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Circonvenzione di incapace

Ordine degli Avvocati di Milano

Aggiornato al 31/03/2011

CHE COS'È

La circonvenzione d’incapaci è un delitto previsto dall’articolo 643 del codice penale ed è inquadrato tra i reati contro il patrimonio.
Con il termine “circonvenire” si descrive una insidiosa attività di induzione o suggestione che, per essere considerata rilevante dal codice penale, deve attuarsi contro un soggetto incapace.
In particolare, il reato viene commesso da chi – “abusando” delle condizioni di inferiorità (incapacità) della vittima – la “induce” a compiere un atto contrario ai suoi interessi economici; si pensi, a titolo d’esempio, a talune vicende che potrebbero essere fortemente svantaggiose per chi viene indotto a compierle: una compravendita, una donazione, un testamento o anche la sottoscrizione di un assegno, il conferimento di una procura o di una carica societaria.
Il codice penale non richiede il verificarsi di un danno, sicchè il reato si realizza nel momento in cui l’atto svantaggioso è compiuto dal soggetto incapace a ciò indotto.
Lo scopo del legislatore è quello di difendere il patrimonio dei soggetti considerati particolarmente vulnerabili dal punto di vista psichico; si tratta, in base al testo dell’articolo 643 codice penale, del minore d’età, dell’“infermo” e del “deficiente psichico”.
Non è agevole distinguere concettualmente gli infermi dai deficienti psichici. Tuttavia si ritiene che i primi siano gli affetti da una ben definita patologia mentre tra i secondi rientrano tutti coloro che sono interessati da più generiche menomazioni (talora anche solo temporanee) della sfera intellettiva (una tipologia di individui, quest’ultima, dunque assai più ampia).
In tale prospettiva, non occorre che il circonvenuto sia stato interdetto od inabilitato: infatti la vittima della circonvenzione d’incapace non deve essere necessariamente affetta da malattia mentale ma, semplicemente, non essere in grado di curare i suoi interessi. Da ciò consegue che, di regola, l’incapacità della vittima debba sempre essere accertata nel processo penale contro l’imputato di circonvenzione d’incapace e che anzi ne diventi l’aspetto probatorio più importante.

Avvocato Stefano Vittorini
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Vittorini Giuliano Fracanzani

COME SI FA

Il delitto è procedibile d’ufficio ed è denunciabile da chiunque ne abbia avuto notizia o dalla stessa vittima, presentandosi in Questura o ad una Stazione dei Carabinieri o alla Procura della Repubblica.
Il coniuge ed i prossimi congiunti non sono punibili (secondo l’articolo 649 comma 1 codice penale) mentre, qualora s’intenda procedere nei confronti del coniuge separato o dei fratelli non conviventi (si veda l’articolo 649 comma 2 codice penale) è necessaria la querela (della persona offesa, quindi di soggetto che, per effetto di incapacità o patologia perdurante anche dopo la commissione del reato, potrebbe non essere in grado di valutare la scelta processuale), entro tre mesi dalla commissione del fatto.
Chi è accusato del reato di circonvenzione d’incapaci dovrà rivolgersi ad un avvocato penalista per la propria difesa.

CHI

In linea di principio, chi ritiene di denunciare il reato di circonvenzione d’incapaci non deve necessariamente rivolgersi ad un professionista, essendo sufficiente recarsi in Questura o ad una Stazione dei Carabinieri, dove potrà anche fare redigere un verbale della propria denuncia (o querela) e sottoscriverlo. Tuttavia la delicatezza delle questioni, giuridiche e non, che caratterizzano la fattispecie rendono consigliabile rivolgersi ad un avvocato penalista.
Chi è accusato del reato – ovviamente – non potrà che rivolgersi all’avvocato penalista.

FAQ

Anche le persone anziane sono tutelate dall'articolo 643 codice penale?

L’articolo 643 codice penale tutela minori e incapaci, sicchè anche i soggetti anziani possono rientrare tra gli incapaci; tuttavia la vecchiaia “fisiologica” non implica affatto uno stato di deficienza psichica; come per ogni altra ipotesi di “incapacità”, occorrerà verificare in concreto se l’età avanzata abbia mentalmente indebolito l’interessato.

Che relazione c’è tra l’incapacità di intendere e di volere (a cui può seguire l’interdizione) del codice civile e la “deficienza psichica” menzionata nel codice penale?

Non si tratta di due concetti coincidenti: la nozione penalistica di deficienza è assai più ampia e vi rientrano anche situazioni transitorie o reversibili; d’altra parte, tutelati dall'articolo 643 codice penale sono tutti i soggetti incapaci, a prescindere dalla esistenza o meno di un provvedimento del giudice tutelare (interdizione, amministrazione di sostegno, inabilitazione).

Come distinguere la circonvenzione d’incapaci dalla truffa?

Truffa e circonvenzione sono figure di reato assai simili e facilmente confondibili.
Nella truffa si ravvisa però una “induzione” in errore tramite artifici o raggiri mentre nella circonvenzione l’”induzione” è attività di suggestione o persuasione, che deve effettuarsi nei confronti di soggetto con minorata resistenza mentale. In altri termini, nella circonvenzione l’incapace è indotto a compiere un atto svantaggioso carpendo il suo consenso e avvalendosi delle sue condizioni di minorità (e non per effetto degli artifici o raggiri dell’autore del reato, come invece avviene nella truffa).


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