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False comunicazioni sociali

del 03/05/2016
CHE COS'È?

False comunicazioni sociali: definizione

Quello relativo alle false comunicazioni sociali è un reato cosiddetto di tipo societario. L'articolo 2621 del Codice Civile stabilisce che i sindaci, i direttori generali, gli amministratori, i liquidatori e i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari che espongono in modo consapevole - nelle relazioni, nei bilanci o in qualsiasi altra comunicazione sociale destinata al pubblico o ai soci - fatti materiali rilevanti non veritieri o omettono di esporre fatti materiali rilevanti che dovrebbero essere comunicati per legge a proposito della situazione finanziaria, patrimoniale o economica del gruppo o della società di cui fanno parte allo scopo di ottenere un ingiusto profitto per sé o per altri in maniera tale da indurre concretamente altri soggetti in errore devono essere puniti con la reclusione per un periodo minimo di un anno e massimo di cinque anni. Nel caso in cui le omissioni o le dichiarazioni non veritiere abbiano a che fare con beni amministrati o posseduti dalla società per conto di altre persone, è prevista l'applicazione della stessa pena. 


COME SI FA

Ha senso il reato di false comunicazioni sociali?

Non di rado, gli esperti ipotizzano la possibilità di depenalizzare il reato: ciò è dovuto al fatto che le false comunicazioni sociali si caratterizzano per un grado di afflittività molto contenuto. In particolare, con la legge numero 262 del 2005 relativa alla disciplina dei reati societari ("Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari"), il legislatore è intervenuto per riformare il falso in bilancio, anche se in modo parziale. In seguito, un gruppo di studiosi dell'Università Bocconi di Milano esperti in diritto penale ha preso in esame i procedimenti che sono stati aperti dal 2002 al 2005 al Tribunale del capoluogo lombardo per false comunicazioni sociali, ed è emerso che solo al 16% dei soggetti a processo è stata inflitta una pena. Ecco perché c'è chi ha pensato di riponderare il reato.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Quando è esclusa la punibilità per false comunicazioni sociali?

La punibilità deve ritenersi esclusa nel caso in cui le omissioni o le dichiarazioni non veritiere non modifichino la rappresentazione della situazione finanziaria, patrimoniale o economica del gruppo in modo sensibile. Inoltre, è esclusa la punibilità per le omissioni e le falsità che comportano una variazione del risultato economico di esercizio uguale o inferiore al 5% al lordo delle imposte o una variazione del patrimonio netto uguale o inferiore all'1%. Ancora, il fatto non può essere punito nell'eventualità in cui sia determinato da variazioni estimative che, prese in esame singolarmente, differiscono dalle valutazioni corrette per non più del 10%. 

2. Qual è il bene giuridico protetto?

Quello di false comunicazioni sociali è un reato contravvenzionale di pericolo, il che vuol dire che non c'è bisogno che si verifichi un danno per i soci o per i creditori ai fini dell'incriminazione: il bene giuridico protetto è la fiducia dei terzi nei confronti della veridicità e dell'attendibilità delle rappresentazioni incluse nelle comunicazioni sociali. 

3. Quando si consuma il reato?

Il reato di false comunicazioni sociali viene consumato quando e dove le comunicazioni sociali - le relazioni, i bilanci e così via - sono messe a conoscenza dei soggetti a cui sono rivolte. Può anche trattarsi di comunicazioni scritte: in tale circostanza, l'illecito si consuma quando le dichiarazioni in questione entrano nella disponibilità del pubblico e dei soci, sulla base delle modalità previste dalla legge. 
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