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Ricorso per decreto ingiuntivo

del 27/07/2011
CHE COS'È?

Ricorso per decreto ingiuntivo: definizione

Il decreto ingiuntivo è il provvedimento del giudice civile mediante il quale viene ordinato al debitore il pagamento di una somma di denaro o la consegna di una determinata quantità di cose fungibili o di una cosa mobile entro un determinato termine.
Trascorso detto termine il creditore potrà procedere con l’iscrizione di ipoteca o iniziare l’esecuzione forzata che deve essere preceduta dalla notifica dell’atto di precetto e successivamente dalla richiesta di pignoramento mobiliare o immobiliare, eccetera.
Tale provvedimento viene richiesto dal creditore di una somma liquida di denaro ed esigibile o di una determinata quantità di cose fungibili o da chi ha diritto alla consegna di una cosa mobile determinata. 
E' possibile ottenere il decreto:

  • se del diritto fatto valere si dà prova scritta;
  • se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;
  • se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata. 
L'ingiunzione può essere pronunciata anche nel caso in cui il diritto dipenda da una controprestazione o da una condizione, purché il richiedente/creditore offra elementi atti a far presumere l’adempimento della controprestazione o l’avveramento della condizione.

La prova scritta

E' costituita da qualsiasi documento da cui risulti il diritto vantato.
In particolare, secondo gli articoli 634, 635 e 636 codice procedura civile, sono prove scritte: le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi, anche se mancanti dei requisiti prescritti dal codice civile.
Per i crediti relativi a somministrazione di merce e di danaro nonché per prestazioni di servizi fatte da imprenditori che esercitano un’attività commerciale, anche a persone che non esercitano tale attività, sono altresì prove scritte idonee gli estratti autentici delle scritture contabili di cui agli articoli 2214 e seguenti codice civile, purchè bollate e vidimate nelle forme di legge e regolarmente tenute, nonché gli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie, quando siano tenute siano tenute con l’osservanza delle norme stabilite per tali scritture.
Per i crediti dello Stato o di enti o istituti soggetti a tutela o vigilanza dello Stato, sono prove scritte idonee anche i libri o registri dell’amministrazione, previa attestazione della regolare tenuta ad opera di un competente funzionario.
Costituisce prova scritta anche la parcella delle spese e prestazioni sottoscritta dal ricorrente/creditore e correlata dal parere di conformità alle tariffe di legge rilasciato dalla competente associazione professionale.

Avv. Maddalena Triventi
Ordine degli Avvocati di Bari
Loconte & Partners Studio Legale e Tributario


COME SI FA
La domanda d’ingiunzione si propone con ricorso, il quale deve contenere: 
  • l’Ufficio giudiziario davanti al quale la causa dovrebbe essere svolta;
  • le parti;
  • l’oggetto;
  • le ragioni della domanda;
  • le conclusioni;
  • l’indicazione delle prove che si producono;
  • l’indicazione del procuratore, oppure, quando è ammessa la costituzione di persona, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio nel Comune dove ha sede il giudice adito - in mancanza, le notificazioni possono essere fatte presso la cancelleria;
  • se la domanda riguarda la consegna di cose fungibili, essa deve contenere anche la dichiarazione della somma di denaro che il ricorrente/creditore è disposto ad accettare in mancanza della prestazione in natura, a definitiva liberazione dell’altra parte.
La domanda di ingiunzione deve essere depositata presso il tribunale o l'ufficio del Giudice di pace che sarebbero competenti per la domanda proposta in via ordinaria.
Per i crediti vantati da avvocati relativamente a cause che questi hanno seguito, è competente anche l'ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce. 
I notai o gli avvocati possono rivolgersi anche al giudice competente per valore del luogo ove ha sede il consiglio dell'ordine al cui albo sono iscritti o il consiglio notarile dal quale dipendono.
Unitamente al ricorso devono essere depositati in cancelleria i documenti che provano il diritto vantato dal creditore. 
Il giudice emette, quindi, la decisione ovvero l’ingiunzione, sulla base delle prove documentali fornite, inaudita altera parte.

Rigetto della domanda

Se il giudice ritiene la domanda non sufficientemente giustificata, dispone che il cancelliere ne dia notizia al ricorrente, invitandolo ad integrare le prove fornite, in assenza delle quali, la domanda verrà rigettata con decreto motivato.
Tale rigetto non pregiudica ulteriori azioni da parte del ricorrente che potrà nuovamente proporre un ricorso per decreto ingiuntivo oppure adire le vie ordinarie.

Accoglimento della domanda

Se esistono le condizioni di cui all’articolo 633 codice di procedura penale e, quindi, la domanda è fondata, il giudice emette decreto motivato con il quale ingiunge all’altra parte di pagare la somma o di consegnare la cosa o la quantità di cose richieste nel termine di quaranta (40) giorni dalla notifica, con l’avvertimento espresso che nello stesso termine può essere fatta opposizione e che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.
Il suddetto termine ha carattere perentorio, vale a dire che una volta scaduto è preclusa al debitore la facoltà di proporre opposizione. Esso può essere anche ridotto fino a dieci (10) giorni oppure aumentato fino a sessanta (60) giorni, quando concorrono giusti motivi.

Esecuzione provvisoria

Se il documento sul quale si fonda l’ingiunzione è una cambiale, un assegno o un certificato di borsa o un atto notarile o di altro pubblico ufficiale, il relativo decreto è immediatamente esecutivo, consente, cioè, di procedere immediatamente all’esecuzione forzata sui beni del debitore (articolo 642, 1 comma, codice di procedura civile). 
Il decreto ingiuntivo può essere dichiarato esecutivo anche nel caso in cui vi sia pericolo di grave pregiudizio nel ritardo ovvero se il ricorrente produce documentazione sottoscritta dal debitore, comprovante il diritto fatto valere.
In questo caso, però, l’esecuzione provvisoria del decreto verrà concessa dal giudice solo se quest’ultimo ritenga opportuno provvedere in tal senso (articolo 642, 2 comma, codice di procedura civile).
Più precisamente, mentre nella prima ipotesi, il giudice deve sempre autorizzare l’esecuzione provvisoria del decreto, nella seconda, il giudice può esercitare facoltativamente tale potere, potendo anche imporre al ricorrente una cauzione.

Notifica

Il decreto, insieme al ricorso, deve essere notificato all’ingiunto, e dalla data di notifica decorre il termine per proporre opposizione e per il pagamento.
Il decreto ingiuntivo diventa inefficace se non è notificato entro sessanta (60) giorni dalla pronuncia, se deve avvenire nel territorio della Repubblica, novanta (90) giorni negli altri casi (articolo 644 codice di procedura civile). 
L’ingiunto può far dichiarare l’inefficacia del decreto ingiuntivo per omessa o inesistente notifica valendosi del particolare procedimento previsto dall’articolo 188 disposizione di attuazione del codice di procedura civile.

CHI
Il creditore che intende soddisfare la propria pretesa ovvero realizzare coattivamente un risultato pratico equivalente a quello che avrebbe dovuto eseguire un altro soggetto, in adempimento di un obbligo giuridico, deve rivolgersi ad un avvocato civile specializzato nel recupero credito e nell’esecuzione forzata.

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