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Minori: rappresentanza legale

del 02/02/2017
CHE COS'È?

Minori rappresentanza legale: definizione

La rappresentanza legale dei minori è appannaggio dei genitori che esercitano in maniera congiunta la responsabilità genitoriale o del genitore che la esercita in maniera esclusiva. Il ruolo di rappresentante legale coincide con quello di amministratore dei beni nel minore, nel caso in cui ne abbia. Unicamente gli atti di ordinaria amministrazione, eccezion fatta per i contratti che riguardano l'acquisizione o la concessione di diritti personali di godimento, possono essere compiuti da un genitore solo. Nell'eventualità in cui a proposito del compimento di un atto vi sia una situazione di disaccordo tra un genitore e l'altro, ci si può rivolgere al tribunale secondo le norme che si applicano per i contrasti che sussistono nell'esercizio della responsabilità genitoriale: lo stesso accade in presenza di decisioni che vengono prese di comune accordo dai genitori ma che poi vengono esercitate in modo differente rispetto a quanto previsto.


COME SI FA

Come si agisce nel caso in cui la rappresentanza legale per un minore non possa essere fornita da un genitore?

Nel caso in cui tutti e due i genitori o il tutore di un minore non abbiano intenzione o non possano compiere alcuni atti di cui il minore ha bisogno, il giudice ha la facoltà di nominare un rappresentante provvisorio per il processo che prende il nome di curatore speciale. A chiedere la nomina di un curatore speciale può essere il minore stesso, se non ci pensano i genitori a farlo: può essere scelta come curatore speciale qualunque persona in grado di stare in giudizio. Il curatore speciale ha la facoltà di compiere gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, sempre nell'interesse del minore: per esempio, presentare un ricorso all'autorità giudiziaria o avanzare un'altra istanza. Il curatore subentra anche in presenza di un conflitto di interessi tra il minore e il genitore o tra più figli che fanno riferimento alla stessa potestà. Chiunque abbia interesse, in effetti, può richiedere la nomina di un curatore al giudice. 

Come ci si deve comportare in presenza di atti di straordinaria amministrazione?

Per quel che riguarda gli atti di straordinaria amministrazione, l'esercizio disgiunto da parte dei genitori è ammesso. Essi, inoltre, hanno la possibilità di contrarre locazioni della durata di più di nove anni, di contrarre mutui, di procedere allo scioglimento di una comunione, di compiere qualsiasi atto ecceda l'ordinaria amministrazione, di accettare una donazione, di accettare o rinunciare a un'eredità e di alienare, dare in pegno o ipotecare i beni pervenuti a qualunque titolo al figlio.


CHI

Un genitore o un curatore speciale.


FAQ

1. In quali casi i minori non hanno bisogno di rappresentanza legale?

La legge prevede alcune circostanze in cui i minori non hanno bisogno di rappresentanza legale e possono stare in giudizio, avendo la capacità di agire in autonomia. Ciò è vero, per esempio, per i minori che vengono autorizzati dal tribunale a sposarsi - i cosiddetti minori emancipati - i quali ottengono, dunque, la capacità di stare in giudizio tanto in qualità di convenuti quanto in qualità di attori, in base a quanto previsto dall'articolo 394 del Codice Civile. 

2. Quali sono i limiti al potere del rappresentante del minore?

La legge considera il minore un soggetto debole, che non può agire in autonomia e che fino al compimento dei diciotto anni deve essere protetto. L'adulto che fa le veci del minore è tenuto a rispettare degli obblighi specifici e dei particolari limiti. L'adulto che ha la rappresentanza legale del minore può occuparsi unicamente degli atti di ordinaria amministrazione; per quel che riguarda gli atti di straordinaria amministrazione, invece, è necessaria la preventiva autorizzazione da parte del giudice tutelare. Nel caso in cui questi atti siano compiuti in assenza di autorizzazione, sono destinati a essere annullati e, per di più, non possono venire sanati con un'autorizzazione successiva. Ecco, dunque, che l'autorizzazione preventiva del giudice tutelare non costituisce una condizione dell'efficacia dell'atto giuridico, ma un suo elemento costitutivo.

3. I minori hanno la capacità di agire?

Secondo la legge, i minori non hanno la capacità di agire: essa consiste nella capacità di compiere i vari atti giuridici che riguardano la propria sfera di interessi, e, sulla base di quanto previsto dall'articolo 2 del Codice Civile, si acquisisce unicamente nel momento in cui si compiono diciotto anni e si raggiunge - dunque - la maggiore età, che si presume sia sufficiente per garantire al soggetto la maturità di cui ha bisogno per provvedere alla cura dei propri interessi e per autodeterminarsi. Il minore di diciotto anni, di conseguenza, viene considerato un incapace dal punto di vista legale, ma ciò non toglie che egli abbia una capacità di discernimento in virtù della quale è ritenuto in grado di intendere e di volere. Il minore viene ritenuto incapace perché in tale modo si intende proteggerlo rispetto al rischio che i suoi interessi possano essere pregiudicati da atti negoziali che egli potrebbe compiere non avendo l'attitudine e la maturità richieste per curarli.

4. Cosa accade prima che il minore compia diciotto anni?

Se è vero che il minore prima di compiere diciotto anni è legalmente incapace di agire, ciò implica che i suoi legali rappresentanti siano i genitori, alla cui potestà è sottoposta. I genitori, di conseguenza, amministrano i suoi beni secondo quanto indicato dall'articolo 320 del Codice Civile, lo rappresentano congiuntamente per la totalità degli atti che concernono la sua sfera giuridica e, inoltre, rispondono civilmente per gli atti illeciti eventualmente commessi nei confronti di terzi dal minore. I genitori, in tal caso, rispondono solo civilmente e non penalmente dal momento che la responsabilità penale è personale. I genitori, in conclusione, rappresentano i figli minori, così come i figli nascituri, ex lege, e non hanno bisogno di alcun tipo di autorizzazione per compiere atti che riguardino la loro educazione e la loro cura: gli atti di ordinaria amministrazione, appunto.
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