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Etf - Exchange-traded fund

del 25/05/2012
CHE COS'È?

Etf - Exchange-traded fund: definizione

Gli ETF, acronimo di Exchange Traded Fund, sono una particolare tipologia di fondi comuni d’investimento o Sicav che possono essere negoziati in Borsa come normali titoli azionari, abbinando i vantaggi dei fondi comuni a quelli delle azioni.
La loro caratteristica principale è la gestione passiva, in quanto replicano l’andamento di un determinato indice sottostante che può essere costituito da azioni, obbligazioni, materie prime o liquidità. Non presentando nessuna commissione d’ingresso, di uscita o di performance, la gestione passiva permette agli Etf di realizzare una gestione a costi decisamente inferiori rispetto ai tradizionali fondi a gestione attiva, che hanno l’obiettivo di battere un indice di riferimento (benchmark). 
Un ulteriore vantaggio degli Etf rispetto ai fondi, è dato dalla trattazione continua durante tutta la giornata di contrattazione; ciò rende possibile conoscere il valore di mercato dello strumento in ogni istante, come avviene per le azioni.
Come nel caso dei fondi comuni e delle Sgr (società di gestione del risparmio), il patrimonio dell’Etf è autonomo e completamente separato da quello dell’emittente. Questo è un aspetto molto importante in quanto azzera il rischio emittente, rendendo lo strumento più sicuro rispetto ad altre forme di investimento tipo le obbligazioni corporate o i titoli di Stato.

COME SI FA
Il lotto minimo negoziabile è di una sola quota/azione, quindi lo strumento è accessibile a qualsiasi risparmiatore e non solo agli investitori istituzionali.
Gli ETF permettono di prendere posizione, attraverso un’unica operazione di acquisto o di vendita, su un singolo indice (per esempio: indice italiano Ftse Mib), su un singolo settore (per esempio: banche), su un’intera area geografica ( per esempio:  Asia) o su un paniere di titoli (es. titoli di stato italiani con scadenza tra i 5 e 7 anni).
Se vogliamo andare investire sul Ftse Mib (l’indice italiano dei principali 40 titoli) comprando l’Etf che investe su tale indice, si evita di comprare singolarmente tutti i 40 titoli.
L’obiettivo è quello di ottenere pressoché lo stesso rendimento dell’indice di riferimento con un’unica operazione e con notevole risparmio di costi.

CHI
Poiché il taglio minimo di ogni Etf è una quota/azione, possono essere acquistati da qualsiasi investitore in attraverso la propria Banca/Sim utilizzando gli usuali canali (Internet; sportello; promotore; call center eccetera).

FAQ

Quali sono i vantaggi principali degli Etf?

Diverse sono le caratteristiche che fanno preferire gli Etf ad altri prodotti finanziari; tra questi ricordiamo:la diversificazione, in quanto con un’unica operazione di acquisto si riesce ad investire su un paniere molto diversificato di titoli, con notevole riduzione sia del rischio dell’investimento che dei costi ad esso collegati;la trasparenza, poiché è possibile conoscere con certezza i titoli che compongono il portafoglio dell’Etf;i bassi costi, infatti l’investitore conosce in anticipo il costo complessivo annuo, sintetizzato dal TER (Total Expense Ratio) che è sempre decisamente inferiore rispetto ai fondi comuni d’investimento;la liquidità, essendo quotati in Borsa come le azioni, gli Etf si acquistano e si vendono durante tutta la giornata di contrattazione ad un prezzo conosciuto;la flessibilità, in quanto possono essere negoziati in modo semplice come le azioni e si adattano a differenti esigenze di investimento, sia di breve termine (tattica) che di medio e lungo (strategica)

Dove posso investire con gli Etf?

Oggi la gamma degli Etf quotati in Italia è estremamente completa e consente di realizzare portafogli molto segmentati e sofisticati. E’ possibile investire sia sui mercati azionari, comprando intere aree geografiche, singoli Paesi o indici settoriali, sia sul mercato obbligazionario governativo o corporate che sul mercato monetario. Esistono inoltre Etf strutturati che non si limitano a replicare l’indice di riferimento, ma permettono agli investitori di accedere a particolari strategie di investimento, come la possibilità di prendere posizione su un mercato con effetto leva (leveraged ETF), di proteggersi da eccessivi ribassi del mercato di riferimento (ETF protective put), scommettere, con o senza leva, sui ribassi (ETF short).

Gli Etf possono "fallire"?

Gli Etf, sono strumenti finanziari che, come i fondi comuni di investimento e le Sicav che hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società che ne hanno curato o curano le attività di costituzione/gestione/amministrazione/marketing eccetera. Gli Etf pertanto non sono esposti a un rischio di insolvenza (e di conseguenza non richiedono un rating) neppure nel caso in cui le società appena menzionate risultino insolventi.

Qual è il regime fiscale degli Etf?

Gli ETF producono tre tipologie di reddito:reddito da capitale, ossia i dividendi. Il reddito da capitale derivante dallo stacco dei dividendi dell’Etf subisce una ritenuta, effettuata direttamente dall’intermediario presso cui si ha il deposito titoli, del 20% a titolo di imposta;reddito da capitale, inteso come differenza tra il NAV (Net Asset Value, cioè valore attivo netto) di vendita ed il NAV di acquisto (Delta Nav). Il Delta NAV è rappresentato dal valore che emerge dalla differenza tra il NAV delle quote dell’Etf nel giorno di vendita ed il NAV delle quote dell’Etf nel giorno di acquisto;redditi diversi, cioè il capital gain prodotto dalla differenza tra il prezzo di vendita ed il prezzo di acquisto meno il Delta NAV. I redditi diversi sono dunque generati dalla differenza tra il prezzo dell’Etf nel momento in cui viene venduto ed il prezzo dell’Etf nel momento in cui viene acquistato. Tutto ciò è valido per tutti coloro che hanno scelto il regime fiscale amministrato ed è applicato per tutti gli Etf armonizzati, ossia conformi alle direttive europee.
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