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Matrimonio simulato

del 06/10/2016
CHE COS'È?

Matrimonio simulato: definizione

Il matrimonio simulato si verifica nel momento in cui hanno convenuto di non esercitare i diritti e di non adempiere agli obblighi che derivano dal vincolo matrimoniale. Ciascuno dei due coniugi può impugnare il matrimonio: l'azione deve essere proposta, però, entro l'anno successivo alla celebrazione del matrimonio. 


COME SI FA

Qual è il riferimento normativo in materia?

Il riferimento normativo è rappresentato dall'articolo 123 del Codice Civile: prima dell'entrata in vigore del suo testo attuale, in realtà, quando il divorzio non era ancora stato introdotto il principio dell'indissolubilità del matrimonio induceva a non prendere in considerazione la simulazione di matrimonio, nel senso che l'esigenza di tutelare il matrimonio-atto prendeva il sopravvento rispetto al problema dell'effettività del consenso da parte dei coniugi a onorare il rapporto di matrimonio. Da quando l'articolo 123 del Codice Civile è stato cambiato, tuttavia, si ha a che fare con una soluzione legislativa che, in un certo senso, media tra la necessità di garantire la stabilità e la certezza dei rapporti di coniugio e la necessità di dare valore al consenso in quanto elemento indispensabile per l'inizio di un vincolo coniugale. A proposito di questa seconda esigenza, vale la pena di menzionare il diritto di impugnare il matrimonio che è stato celebrato senza che le parti fossero effettivamente intenzionate a dar vita a una comunione di vita reale. 


CHI

Le coppie unite in matrimonio.


FAQ

1. Il termine annuale è tassativo per la sanatoria?

Sì, lo è. L'articolo 123 del Codice Civile prevede una causa di sanatoria rappresentata dalla decorrenza di un anno a partire dalla data in cui il matrimonio è stato celebrato senza che l'impugnativa sia stata promossa. A dir la verità una parte della dottrina ha accusato tale ipotesi di dubbia costituzionalità, anche perché la decadenza dell'azione di nullità nelle altre ipotesi di volontà viziata o imperfetta non dipende dal decorrere di un anno. Inoltre, il termine di decadenza è stato, da alcuni, considerato troppo breve, inducendo a parlare di una privatizzazione eccessiva della fattispecie matrimoniale, per colpa della quale l'efficacia deterrente dell'azione rischia di essere depotenziata. 

2. Che cosa si intende, in linea generale, con simulazione nel diritto italiano?

Nel diritto italiano la simulazione non è altro che un istituto giuridico attraverso cui due soggetti pongono in essere un negozio giuridico o un contratto con l'accordo che il contratto stesso non abbia alcuna conseguenza per le parti, ma serva solo per poter essere invocato davanti a terzi. Un contratto simulato prevede la presenza di un accordo simulatorio, vale a dire la manifestazione di volontà scambiata in maniera riservata e reciproca dalle parti con lo scopo di sancire che il contratto stipulato ufficialmente non ha alcun effetto reale. La simulazione è un caso di divergenza tra la volontà negoziale e la dichiarazione. Non è detto che tutti i contratti simulati debbano essere considerati illegali: si può avere a che fare, infatti, anche con contratti simulati leciti, a patto che non nascondano un intento illecito o un obiettivo fraudolento.

3. Quali sono gli obblighi e i diritti da escludere perché si possa parlare di matrimonio simulato?

La norma non si riferisce alla totalità degli effetti possibili del rapporto coniugale, riguardando - invece - unicamente quelli che rappresentano il contenuto del matrimonio in senso stretto. Ecco perché un matrimonio non è da ritenersi invalido, per esempio, se è previsto un accordo che escluda l'assunzione degli obblighi riguardanti i figli.
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