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Contratto di management

del 17/11/2016
CHE COS'È?

Contratto di management: definizione

Il contratto di management riguarda la guida della gestione di un’azienda, che comprende molteplici aspetti: per esempio, la definizione degli obiettivi, l’individuazione delle strategie e, più in generale, tutte le azioni finalizzate al perseguimento degli scopi con riferimento alle risorse umane a disposizione. La direzione di un’azienda implica la necessità di guidare e di coordinare un gruppo di persone e di assumersene la responsabilità; inoltre, prevede l’assunzione di decisioni e una costante programmazione affinché possano essere conseguiti risultati che si adeguino agli scopi aziendali.


COME SI FA

Come deve essere redatto il contratto di management?

Del contratto di management devono fare parte specifiche tecniche, allegati e time schedule. È fondamentale, di conseguenza, comprendere in che modo sia formata la struttura del contratto, anche tenendo conto dell’ordine di prevalenza di parti specifiche. Devono essere prese in esame problematiche di carattere finanziario, di carattere legale, di carattere logistico, di carattere tecnico e di carattere commerciale. Per tale ragione chi stende il contratto dovrebbe essere in possesso di competenze interdisciplinari.


CHI

Un avvocato o un notaio.


FAQ

1. Tutte le aziende hanno bisogno di una direzione?

Sì, in tutte le aziende c’è bisogno di una direzione e, quindi, della stesura di un contratto di management: naturalmente, nelle imprese di dimensioni più piccole in genere è il proprietario/imprenditore ad occuparsi della direzione. Viceversa, con l’aumentare delle dimensioni aziendali, talune funzioni progressivamente vengono delegate a dipendenti specifici – i dirigenti, appunto. A mano a mano che le imprese si ingrandiscono, si fa sempre più netto il divario tra la proprietà e il management, come dimostra il fatto che nelle società per azioni gli azionisti/proprietari provvedono alla nomina di un consiglio di amministrazione che nomina, a sua volta, i dirigenti.

2. Quali sono i livelli in cui si articola la direzione aziendale?

A seconda delle responsabilità e dei livelli di autorità si può distinguere tra l’alta direzione e la dirigenza – o, per usare una terminologia anglosassone, tra il top management e il middle management -. Dell’alta direzione fanno parte il presidente, il direttore generale, l’amministratore delegato e il segretario generale: insomma, un numero ristretto di soggetti che esercitano la propria autorità e la propria responsabilità nei confronti dell’intera azienda. Il segretario generale e il direttore generale sono i dirigenti apicali, i quali rispondono agli organi di governo (di cui possono fare parte o meno). Per ciò che concerne la dirigenza, essa risponde all’alta dirigenza e occupa una posizione intermedia tra il livello operativo e il top management.

3. Quali sono le mansioni di un dirigente aziendale?

Che siano specificate o meno nel contratto di management, il compito di una direzione aziendale è quello di sviluppare la responsabilizzazione, elevando la partecipazione e favorendo lo scambio di risorse e informazioni. Le competenze richieste chiamano in causa la leadership e la gestione economica, ma anche la consapevolezza delle tecniche di sviluppo di empowerment. L’allenamento al pensiero sistemico e lo sviluppo delle performance management sono altre doti che possono tornare utili, anche al fine di sviluppare metodi di gestione progettuale indispensabili nella relazione con i collaboratori nella vita di tutti i giorni. Va ricordato che il contratto di management si può applicare anche al caso del temporary management, vale a dire la gestione temporanea di una sola attività o di un gruppo di attività in azienda finalizzata a garantire la continuità dello sviluppo organizzativo.
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