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Gestione infedele del risparmio

del 08/07/2016
CHE COS'È?

Gestione infedele del risparmio: definizione

Il reato di gestione infedele del risparmio, previsto dall'articolo 167 del Testo Unico sulla Finanza, punisce con l'arresto da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni o con una multa da un minimo di 5.165 euro a un massimo di 103.291 euro chi, svolgendo il servizio di gestione collettiva del risparmio o il servizio di gestione di portafogli, mette in atto operazioni - violando le disposizioni che normano i conflitti di interesse - che danneggiano gli investitori, sia per ottenere un profitto personale, sia per procurare un profitto ingiusto ad altre persone.


COME SI FA

Perché è stato introdotto il reato di gestione infedele del risparmio?

L'articolo 167 del Testo Unico sulla Finanza è stato introdotto nel nostro ordinamento allo scopo di identificare una fattispecie di infedeltà patrimoniale che è volta in modo particolare a colpire le attività infedeli dei cosiddetti gestori professionali del risparmio. 

Gli addetti ai lavori in generale hanno salutato e accolto in modo positivo tale norma, anche perché essa ha colmato un vuoto di tutela a causa del quale gli operatori del diritto in precedenza erano in un certo senso obbligati ad andare oltre il reato di appropriazione indebita, previsto dall'articolo 646 del Codice Penale, che era l'unico posto a protezione dell'integrità dei patrimoni. Il problema, però, era che l'appropriazione indebita non forniva una copertura adeguata alle circostanze per le quali i gestori di fondi di altri soggetti arrivavano a tradire la loro fiducia. 

Non solo: anche il reato sancito dall'articolo 640 del Codice Penale, e cioè quello di truffa, non era in grado di colpire in modo adeguato i comportamenti non leciti degli intermediari infedeli. Insomma, per la fiducia degli investitori questo era un problema di non poco conto: gli investitori stessi che si trovavano ad avere a che fare con gestori poco cristallini, infatti, non vedevano garantite le proprie ragioni dal sistema penale, che non li tutelava in maniera idonea.


CHI

Un avvocato penalista, possibilmente specializzato in diritto penale commerciale.


FAQ

1. Che cos'è l'infedeltà patrimoniale?

Quando si parla di infedeltà patrimoniale ci si riferisce alla circostanza per la quale un liquidatore, un direttore generale, un gestore del risparmio altrui o un amministratore si trovano in una situazione di conflitto di interessi e concorrono al compimento o compiono in prima persona atti di disposizione dei beni sociali allo scopo di ottenere un ingiusto profitto per sé o per altre persone, o comunque un altro tipo di vantaggio, così da provocare in modo intenzionale un danno patrimoniale ad altri. La procedibilità prevista per questo reato presuppone la presentazione di una querela da parte del soggetto offeso.

2. Qual è il bene giuridico tutelato dal reato?

Il legislatore ha introdotto il reato di gestione infedele del risparmio nell'esclusivo interesse della società, per controllare in maniera rigorosa liquidatori, amministratori e figure professionali simili. La previsione normativa intende tutelare il bene giuridico dell'esercizio ordinato dell'attività commerciale, sia nelle sue manifestazioni interne che nelle sue manifestazioni esterne, che si rivolgono a terzi. Al centro dell'attenzione è la salvaguardia della vita societaria, fermo restando che l'introduzione di questo reato si è resa necessaria anche per armonizzare le normative nazionali con quelle europee in materia. Infatti, già da tempo quasi tutti i Paesi dell'Unione Europea prevedono che i comportamenti di infedeltà gestoria vengano puniti e penalizzati, in modi ovviamente variabili a seconda dei casi.
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