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Lavoro italiano all’estero: gestione fiscale e previdenziale

del 05/04/2011
CHE COS'È?

Lavoro italiano all’estero gestione fiscale e previdenziale: definizione

Il lavoro italiano all'estero trova la sua tutela in primis nella carta costituzionale: l’articolo 35, infatti, dopo aver affermato il riconoscimento della tutela generale per il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, sancisce specificamente un principio di tutela per il lavoro italiano all'estero (comma 4). 
Per quanto concerne la tutela del lavoratore all'estero è necessario operare una distinzione tra attività svolta in ambito comunitario e attività svolta in ambito extracomunitario ma è altresì opportuno ricordare che, in entrambi i casi, i principi fondamentali che ne regolano la disciplina sono gli stessi. 
In particolare: 
  • il principio della parità di trattamento in base al quale ciascuno Stato stipulante riconosce ai lavoratori stranieri, operanti sul proprio territorio nazionale, gli stessi diritti riservati ai cittadini residenti; 
  • il principio della territorialità della legislazione applicabile, che prevede, come regola generale, l’applicazione della legislazione di sicurezza sociale del luogo dove viene effettivamente svolto il lavoro; 
  • il principio della esportabilità delle prestazioni ad ulteriore garanzia del lavoratore migrante, in base al quale le prestazioni non siano soggette a riduzione, sospensione o soppressione per il fatto che l’avente diritto trasferisca la propria residenza in un altro Paese; 
  • il principio della totalizzazione dei periodi assicurativi in base al quale è consentito il cumulo dei periodi di occupazione, assicurazione e residenza compiuto dal lavoratore in virtù delle legislazioni dei vari Paesi, nella misura necessaria ed a condizione che non si sovrappongano. 
La corretta gestione di un lavoratore inviato all'estero prevede, in via preliminare e prioritaria, l’individuazione della corretta struttura contrattuale attraverso la quale gestire l’assegnazione oltre confine. Si tratta di un aspetto di grande rilevanza atteso che da tale scelta discendono svariate e complesse conseguenza in materia civilistica, fiscale e contributiva.
La gestione del lavoro all'estero, già composita ed articolata in re ipsa, sconta l’ulteriore criticità di essere oggetto di una costante evoluzione normativa interna oltre che europea ed internazionale; in tale contesto, poi, non si può nascondere la difficoltà che gli operatori italiani incontrano nel confrontarsi con ordinamenti dai presupposti profondamente e fondamentalmente differenti da quello italiano. 

Dott. Gabriele Arveda
Ordine dei Consulenti del lavoro di Reggio Emilia
Bartoli & Arvede Associazione Professionale

COME SI FA
Suggeriamo di affrontare la complessa tematica del “lavoro all'estero” attraverso la predisposizione di uno schema all’interno del quale elencare tutte le caratteristiche dell’assegnazione all’estero del proprio personale e conseguentemente l’applicazione delle possibili scelte/opportunità in relazione alle normative da applicare ai singoli casi concreti. 
Di seguito proponiamo una elencazione delle voci che dovranno comporre lo schema: 
  1. Struttura contrattuale / legislazione applicabile: trasferta, trasferimento, distacco, assunzione diretta all'estero;
  2. Composizione del pacchetto retributivo (compensation kit): assegnazione di breve periodo, assegnazione di lungo periodo, politiche di neutralità fiscale;
  3. Residenza del lavoratore: determinazione della potestà impositiva fiscale conseguente alla determinazione della residenza dl lavoratore, il modello OCSE per la determinazione della residenza; 
  4. Tassazione del reddito di lavoro dipendente: tassazione dei dipendenti non residenti, tassazione dei dipendenti residenti (trasferta, trasferisti, indennità e rimborsi per trasferimento all'estero, indennità per servizi prestati all'estero, tassazione su base convenzionale, lavoratori frontalieri, benefit);
  5. Fiscalità internazionale e doppia imposizione: modello OCSE;
  6. Aspetti Contributivi / adempimenti amministrativi: assegnazioni in ambito comunitario, assegnazioni in paesi convenzionati, assegnazioni in paesi non convenzionati, assegnazioni in paesi parzialmente convenzionati.

CHI
Data la complessità della materia riteniamo necessario il ricorso ad un esperto della materia, quale il Consulente del Lavoro.

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