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Opposizione allo stato passivo

del 08/10/2012
CHE COS'È?

Opposizione allo stato passivo: definizione

Trattasi della procedura di impugnazione dello stato passivo depositato dal Curatore, attivabile dai legittimati attivi (di cui si dirà meglio nel prosieguo) allorquando gli stessi siano risultati esclusi parzialmente o totalmente dal passivo di un fallimento.
Occorre esaminare, nel dettaglio, il procedimento di opposizione allo stato passivo in riferimento ai fallimenti dichiarati dopo il 16 luglio 2006 (difatti, per quelli dichiarati prima di tale data è applicabile la vecchia disciplina); la ridetta opposizione è disciplinata dall’art. 98, comma 2, R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (L.Fall.) unitamente al procedimento di impugnazione dei crediti ammessi (art. 98, comma 3, L.Fall.) ed alla procedura di revocazione del credito ammesso (art. 98, comma 4, L.Fall.).

COME SI FA
Il procedimento si svolge nelle forme del rito camerale fallimentare e si esaurisce con decreto non reclamabile ma ricorribile per Cassazione. L’opposizione si propone con ricorso depositato presso la Cancelleria del Tribunale Fallimentare ove risulta pendente il Fallimento, entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla ricezione della comunicazione dell’esito del procedimento (art. 97 L.Fall.) o, per il Curatore, dal deposito dello stato passivo (non sussistendo alcun avviso ed essendo il provvedimento noto al Curatore). Il ricorso deve necessariamente includere i contenuti di cui all’art. 99, comma 2, L.Fall., tra cui le indicazioni specifiche a pena di decadenza. Il procedimento si basa sulle regole del rito del lavoro (Relazione al D.Lgs. n. 169 del 2007); il Presidente della sezione, ai sensi dell’art. 99, comma 3, L.Fall. provvede a designare il Giudice Relatore ed alla fissazione dell’udienza di comparizione che il ricorrente avrà cura di notificare al Curatore ed all’eventuale controinteressato entro il termine di 10 giorni dalla comunicazione del decreto (art. 99, comma 4, L.Fall.). Le parti resistenti devono costituirsi almeno 10 giorni prima dell’udienza mediante deposito in Cancelleria di una memoria difensiva contenente, a pena di decadenza, le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio, nonché l’indicazione dei mezzi di prova e della documentazione prodotta (art. 99, comma 7, L.Fall.). A seguito della fase di trattazione e dell’eventuale espletamento dei mezzi istruttori ammessi, il Collegio provvede in via definitiva sull’impugnazione, con decreto motivato a norma dei principi generali del codice di procedura civile. Come già precisato, il suddetto decreto è ricorribile per Cassazione entro il termine di 30 giorni dalla comunicazione (art. 99, comma 12, L.Fall.).

CHI
L’art. 98, comma 2, L.Fall. individua i soggetti legittimati attivi nei creditori e titolari di diritti su beni mobili o immobili che siano stati esclusi parzialmente o totalmente dal passivo, il legittimato passivo nel Curatore, nonché il contenuto dell’azione ovvero la contestazione per cui la domanda sia stata accolta in parte o sia stata respinta.

FAQ

E’ ritenuta ammissibile l’opposizione al passivo anticipata?

Al riguardo si è espressa la giurisprudenza con la nota Sentenza n. 559 del 15.1.2010 in cui si è definito, tra l’altro, che “È inammissibile un'impugnazione autonoma del decreto con cui il giudice delegato non ammette un singolo credito al passivo fallimentare ovvero lo ammette in via chirografaria, anziché con la causa di prelazione richiesta, essendo tale atto modificabile, fino alla data di deposito dello stato passivo, con il decreto di esecutività ex art. 97 della L.Fall....”.
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