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False dichiarazioni al difensore

del 07/12/2015
CHE COS'È?

False dichiarazioni al difensore: definizione

Il reato di false dichiarazioni al difensore, che rientra tra i delitti contro l'attività giudiziaria, è punito dal Codice Penale (articolo 391 ter) con la reclusione fino a quattro anni. Esso consiste nell'aver fornito a un avvocato difensore delle dichiarazioni non veritiere pur potendo scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere, secondo quanto stabilito dall'articolo 391 bis del Codice. Il procedimento penale rimane in sospeso fino al momento in cui il procedimento durante il quale le dichiarazioni sono state fornite non arriva alla sentenza di primo grado, a meno che non si concluda con una sentenza di non luogo a procedere o con una sentenza di archiviazione. Per le false dichiarazioni al difensore, la competenze è del tribunale monocratico e la procedibilità è di ufficio: sono permesse le misure cautelari personali; il fermo non è consentito, mentre l'arresto è facoltativo. Va specificato che il reato riguarda unicamente le false dichiarazioni: ciò vuol dire che una eventuale reticenza non può essere ritenuta condotta punibile.


COME SI FA

Perché è stato introdotto questo reato?

La legge numero 397 del 7 dicembre del 2000 ha apportato al Codice di Procedura Penale diversi cambiamenti che avevano lo scopo di disciplinare, regolare e agevolare le indagini della difesa in un procedimento. Tra le facoltà di cui può godere un difensore c'è quella di eseguire delle indagini con il supporto di investigatori privati per trovare delle prove a sostegno del proprio assistito, come segnalato dall'articolo 327 bis del Codice Penale; l'articolo 391 bis, invece, sancisce la possibilità, per l'avvocato difensore, di assumere informazioni e di ricevere dichiarazioni da soggetti che sono ritenuti in grado di fornire dati o di riferire circostanze che potrebbero rivelarsi utili. Ecco, quindi, che al difensore sono stati attribuiti dei poteri investigativi più ampi, anche per garantire una concreta e reale parità tra la difesa e l'accusa: proprio per questo motivo, la legge ha esteso la tutela penalistica anche all'attività di indagine del difensore. Così, è stato introdotto l'articolo 371 ter del Codice Penale, che è quello che identifica e punisce il reato di false dichiarazioni al difensore.


CHI

L'avvocato penalista.


FAQ

1. Che differenza c'è tra il reato di false dichiarazioni al difensore e il reato di falsa testimonianza?

Il reato di falsa testimonianza è punito, secondo quanto previsto dall'articolo 372 del Codice Penale, con una reclusione da due a sei anni, e consiste nell'avere negato il vero, affermato il falso o non avere risposto alle domande (tacendo quel che si sapeva a proposito degli avvenimenti per cui si è stati interrogati) nel corso di un procedimento giudiziario durante il quale si è stati chiamati a deporre davanti all'autorità giudiziaria in qualità di testimoni. La differenza tra questo reato e quello di false dichiarazioni al difensore ha a che fare, prima di tutto, con il momento in cui i delitti vengono consumati: le false dichiarazioni al difensore, infatti, riguardano la fase delle indagini, e il valore che deve essere salvaguardato è la tutela della legalità delle stesse, visto che non si è ancora arrivati alla fase del dibattimento; la falsa testimonianza, invece, riguarda proprio la fase del giudizio. 

2. Cosa comportano le false dichiarazioni al difensore?

Proprio perché le false dichiarazioni al difensore riguardano la fase delle indagini, esse sono in grado di influenzare l'esito della verifica che deve essere svolta durante questa fase, e quindi incidere sulla possibilità di capire se la notizia di reato sia fondata oppure no. In pratica, le false dichiarazioni al difensore possono, in linea teorica, condizionare la decisione di sottoporre la persona indagata a un processo penale; la falsa testimonianza, invece, interviene quando il processo penale è già in corso.
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