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Separazione dei beni tra i coniugi

del 06/05/2016
CHE COS'È?

Separazione dei beni tra i coniugi: definizione

La separazione dei beni tra coniugi è il regime patrimoniale alternativo a quello della comunione legale dei beni (articolo 159 codice civile) con il quale ciascun coniuge rimane titolare esclusivo dei beni di sua proprietà e di ogni acquisto in costanza di matrimonio.

Sino al 19 maggio 1975 (legge 151/1975 articolo 228) la separazione dei beni è stata il regime patrimoniale "legale" che operava di diritto in assenza di diversa espressa volontà. Con l'entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia il regime legale è divenuto quello della comunione dei beni.Con il regime di separazione ciascun coniuge conserva quindi il godimento e l'amministrazione dei propri beni, fermo restando l'obbligo di contribuire ai bisogni della famiglia.

Nella scelta convenzionale in esame, i coniugi possono decidere liberamente se acquistare beni separatamente, congiuntamente, ed in quest’ultimo caso decidere se a quote uguali o disuguali. Tale libertà deve rispettare comunque le norme civili di carattere generale.

Inoltre qualora sorga una controversia tra coniugi circa la titolarità di determinati cespiti si presume che si tratti di beni comuni ad entrambi per pari quota, a meno che uno di essi non riesca a dare dimostrazione di esserne proprietario esclusivo o titolare di una quota maggiore.

Questa convenzione consente una maggiore flessibilità dei rapporti patrimoniali anche al fine di negare al coniuge superstite il riconoscimento di molti benefici che derivano dall’applicazione del regime della comunione legale e dalla disciplina sulle successioni: il regime di separazione dei beni impedisce, infatti, che le ricchezze del coniuge premorto passino al gruppo familiare dell’altro coniuge; infatti la successione legittima non prevede la successione degli affini (ossia i parenti del coniuge).

È importante ricordare che, nonostante la sua natura essenzialmente convenzionale, il regime di separazione trova in alcuni casi applicazione anche senza la volontà espressa dei coniugi. Ciò accade ad esempio in caso di scioglimento della comunione legale per effetto di sentenza giudiziale di divisione dei beni, per effetto di intervenuta separazione legale dei coniugi ovvero in ipotesi di fallimento di uno dei coniugi.


COME SI FA
La scelta a favore del regime di separazione dei beni deve essere fatta dai coniugi in via congiunta ed espressamente. In Italia è possibile derogare al regime legale di comunione anche in sede di celebrazione delle nozze, senza spese e senza particolari formalità. La contestualità tra l’espressione di volontà a contrarre matrimonio e la scelta del regime patrimoniale di separazione è determinante: è infatti tale contestualità che permette all’ufficiale di stato civile dinanzi al quale si contrae matrimonio di ricevere detta dichiarazione. La stessa competenza, se ricorre l’elemento di contestualità suddetto, è propria anche dell’autorità consolare, del parroco cattolico e del ministro di culto ebraico che abbia la cittadinanza italiana. Alcune perplessità sorgono sulla competenza di ministri di culto di altre professioni religiose, nel qual caso è bene svolgere opportune verifiche.
La dichiarazione relativa alla scelta del regime di separazione dei beni effettuata da cittadini italiani in matrimoni celebrati all’estero è valida solo se la legge del Paese estero ove si contrae matrimonio consente espressamente la possibilità di tale inserimento nel certificato di matrimonio.
La scelta della separazione legale dei beni può essere fatta anche in un momento successivo alle nozze, tramite atto notarile che verrà poi annotato nel certificato di matrimonio (articolo 162 codice civile). 
Tale annotazione, così come ogni modifica successiva (articoli 163, 210 codice civile), ha l’importante funzione di pubblicità verso i terzi. È doveroso precisare che per i singoli beni immobili, oggetto delle speciali scelte patrimoniali dei coniugi, il regime di pubblicità opponibile a terzi è doppio: la pubblicità dovrà infatti essere rappresentata anche presso i pubblici registri immobiliari.

CHI
Possono accedere alla scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni i soggetti che possono contrarre matrimonio secondo la legge italiana.
Il minore emancipato (articolo 165 codice civile) è tra questi soggetti, seppure con particolari cautele. Analogo discorso per gli inabilitati e gli inabilitandi (articolo 166 codice civile). 
Nel caso di coniuge che venga interdetto successivamente al matrimonio, la questione relativa alla eventuale variazione del regime patrimoniale è piuttosto delicata e sarà sottoposta all’esame del Giudice tutelare che dovrà investigare se il beneficiario di un’amministrazione di sostegno abbia o meno capacità negoziale idonea a regolare convenzioni patrimoniali.

FAQ

I debiti di un coniuge in regime di separazione dei beni devono essere pagati dall'altro coniuge?

Nessuna norma lo prevede, anche se per alcun debiti, quali i debiti contratti “nell’interesse della famiglia” potrebbe valere la regola della responsabilità solidale dei coniugi. Il coniuge che non li ha contratti potrebbe dunque doverne rispondere anche con beni personali.

Problema degli acquisti effettuati da un coniuge con denaro dell'altro coniuge in regime di separazione dei beni: come fare?

La questione è molto complessa e la risposta può variare grandemente, richiamando istituti giuridici diversi, a seconda che il coniuge che mette il denaro abbia materialmente versato nelle mani di terzi, per acquistare a favore dell’altro coniuge, ovvero se il denaro sia passato tra i due coniugi.

Il regime della separazione dei beni si applica ai coniugi separati legalmente?

No, ad essi si applicano le norme di diritto comune, salva un’estensione analogica ed in quanto afferenti a norme compatibili.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

D'Errico Giuseppina

18/01/2012 13:33:53

Buongiorno, il 12 /09/2011 è morta mia zia (sorella di mia madre anch'essa deceduta) , si è sposata in età avanzata con regime patrimoniale 1 comma dell'art. 228 legge 19/03/1975 n°151.Ha redato un testamente nel quale lasciava i suoi beni la metà al cogniuge e metà alcuni nipoti (figli delle sorelle decedute) . Nel testamento non vi era menzionato L'assicurazione personale della vita nel quale mia zia ha nominato beneficiari tutti gli eredi legittimi.
La mia domanda è questa.: tutti gli eredi legittimi sono anche quelli non nominati nel testamento? E in questo casi al cogniuge che parte le aspetta?
(è vdero che le aspetta i 2/39)

Simona

27/06/2012 10:34:31

Buongiorno,
ho sposato mio marito in seconde nozze, in regime di separazione dei beni.
Egli non è residente in casa mia, essendo fallito personalmente con la sua azienda nel 2009.
Vorrei sapere se la sua ex moglie oppure la curatela ha diritto di chiedere a me quanto dovuto da mio marito.
Grazie e saluti.

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