Analisi transazionale: definizione
Il modello originario dell’Analisi Transazionale, di derivazione psicoanalitica e collocabile all'interno di una visione antropologica dell'uomo di tipo umanistico-esistenziale, si è sviluppato nel tempo attraverso focalizzazioni teoriche che ben si integrano con i più recenti apporti inerenti il costruttivismo, la psicoanalisi relazionale, la psicologia dell'attaccamento, le neuroscienze e la PNL.
Importanti sono stati i contributi all’A.T. in particolare da parte di Carl Rogers con il suo appoccio umanistico centrato sulla persona. Attualmente, l’A.T. è un modello d’intervento riconosciuto e apprezzato per la sua efficacia, applicato in diversi contesti culturali e in ambiti molteplici: il counselling, il contesto educativo, quello del benessere nelle organizzazioni, la formazione adulta.
I tre stadi dell’IO:
- Io Genitore - la parte genitoriale dell'io è quella dove sono custoditi i sentimenti, i comportamenti, le emozioni, gli insegnamenti, gli esempi che noi abbiamo appreso dai nostri genitori e figure che ci hanno educato;
- Io Adulto - la parte adulta è la parte razionale di tutti noi, dove si elaborano le informazioni e attraverso la quale si cerca di avere una maggiore oggettività nelle situazioni relazionali;
- Io bambino - la parte bambino dell'Io è dove è racchiusa la spontaneità e l'emotività. Il Bambino racchiude tutte quelle esperienze, quei comportamenti che noi abbiamo messo in atto fin dalla nostra infanzia. Quando una persona si relaziona o comunica o si comporta prevalentemente manifestando lo stato del Bambino, significa che tende a comportarsi non come un bambino in generale, ma come si comportava quando era bambino.
Perché la nostra psiche si mantenga più in equilibrio possibile, essa deve soddisfare quelle che l’A.T chiama "fami". Ce ne sono di tre tipi:
- fame di stimolo: tutti gli esseri umani vanno alla ricerca di ricevere stimoli e provare sensazioni;
- fame di riconoscimento: ognuno di noi ha bisogno di sapere che esiste, che non è un soggetto inutile in mezzo agli altri;
- fame di struttura: come strutturare il tempo di vita nelle ore della giornata.
Il gioco:
È una modalità di “Strutturazione del tempo” contenente un elevato contenuto emotivo, ma altamente prevedibile, che si svolge secondo uno schema fisso e termina sempre in modo sgradevole per entrambi i partecipanti. La presenza di giochi nei rapporti interpersonali è all’origine di dipendenze, litigi frequenti, incomprensioni durevoli e altre tipologie di conflittualità che provocano sofferenze emotive e psicologiche. Nel famoso libro di Berne “A che gioco giochiamo?" Vengono presentati numerosi "giochi" tipicamente adottati in varie circostanze dalle persone. Un esempio è quello denominato "Perché non...sì, ma".
Script o Copione:
L'Analisi Transazionale fornisce anche una teoria dello sviluppo nell’infanzia. Il concetto di copione, tra i più noti in quest'ambito, spiega come molti degli schemi di vita adottati in età adulta abbiano origine nella sua infanzia. Nel quadro del copione, l'analisi transazionale elabora spiegazioni di come l'adulto riproponga continuamente le sue strategie apprese nell’infanzia, anche quando esse generano risultati dolorosi o autolesionisti. Berne, anche in base alle posizioni esistenziali, individua tre categorie di persone, ognuna delle quali ha il suo copione: il vincitore, il non-vincitore e il perdente.
L'A.T. risulta molto interessante nei contesti professionali dove le persone lavorano spesso a stretto contatto tra loro e in piccoli team operativi (back office, ufficio tecnico, segreterie commerciali, customer service, ufficio gestione clienti). Trova utili applicazioni negli studi professionali, quali: architetti, notai, avvocati, medici, studi di consulenza, commercialisti e consulenti del lavoro.
