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Favoreggiamento personale

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Favoreggiamento personale: definizione

Il favoreggiamento personale è il reato attribuibile a chi, in seguito alla commissione di un delitto da parte di altri, aiuti i responsabili ad eludere le investigazioni od a sottrarsi alle ricerche dell'Autorità.
(Codice Penale articolo 378)

Avvocato Barbara Sartirana
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio legale Avvocato Barbara Rita Sartirana


COME SI FA

Nel caso in cui si abbia intenzione di denunciare qualcuno per favoreggiamento personale, occorre preliminarmente verificare accuratamente i presupposti del reato:

  • in primo luogo l’elemento oggettivo, ossia la sussistenza della commissione di un delitto (presupposto essenziale), nonché la tipologia di azione posta in essere per agevolare i responsabili di tale delitto, turbando, in tal modo, il regolare funzionamento dell'attività giudiziaria;
  • in secondo luogo, sarà utile esaminare elementi che portino a dimostrare come l’azione sia finalizzata ad agevolare chi abbia illecitamente agito e come si abbia piena conoscenza della sua penale responsabilità (dolo generico).

Al positivo riscontro di tali elementi, si potrà formalizzare denuncia.

Nel caso in cui si sia stati denunciati per favoreggiamento personale: è consigliabile rivolgersi ad un legale di fiducia perché possa esaminare la sussistenza o meno dei presupposti del reato, che è di una certa gravità in quanto soggetto a procedibilità d’ufficio. Si potrà, in tal modo controllare lo stato del procedimento avviato e, in caso di indagini ancora in corso presso l’Ufficio del Pubblico Ministero, eventualmente valutare la possibilità di intervenire con indagini difensive a dimostrazione dell’insussistenza del reato. In particolare sarà utile trovare elementi a sostegno dell’assenza di consapevolezza della responsabilità penale di chi sia stato aiutato, ovvero della convinzione che nessun reato sia stato in precedenza commesso.


CHI

La denuncia per favoreggiamento personale può essere presentata personalmente presso qualsiasi ufficio di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Segreteria di Procura eccetera.). Nel caso si voglia meglio circostanziare i fatti, ovvero seguire il procedimento anche al fine di costituirsi eventualmente parte civile innanzi al Giudice Penale, è, tuttavia, consigliabile rivolgersi preventivamente ad un Avvocato penalista, al fine di esaminare se esistano tutti i presupposti ed in tal caso predisporre insieme la denuncia, da sottoporre poi all’Autorità Giudiziaria.
Nel caso di un soggetto indagato del reato di favoreggiamento personale, egli dovrà in ogni caso essere assistito da un Legale per poter affrontare il processo. E’ indispensabile un Avvocato penalista.


FAQ

Quali sono le condanne per il reato di favoreggiamento personale?

Il favoreggiamento personale è punito con la reclusione fino a 4 anni (in ogni caso non inferiore a 2 anni se il delitto presupposto commesso è quello di associazione a delinquere di tipo mafioso – Articolo 416-bis Codice Penale).  Se il reato presupposto è di minore gravità (ossia non preveda la pena della reclusione, oppure si tratti di una contravvenzione), il favoreggiamento personale sarà punito solo con una multa fino a Euro 516. Saranno inflitti ulteriori aumenti di pena, in presenza di ulteriori circostanze aggravanti.

Che termini vi sono per la denuncia per favoreggiamento personale?

La procedibilità del reato è sempre d’ufficio, pertanto, chi venga a conoscenza del fatto non ha termini, potendo in qualunque momento proporre la propria denuncia.  Chiaramente, più tempo sarà trascorso, più sarà complicato raccogliere elementi di prova.  Più spesso il fatto viene rilevato dalla Polizia Giudiziaria procedente, una volta acclarato che le proprie indagini sono state in qualche modo ostacolate.

In quanto si prescrive il reato di favoreggiamento personale?

Il reato di  favoreggiamento personale si prescrive normalmente in 6 anni.

Sussiste il reato di favoreggiamento personale se la persona aiutata non è imputabile?

