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Finanza d'impresa

del 04/05/2012
CHE COS'È?

Finanza d'impresa: definizione

La finanza d’impresa abbraccia l’insieme delle attività che partono dalla definizione dei mezzi finanziari necessari a sviluppare gli scopi sociali dell’impresa e arrivano alla loro ricerca e contrattazione con terze parti, attraverso una costante pianificazione.
La finanza d’impresa gestisce quindi il livello assoluto e la migliore combinazione tra capitale di rischio (non rimborsabile se non attraverso distribuzione di riserve) e debito da rimborsare per la copertura dei fabbisogni finanziari a breve termine, tipicamente il capitale circolante, e i fabbisogni a medio e lungo termine derivanti da investimenti in attività fisse (immobili, attrezzature) e in attività immateriali (ricerca e sviluppo, marketing).
La pianificazione finanziaria a breve termine (annuale, mensile e inframensile) è parte della funzione svolta dalla finanza d’impresa e viene definita "tesoreria aziendale".
Alla finanza d’impresa spetta anche il compito di valutare, gestire e neutralizzare i rischi finanziari derivanti dall’andamento dei tassi d’interesse, dei cambi e delle materie prime.
Anche nelle attività straordinarie aziendali quali acquisizioni, fusioni, cessioni, scorpori o costituzione di nuove società, la finanza d’impresa interviene a supporto degli obiettivi societari sia fornendo le opportune valutazioni economico-finanziarie che procurando gli eventuali mezzi finanziari necessari.

COME SI FA
La pianificazione finanziaria deve determinare l’equilibrio ottimale tra fonti di finanziamento stabili (capitale di rischio, emissioni obbligazionarie, finanziamenti a medio-lungo termine, leasing) e fonti con scadenza inferiore ai 12 mesi (finanziamenti soci, finanziamenti bancari, factoring) guardando sia al rendimento auspicato del capitale che a un rapporto mezzi propri/mezzi di terzi equilibrato, in funzione della valutazione da parte dei creditori - tra cui il sistema bancario svolge un ruolo essenziale - e delle condizioni dei mercati finanziari.
Inoltre la pianificazione finanziaria deve assicurare, con un buon margine, la capacità dell’impresa di fare sempre fronte alle uscite monetarie con una dotazione di entrate o di disponibilità liquide, attraverso l’analisi continuativa dei flussi di cassa, svolta attraverso la gestione di tesoreria.
Nella sua parte attuativa la finanza d’impresa porta a termine una serie di compiti volti ad assicurare la dotazione minima e appropriata di capitale di rischio (attraverso operazioni di aumento o di ricostituzione a fronte di perdite), o di capitale di debito fornito da terzi.
L’attività di contrattazione dei prestiti bancari e parabancari (factoring e leasing) è fondamentale, soprattutto se l’impresa non ha alcun accesso ai mercati obbligazionari a causa della sua dimensione medio-piccola.
La disponibilità di credito bancario a breve e a medio-termine è anche funzione della struttura finanziaria dell’impresa e dei suoi flussi di cassa, rilevabili sia dai bilanci passati, che dai piani finanziari prospettici. La finanza d’impresa gestisce il rapporto con il sistema bancario, per migliorare l’accesso, la valutazione del rischio (espressa dal rating) e minimizzare le garanzie concesse.
Pianificazione finanziaria, gestione di tesoreria e ricerca di finanziamenti bancari sono strettamente connessi al ciclo attivo-passivo della società, derivante da incassi sulle vendite e pagamenti verso fornitori, dipendenti, erario e INPS. Per questo motivo i legami operativi tra la finanza d’impresa e l’area amministrativa e di controllo di gestione sono strettissimi. Solo le imprese di medie-grandi dimensioni tendono a separare l’attività di amministrazione e controllo dalla funzione finanziaria, ma entrambe sono di norma coordinate dalla direzione amministrazione e finanza.
La gestione dei rischi derivanti dai tassi d’interesse, dai tassi di cambio e dall’andamento delle materie prime è condotta utilizzando, ove opportuno, strumenti finanziari derivati (swap, opzioni, contratti a termine) forniti da banche e istituzioni finanziarie.

CHI
La finanza d’impresa è affidata nelle imprese di dimensione media e grande a figure professionali interne (direttore finanziario), mentre è svolta direttamente dall’imprenditore nelle micro e piccole imprese. Poiché nel secondo caso il livello di competenza è limitato, i sistemi di pianificazione e controllo pressoché inesistenti e poco il tempo dedicato alle attività, l’intervento di professionisti esterni a supporto delle fasi di pianificazione e gestione dei rapporti bancari può garantire all’impresa un migliore risultato.

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