopo che il piano territoriale di coordinamento provinciale è stato portato a termine?

Devono essere valutate le eventuali proposte di integrazione o di modifica del piano che vengono presentate dai Comuni: se la pronuncia della Provincia non giunge nei tempi previsti, le proposte devono essere considerate accettate secondo il principio del silenzio assenso. Oltre a ciò, vanno redatti gli atti dei piani urbanistici comunali nuovi per tutti quei Comuni che per tale obiettivo hanno in mente di usufruire della Provincia: gli oneri, le tempistiche e le modalità da rispettare a tal proposito devono essere definite con delle convenzioni specifiche.
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