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Condominio: vetrine

del 15/02/2012
CHE COS'È?

Condominio vetrine: definizione

L’articolo 1102 codice civile stabilisce che ciascun partecipante possa servirsi della cosa comune, purchè non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto e che possa, a tale fine, apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.
L’articolo 1120 codice civile stabilisce che il condominio possa deliberare a maggioranza le innovazioni dirette al miglioramento o all’uso più comodo della cosa o al maggior rendimento della cosa, fermo restando che non è consentito neppure all’assemblea dei condomini disporre innovazioni che pregiudichino la sicurezza o il decoro architettonico del fabbricato o che rendano talune parti comuni inservibili all’uso o al godimento anche di uno solo dei condomini.
L’articolo 1121 codice civile, infine, stabilisce che ciascun condomino possa opporsi e non concorrere alle spese relative a innovazioni che non siano strettamente necessarie e funzionali (voluttuarie) o laddove le spese risultino molto gravose.
Tra le maglie delle norme sopra richiamate si gioca il sottile equilibrio tra diritti del singolo condomino e diritti del condominio comunità e sull’interpretazione di tali norme si deve fondare la consulenza in questo particolare nicchia del diritto condominiale.
In tal senso l’articolo 1102 codice civile è inteso a consentire il maggior possibile godimento da parte del singolo condomino e per fini esclusivamente propri della cosa condominiale ed è stato precisato che il limite di consentire un uso paritetico da parte degli altri condomini va inteso in senso elastico e non nel senso di un’assoluta identità di utilizzo.
Se il singolo condomino, nel rispetto dei limiti stabiliti dall’articolo 1102 codice civile, apporta modifiche alla cosa comune intese a massimizzare il godimento individuale della cosa comune e ne sopporta il relativo onere economico, non necessita di alcuna autorizzazione da parte del condominio che dovrà astenersi dall’ingerirsi in spazi d’autonomia che il legislatore ha ritenuto di lasciare al singolo condomino.
E' pertanto legittima l'apertura di vetrine da esposizione nel muro perimetrale comune, che per sua ordinaria funzione è destinato all'apertura di porte e finestre, realizzata dal singolo condomino mediante la demolizione della parte di muro corrispondente alla sua proprietà esclusiva (Cassazione Civile 20/02/97 - 1554)

Dott.ssa Chiara Oblatore
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Varese - Amministratore di condominio
B&B Professione Mediatore

COME SI FA
L'apertura di vetrine da esposizione nel muro perimetrale comune non necessita di autorizzazione dell'assemblea, tanto è vero che all'eventuale autorizzazione ad apportare tale modifica concessa dall'assemblea può attribuirsi il valore di mero riconoscimento dell'inesistenza di interesse e di concrete pretese degli altri condomini a questo tipo di utilizzazione del muro comune (Cassazione Civile 20/02/97 - 1554). Questo avviene diversamente dalle cosiddette innovazioni, configurate come nuove opere che immutano la sostanza o alterano la destinazione delle parti comuni, in quanto rendono impossibile l'utilizzazione secondo la funzione originaria, che devono essere deliberate dall'assemblea nell'interesse di tutti i partecipanti ai sensi del primo comma dell'articolo 1120 codice civile.

CHI
Sono coinvolti: condomini, assemblea dei condomini e amministratori di condominio.

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