Sì, il reato di favoreggiamento personale sussiste ugualmente, anche se la persona aiutata non subirà condanna per il reato presupposto in quanto non imputabile e potrà sussistere anche quando venga accertato che la persona aiutata non debba rispondere del delitto.  In tal caso, ovviamente, maggior peso nella valutazione del reato di favoreggiamento avrà l'elemento soggettivo, ossia l'intenzione che aveva mosso il favoreggiatore. 

Quale deve essere l'elemento soggettivo del reato di favoreggiamento personale?

Risponde di favoreggiamento personale chi abbia agito con dolo, ossia con la consapevolezza di prestare aiuto all'autore del reato presupposto. Tale consapevolezza può essere desunta dalla tipologia di aiuto prestato o anche dalla intensità dei rapporti e dalla fiducia intercorrenti tra ausiliatore ed ausiliato (come nel caso di ausilio ad un latitante).

In che modo si commette il favoreggiamento personale?

Perché si possa essere chiamati a rispondere di favoreggiamento personale, è sufficiente porre in essere volontariamente e coscientemente qualunque atteggiamento in forza del quale l’opera di investigazione dell’autorità possa rimanere intralciata, rallentata o resa vana,  aiutando  l’autore di un reato già commesso. L' atteggiamento potrà essere il più svariato: per questo si parla di reato “a forma libera”. Dovrà essere esaminato ed individuato di volta in volta, caso per caso.

Sussiste il favoreggiamento personale anche se poi la condotta agevolatrice non abbia concretamente aiutato il reo?

Sì. Trattandosi di reato “di pericolo”, ossia punito sol perché è stato posto in essere un  comportamento “potenzialmente” di ostacolo all'opera dell'Autorità Giudiziaria, sarà punito chiunque ponga in essere un'azione di per sé idonea ad aiutare qualcuno ad eludere le investigazioni, indipendentemente dal concreto conseguimento di questo effetto.

Quando sussiste l'aggravante di pena per favoreggiamento personale con riferimento all'associazione mafiosa?

Il reato di favoreggiamento personale è aggravato se chi è stato aiutato era indagato per il delitto previsto dall'art. 416-bis Codice Penale  (Associazione di stampo mafioso). E' un dato oggettivo, a prescindere dall'intenzione del favoreggiatore.  Diverso è, invece, il caso in cui quest'ultimo abbia avuto l'intenzione (elemento soggettivo) di agevolare non la singola persona, bensì il gruppo criminale : si applicherà una ulteriore aggravante, prevista dall'art. 7 della legge speciale D.L. 13 maggio 1991, n. 152, convertito nella legge 12 luglio 1991, n. 203, che prevede un aumento di pena da un terzo alla metà.

Può commette favoreggiamento personale anche un agente di Polizia Giudiziaria?

Sì. Ad esempio è stato ritenuto colpevole di favoreggiamento personale un agente che abbia omesso di riferire immediatamente ai suoi diretti superiori o all'autorità giudiziaria, il luogo di rifugio del ricercato, avendo prima consigliato alla convivente del medesimo, rimasto ferito nella commissione del reato, di farlo ricoverare in ospedale – luogo ove poi era stato  in seguito sottoposto a fermo.

Rendere false informazioni alla Polizia, costituisce sempre reato di favoreggiamento personale?

Non sempre, in quanto sono previste delle scriminanti per chi abbia agito in tal modo per esservi stato costretto dalla necessità di salvare se stesso od un prossimo congiunto (Articolo 384 Codice Penale). Oppure chi abbia riferito fatti senza aver avuto la coscienza della sussistenza di indagini a carico di qualcuno.

Non rivelare alla Polizia Municipale chi guidava il proprio veicolo costituisce reato di favoreggiamento personale?

Sì, solo se si possa affermare con certezza che il conducente sia stato sottoposto ad indagine per delitto, ad esempio, di lesioni  od omicidio colposo (è accaduto, ad esempio, che la proprietaria del veicolo venisse assolta dai Giudici di merito - pur non avendo fornito alla Polizia Municipale alcun elemento idoneo a permettere l'accertamento dell'identità della persona che alla guida dell'autovettura di sua proprietà aveva investito un passante, procurandogli lesioni gravi – in quanto dagli elementi probatori acquisiti non si poteva affermare con certezza che la stessa sapesse delle investigazioni in atto).
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