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Abuso di informazioni privilegiate

del 04/03/2016
CHE COS'È?

Abuso di informazioni privilegiate: definizione

L'abuso di informazioni privilegiate è un delitto previsto dall'articolo 184 del T.U.F., il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (cioè il decreto legislativo numero 58 del 24 febbraio del 1998). Il reato prevede la punizione con la reclusione da un minimo di un anno a un massimo di sei anni, con una sanzione da un minimo di 20mila euro a un massimo di 3 milioni di euro, per chi possieda delle informazioni privilegiate, in virtù dell'esercizio di una funzione, di una professione o di una attività lavorativa specifica, oppure in qualità di membro di un organo di controllo, di direzione o di amministrazione di un emittente, o, ancora, perché partecipa al capitale dell'emittente, e grazie a queste informazioni acquisti o venda, o compia - in modo diretto o indiretto - altre operazioni, sia per conto proprio che per conto di un altro soggetto o di altri soggetti, su strumenti finanziari. L'abuso di informazioni privilegiate si verifica anche quando un soggetto raccomanda o induce, sulla base delle informazioni, un altro soggetto al compimento di un acquisto, di una cessione o di un'altra operazione su uno strumento finanziario, oppure quando queste informazioni vengono comunicate ad altre persone al di fuori del tradizionale esercizio dell'ufficio, della funzione, della professione o del lavoro. La multa può essere aumentata dal giudice fino a dieci volte il profitto o il prodotto che è stato ottenuto grazie al reato nel caso in cui la multa normalmente prevista risulta non adeguata, anche se applicata al massimo, per l'entità del profitto stesso, per le qualità personali del colpevole o perché il fatto ha una rilevanza particolarmente offensiva. Le sanzioni penali si differenziano da quelle amministrative, nel senso che per le prime il tentativo non può essere equiparato alla consumazione, mentre per le seconde sì. 


COME SI FA

Che cos'è l'insider trading?

Quando si parla di insider trading si usa un'espressione anglofona che descrive proprio l'abuso di informazioni privilegiate: esso, in particolare, sta a indicare la compravendita di titoli, vale a dire derivati, obbligazioni o azioni, di una specifica società compiuta da parte di soggetti che sono entrati in possesso delle cosiddette informazioni privilegiate, cioè informazioni riservate che non sono di dominio pubblico, approfittando della loro attività professionale o della loro posizione in quella stessa società. Evidentemente si tratta di informazioni che consentono ai soggetti che ne usufruiscono di collocarsi in una posizione superiore, di privilegio, rispetto a tutti gli altri soggetti che investono nello stesso mercato, ed è proprio per questo che si parla di asimmetria informativa.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Quali negoziazioni include l'insider trading?

L'insider trading presuppone la negoziazione di titoli derivata da informazioni materiali non necessariamente interni (i cosiddetti insider, appunto), ma anche esterni. Diverso è, invece, il discorso per l'insider dealing, che non si basa su informazioni privilegiate ma consiste semplicemente nella negoziazione dei titoli di una certa azienda da parte degli insider.

2. Che cosa si intende per "informazione privilegiata"?

Un'informazione è da ritenersi privilegiata nel caso in cui abbia un carattere preciso e non sia stata resa pubblica perché se venisse pubblicata influirebbe in maniera decisiva sui prezzi degli strumenti finanziari a cui si riferisce. Il carattere di precisione presuppone un tasso di specificità tale da permettere di dedurre quali effetti l'informazione potrebbe avere sui prezzi degli strumenti finanziari stessi. 
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