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Intralcio alla giustizia

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Intralcio alla giustizia: definizione

Il reato di intralcio alla giustizia è specificato dall'articolo 377 del Codice Penale, e si configura nel momento in cui una persona promette o offre soldi o altra utilità a chi è tenuto a fornire dichiarazioni alla Corte penale internazionale o all'autorità giudiziaria, o a chi è chiamato a rilasciare dichiarazioni, nel corso dell'attività investigativa, al difensore, o ancora a chi è scelto come interprete, consulente tecnico o perito, allo scopo di indurre il soggetto a commettere uno dei reati tra quelli previsti dagli articoli 371bis, 371ter, 372 e 373. L'articolo 371bis riguarda il reato di false informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale; l'articolo 371ter riguarda il reato di false dichiarazioni al difensore; l'articolo 372 riguarda il reato di falsa testimonianza; l'articolo 373, infine, riguarda il reato di falsa perizia o interpretazione. Nel caso in cui la promessa o l'offerta non vengano accettate, la pena prevista è quella stabilita dagli articoli del Codice Penale di riferimento ridotta dalla metà ai due terzi. La stessa pena è applicata nel caso in cui la promessa o l'offerta vengano accettate ma la falsità non venga concretizzata. Alla condanna si accompagna l'interdizione dai pubblici uffici.


COME SI FA

Che differenza c'è tra intralcio alla giustizia e subornazione?

Nessuna: semplicemente, "subornazione" è il termine con cui in precedenza si faceva riferimento a questo reato. Si parla, proprio per questo motivo, di subornatori e di subornati.  

Tentare di influenzare il consulente tecnico del pubblico ministero può essere considerato intralcio alla giustizia?

Sì: lo stabilisce la sentenza numero 51824 del 12 dicembre del 2014 emanata dalle sezioni unite penali della Corte di Cassazione, con riferimento al momento in cui si consuma il reato se al consulente del PM viene offerto del denaro. Il dubbio riguardava il fatto che l'offerta del denaro era stata avanzata prima che il consulente venisse chiamato a testimoniare, e quindi era necessario capire se il reato si potesse configurare o meno. Se di solito la qualità di testimone inizia quando il giudice fornisce l'autorizzazione alla citazione, il consulente ha una veste processuale ben precisa - che può rifluire sull'assunzione della qualità di testimone - da subito.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Perché è previsto dal legislatore il reato di intralcio alla giustizia?

Punendo l'intralcio alla giustizia, il legislatore vuole tutelare la fedeltà delle informazioni che vengono fornite al difensore, al pubblico ministero o in generale all'autorità giudiziaria: tali informazioni costituiscono il bene giuridico oggetto della fattispecie incriminata. Nell'accertamento che deve compiere, il giudice non è tenuto a verificare la sussistenza di un pericolo concreto del bene in questione per valutare la punibilità dell'imputato. Insomma, il legislatore presume che si sia in presenza di un comportamento che è sempre fonte di pericolo per il bene giuridico. La ratio dell'incriminazione è il pericolo, che però non è elemento del fatto tipico di reato.

2. Che differenza c'è tra il reato di intralcio alla giustizia e il reato di istigazione alla corruzione?

Il reato di istigazione alla corruzione è previsto dall'articolo 322 del Codice Penale, e si verifica nel momento in cui una persona offre dei soldi o altra utilità a un incaricato di pubblico servizio o a un pubblico ufficiale. Risulta evidente, quindi, che la differenza rispetto all'intralcio alla giustizia va individuata semplicemente nei soggetti coinvolti, vale a dire nella qualifica di chi si trova a ricevere una offerta o una promessa. 
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